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Evviva la zucca!

Cosa è la celiachia

La Malattia Celiaca (o Celiachia) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

La Dermatite Erpetiforme è una patologia scatenata in soggetti geneticamente predisposti dall’assunzione dietetica di glutine e caratterizzata da lesioni cutanee specifiche e distintive, che regrediscono dopo l’eliminazione del glutine dalla dieta. E’ considerata una variante della malattia celiaca, anche se molto raramente la Dermatite Erpetiforme si presenta con le caratteristiche lesioni della mucosa duodenale della celiachia

Sintomi

La Celiachia è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, a sintomi extraintestinali, alla associazione con altre malattie autoimmuni. A differenza delle allergie al grano, la Celiachia e la Dermatite Erpetiforme non sono indotte dal contatto epidermico con il glutine, ma esclusivamente dalla sua ingestione. La Celiachia non trattata può portare a complicanze anche drammatiche, come il linfoma intestinale

Diagnosi 

La celiachia può essere identificata con assoluta sicurezza attraverso la ricerca sierologica e la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti  in corso di dieta comprendente il glutine

[tratto da www.celiachia.it]

LE SOSTANZE PERICOLOSE DALL’ABBIGLIAMENTO

LONDRA, 10.02.14 – La catena di negozi di abbigliamento britannica Primark si è unita ai grandi marchi della moda già impegnatisi con Greenpeace a eliminare le sostanze chimiche pericolose dalla propria filiera.

Dopo Burberry, Primark è la seconda grande azienda di abbigliamento a sottoscrivere l’impegno Detox nelle ultime due settimane. In tutto sono al momento venti le aziende impegnatesi finora. L’adesione arriva dopo la pubblicazione del rapporto di Greenpeace Asia “Piccoli mostri nell’armadio”, che ha rivelato la presenza di sostanze chimiche pericolose in vestiti e calzature per bambini in 12 grandi marchi.

“L’azienda dimostra così l’intenzione di seguire la nuova tendenza della moda di produrre capi di abbigliamento privi di sostanze chimiche pericolose. Dalle catene alle case di Alta moda come Burberry, i grandi marchi stanno aiutando a mettere la parola fine a quest’incubo tossico. Ora anche quelli che tardano a sottoscrivere l’impegno Detox, come Adidas e Disney, devono agire per eliminare questi pericolosi piccoli mostri una volta per tutte”, afferma Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel di Greenpeace Italia.

Primark ha accettato di eliminare le sostanze chimiche pericolose in tutti i suoi prodotti entro il 2020. Primak assicurerà inoltre la trasparenza della filiera richiedendo ai propri fornitori di pubblicare i dati sugli scarichi delle sostanze chimiche pericolose.
Questo darà alle popolazioni locali che vivono nei pressi delle fabbriche – ad esempio in Cina – il diritto di sapere cosa viene rilasciato nell’ambiente.

“L’impegno di Primark è una grande notizia non solo per clienti e lavoratori, ma anche per le comunità locali colpite dall’inquinamento dell’acqua. Il marchio deve ora dimostrare di saper trasformare queste promesse in azioni concrete, in modo che i bambini di tutto il mondo possano crescere in un futuro libero da sostanze tossiche” prosegue Campione.

Chiedendo la trasparenza delle filiere, Greenpeace pretende da Primark anche soluzioni credibili per migliorare le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti.
Con l’impegno Detox Greenpeace chiede ai grandi marchi di produrre una moda libera da sostanze chimiche pericolose e crede che la salvaguardia ambientale debba andare di pari passo con buone condizioni di lavoro.

Leggi il rapporto “Piccoli mostri nell’armadio”:
www.greenpeace.org/…/Piccoli_mostri_nellarmadio_GREENPEACE.pdf

Leggi l’impegno di Primark:
www.primark-ethicaltrading.co.uk/documents/greanpeace-commitment/primarks-detox-solution.pdf

La SIP (Società Italiana di Pediatria)presenta la piramide dell’attività motoria.

Sport, alleato della salute

Una disciplinata attività fisica è indispensabile per aiutare il fisico a svilupparsi correttamente

Una crescita armoniosa, sana ed equilibrata garantisce ai bambini uno sviluppo fisico e mentale appropriato e ideale. Per questo, oltre a un’alimentazione varia e ricca, è necessario praticare uno sport fin da piccoli. Una corretta e disciplinata attività fisica è indispensabile per aiutare l’organismo a mantenersi in salute e il fisico a svilupparsi correttamente, soprattutto nella fascia di età che va dai 3 ai 12-13 anni.

Veloce crescita

Verso i 4 anni, infatti, il corpo comincia una veloce crescita, prevalentemente “ossea” ed è quindi proprio da questo momento in poi che lo sport diventa un fondamentale alleato della salute presente e futura del bambino. L’attività fisica stimola anche la produzione di endorfine, molecole importanti per rinforzare la stima in se stessi e mantenere costante l’equilibrio interno, donandogli un fondamentale benessere psicologico. I bambini che intraprendono un’attività sportiva hanno, inoltre, la possibilità di passare più tempo fuori casa e socializzare, allargando la loro cerchia affettiva o, comunque, scoprendo nuove realtà ed evitano di stare eccessivamente davanti alla televisione o al computer.

Allo stesso tempo, i piccoli imparano ad autodisciplinarsi scoprendo le regole o i principi dello sport prescelto e abituandosi a rispettarli e condividerli, abbracciando la sportività . Tra le pratiche sportive ce ne sono alcune più indicate per bambini, come le arti marziali, soprattutto il karatè, che permettono di sviluppare il fisico in maniera armoniosa, insegnando metodi di difesa senza un contatto violento e con grande rispetto degli avversari.

Non ci sono sport “migliori” di altri

Un altro sport completo e consigliabile per l’età della crescita è il triathlon, la disciplina che unisce tre sport in uno: il nuoto, la bicicletta e la corsa praticati in gara. E ora, qualche consiglio di comportamento per i genitori di un piccolo sportivo. È importante che il bambino possa praticare senza forzature lo sport che più gli è congeniale, che deve sempre essere vissuto, almeno fino ai 12-13 anni, come un momento di svago e di aggregazione e non come una pressione, una costrizione da parte di genitori o di tecnici.

BUONO A SAPERSI

In genere, qualsiasi disciplina sportiva si decida di intraprendere, si consigliano di solito 2-3 allenamenti alla settimana di circa 1-1,30 ore ognuno. Non bisogna, infatti, rischiare di affaticare l’organismo del bambino.

Spingere con allegria i figli a impegnarsi a calcio, pallacanestro o nuoto può essere un modo per incentivarli ma è importante non esagerare, non cercare a tutti i costi “il risultato” o non obbligarli a essere competitivi a tutti i costi. I piccoli non devono essere investiti dell’ansia di non aver giocato bene o di dover vincere perchè questo agonismo esasperato darà un peso enorme a un eventuale insuccesso, provocando loro inutili frustrazioni.

I bambini e il sole – piccolo manuale d’uso

L’estate e il periodo delle vacanze sono per i bambini un momento di gioia indescrivibile. Sguazzare, fare castelli di sabbia, giocare sul bagnasciuga o fare lunghe camminate in montagna sono solo alcune delle attività da svolgere al sole che, essendo importantissimo per la sintesi della vitamina D e quindi per combattere il rachitismo, è amico dei bambini.
Per far godere ai più piccoli solo i benefici di questo naturale e piacevole alleato della salute, però, è bene che la loro pelle delicata, morbida, molto sensibile e più soggetta alle scottature ed eritemi, sia assolutamente protetta e tutelata. La pelle giovane, infatti, capace di guarire più velocemente di quella più matura dalle irritazioni, allo stesso tempo le sviluppa molto più velocemente. I danni che una scorretta esposizione solare può causare in un bambino, quindi, si manifestano molto rapidamente: per questo mamma e papà devono stare all’erta da subito! Per di più una scottatura, oltre che a dolore e fastidio, può provocare disidratazione, febbre e svenimenti e rendere poco piacevoli giorni che dovrebbero essere spensierati e allegri. Perché allora rovinarli, quando basta un po’ di attenzione?

Il filtro solare: “amico per la pelle” del vostro bimbo.
Ormai in tantissimi negozi, supermercati e simili è facile trovare un’ampia scelta di creme solari con vari fattori di protezione, un motivo in più per dare subito ai piccoli l’appropriato scudo dai raggi del sole. Ecco qualche consiglio per scegliere quella più adatta ai bambini e qualche regola di comportamento da adottare al sole.

  1. Su ogni flacone di protettivi solari è riportato il fattore di protezione,ovvero la capacità protettiva del prodotto. Per i bambini è bene scegliere un fattore protettivo molto alto o a una schermatura totale.
  2. Non dimenticare di proteggere le orecchie, il naso e le labbra dei bambini: per queste zone è buona abitudine utilizzare i filtri in stick o in burro, con alto fattore di protezione, che hanno buona resistenza e sono di facile applicazione.
  3. Preferire un prodotto in crema o in gel e con composto non alcolico.
  4. Riapplicare il prodotto ogni due ore: il bimbo giocando o sudando perde parte della protezione.
  5. Non usare olii per bambini prima dell’esposizioni, perché il riflesso che provocano attira i raggi solari e facilita le scottature e attenzione anche alle superfici riflettenti (acqua, neve ecc).
  6. I bambini dovrebbero evitare l’esposizione al sole negli orari in cui i raggi solari sono più intensi,
    ovvero tra le 11 della mattina e le 14/16 del pomeriggio.
  7. Fare bere spesso i bambini per compensare la traspirazione.
  8. Tenere esaminata la pelle dei piccoli: controllare eventuali macchie, escrescenze,eruzioni cutanee
    e parlarne quindi con un dottore o un dermatologo.
  9. Essere i primi a dare il buon esempio: amare il sole ma non abusarne e usare le creme è il modo migliore per goderselo.
  10. Durante il primo anno di vita è bene tenere i piccoli il più possibile al riparo dal sole: in questo periodo una scottatura può diventare un problema piuttosto serio. È quindi molto corretto coprire il bambino (soprattutto se con carnagione molto chiara,capelli chiari o rossi e occhi chiari) con cappellini, magliette e pantaloncini ed usare la carrozzina con tettoia per i neonati o un passeggino con tettoia o ombrellino per i più grandicelli.

Mia mamma diceva…

“Quando hai finito di riordinare la tua camera puoi uscire con le tue amiche”


ecco cosa mi faceva correre a riordinare… e pian piano è diventata una sana abitudine. Prima di uscire, ogni mattina, mi guardo intorno… come se mia mamma mi ripetesse le stesse cose.
Una richiesta simile da parte dei genitori aiuta il bambino a sviluppare il senso del dovere in modo naturale, lo aiuta a capire che non vive “da solo” e che fa parte di un gruppo (la famiglia) dove ognuno ha un compito e uno spazio proprio.

L’importante è dare la possibilità di scegliere. Invece di imporre è più costruttivo far fare una scelta (anche non gradita) al bambino. La minaccia della punizione non gli da scelta e quindi nasce in lui il senso di impotenza, di rabbia, di imposizione. Del resto se il bambino si rifiuta di obbedire… non sempre i genitori sono capaci di mettere in atto la punizione paventata… e perdono di credibilità, dando atto al bambino che il suo comportamento non porterà all’attuazione della minaccia e quindi potrà essere ripetuto.

Donatella

REATECH ITALIA – disabilità e scuola…

Il Portale dei bambini ha partecipato a Reatech Italia.

Se pensiamo che Albert Einstein era dislessico, Beethoven sordo, Marylin Monroe balbuziente…possiamo capire che  affrontare i propri limiti e superarli è notevole… eppure di fronte ad un disabile o ad un anziano malato molti giovani (e anche molti adulti) faticano ad accertarli, capirne i limiti, sapere come relazionarsi con loro.

Obbiettivo di questa importante settimana è stato  spiegare ai bambini e ai ragazzi che l’inclusione è una sfida, ma che accettare questa sfida fa vincere tutti, fa diventare migliori!

“In Italia ci sono 4 milioni di disabili e oltre 7 milioni di anziani. Che cosa hanno in comune? Hanno esigenze speciali che li obbligano ad affrontare la vita in modo forse diverso dagli altri”, afferma Francesco Conci, Direttore esecutivo di Fiera Milano Congressi organizzatore di Reatech Italia. “Ma ciò non significa che non abbiano qualcosa di importante da offrire agli altri. Perchè ciascuno di noi è unico e irripetibile e può crescere nella relazione con gli altri, trovare aiuto ed offrirne. La nostra società deve riscoprire che le persone valgono non per ciò che sanno fare o ciò che possono produrre ma per ciò che sono. Crediamo che sia importante che questi valori vengano trasmessi ai più giovani, che si imparino anche a scuola. Per questo come Reatech Italia abbiamo deciso di lanciare la Settimana dell’Inclusione, un’iniziativa rivolta a tutti tipi di scuole che offrirà agli insegnanti supporti concreti per affrontare il tema della disabilità e dell’accettazione dell’altro e del diverso”.

Un percorso per riflettere: per le scuole materiale didattico e tanti laboratori ed eventi in un percorso articolato che ha previsto la possibilità di lavorare in classe con gli alunni a partire da una serie di sussidi didattici e di spunti video e bibliografici che saranno messi a disposizione sul sito www.reatechitalia.it.

(dal sito www.reatechitalia.it)

 

 

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