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Evviva la zucca!

Cosa è la celiachia

La Malattia Celiaca (o Celiachia) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

La Dermatite Erpetiforme è una patologia scatenata in soggetti geneticamente predisposti dall’assunzione dietetica di glutine e caratterizzata da lesioni cutanee specifiche e distintive, che regrediscono dopo l’eliminazione del glutine dalla dieta. E’ considerata una variante della malattia celiaca, anche se molto raramente la Dermatite Erpetiforme si presenta con le caratteristiche lesioni della mucosa duodenale della celiachia

Sintomi

La Celiachia è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, a sintomi extraintestinali, alla associazione con altre malattie autoimmuni. A differenza delle allergie al grano, la Celiachia e la Dermatite Erpetiforme non sono indotte dal contatto epidermico con il glutine, ma esclusivamente dalla sua ingestione. La Celiachia non trattata può portare a complicanze anche drammatiche, come il linfoma intestinale

Diagnosi

La celiachia può essere identificata con assoluta sicurezza attraverso la ricerca sierologica e la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti in corso di dieta comprendente il glutine

[tratto da www.celiachia.it]

La frutta, grande amica dei bambini!

L’arancia è un agrume, è il frutto dell’albero dell’arancio (Cytrus Sinensis)un albero ne produce mediamente in un anno circa 500. l’arancia è richissima di vitamina C: 150 g. di arancia ne soddisfano il livello di assunzione giornaliero. Il frutto contiene anche apprezzabili quantità di vitamina B1. La parte bianca della polpa è ricca di fibre che aiutano il nostro corpo a regolare l’assorbimento di grassi, zuccheri e proteine. Gli aminoacidi che troviamo nell’arancia sono: acido aspartico e glutammico, arginina, glicina, lisina, prolina, serina, tirosina e treonina.

La spremuta d’arancia può essere considerato un valido aiuto per mantenere il nostro organismo in salute, bisogna però sapere che è bene non filtrare troppo il succo perchè nella polpa ci sono molte sostanze con principi benefici. E’ bene consumare la spremuta fresca.

L’albero dell’arancio è originario della Cina e del Giappone, venne portato in Italia dai Mori nel 1400.

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Il kiwi è ricco di Vitamina C e di fibra, uno solo al giorno fornisce tutta la vitamina C di cui abbiamo bisogno (contiene 85mg ogni 100 g di parte edibile); è molto utile per rafforzare il sistema immunitario e prevenire raffreddori ed influenze. Contiene anche una buona quantità di potassio e di magnesio, la presenza di questi minerali fa del kiwi l’alimento ideale per chi vuole combattere lo stress quotidiano, la depressione e la stanchezza in generale.

E’ il frutto di una pianta rampicante che può raggiungere oltre 4 metri di altezza.

E’ originario della Cina e all’inizio del 1900 venne introdotto, da un frate, in Nuova Zelanda. Il suo nome deriva dal nome dell’uccello che rappresenta la nazione.

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La mela è il frutto del melo. Esistono diverse varietà di mele: rosse, gialle o verdi. E’ un frutto ricco di vitamina C, di vitamine PP, B1, B2, B6, A ed E. Contiene molta acqua, ha solo 50 calorie ogni 100 grammi ed è fonte di sali minerali: potassio, fosforo, calcio, magnesio, sodio e ferro.

Mangiare una mela aiuta a combattere le carie, il suo succo uccide fino all’80% dei batteri che aggrediscono la struttura dei denti.

La mela è uno dei frutti più conosciuti e consumati al mondo; era conosciuta già dagli uomini preistorici (mele selvatiche). Il melo coltivato si è diffuso in Asia, Europa e nell’Africa Settentrionale grazie alle popolazioni del Caucaso e dell’Asia minore.
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ciliegieLa ciliegia
Il ciliegio, un albero che cresce in altezza oltre i 10 metri, produce le ciliegie. L’albero ha probabili origini Egiziane ed è arrivato a noi grazie ai Romani. L’albero fiorisce in primavera contemporaneamente con la comparsa delle foglie.
Le ciliegie hanno un tempo di maturazione che varia tra maggio e giugno; si dividono in due specie: dolci (le duracine e le tenerine)ed acide ( le marasche, le amarene e le visciole).
Le ciliegie sono ricche d’acqua (80%)e un’importante fonte di vitamine A e C e minerali (potassio, fosforo, calcio, ferro, sodio e magnesio). Importanti sono anche i flavonoidi (sostanze molto utili nella lotta ai “pericolosi” radicali liberi).

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La fragola è un frutto con origini antiche. Nei primi anni del settecento arrivò in Europa dal Cile.fragola

Le fragole non sono dei veri e propri frutti, sono una parte, il ricettacolo, ingrossata dell’infiorescenza. A differenza degli altri frutti, la fragola ha una particolarità: i semi sono situati sulla superficie esterna e non sono all’interno.

Le fragole hanno pochissime calorie e sono ricche di vitamina C, contengono anche vitamine A, B1, B2, e K, sono fonte di acido ellagico (pare essere una delle sostanze con provate proprietà antitumorali); sono presenti, in piccole quantità, l’acido ossalico, folico (vitamina B9) e malico.

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peraLa pera è il frutto dell’albero del pero (Pyrus communis ) che era coltivato in Asia ed in Europa già 4.000 anni A.C.
E’ un frutto composto per l’84% da acqua, è ricchissimo di fibre, una sola pera ci fornisce oltre il 15% delle fibre di cui il nostro corpo ha bisogno ogni giorno. La pera è ricca anche di vitamina C, di fruttosio, di sali minerali (potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, fluoro e, in piccolissima percentuale, zinco e rame.) e di fibre utili per il nostro intestino.
Le varietà di pera sono moltissime, si distinguono per il colore, la forma, la grandezza ed il gusto. Tra quelle più note ci sono: la William (quella più coltivata in assoluto), la William rossa, la Decana, l’Abate, la Conference, la Kaiser, la Guyot, la Coscia, la Santa Maria e la Passa Crassana.

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albicoccaL’albicocca
L’albero che produce albicocche è l’albicocco (Prunus Armeniaca), è originario della Cina, in Europa è arrivato grazie ad Alessandro Magno.
Il frutto è di un bel colore arancio, ha la buccia leggermente vellutata e il seme è a forma di mandorla. L’albicocca contiene una notevole quantità di vitamina A, magnesio, fosforo, ferro, calcio e potassio. Circa 150 g di albicocche fresche forniscono al nostro corpo oltre il 70% del bisogno giornaliero di vitamina A. E’ invece molto basso l’apporto calorico, corrisponde a 28 calorie fornite per 100 grammi di polpa di albicocca.
Nel nocciolo dell’albicocca ci sono i semi che contengono la vitamina B17 (laetrile ), una sostanza che sembra sia in grado di aggredire ed annientare le cellule di alcuni tipi di tumore; la vitamina B17 reagisce con l’enzima glucosidase (che è presente solo nelle cellule malate) e sprigiona cianuro che distrugge le cellule cancerose ( le cellule sane non vengono attaccate perché non contengono l’enzima glucosidase)

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NUTRIRSI DI PAESAGGIO

LE SOSTANZE PERICOLOSE DALL’ABBIGLIAMENTO

LONDRA, 10.02.14 – La catena di negozi di abbigliamento britannica Primark si è unita ai grandi marchi della moda già impegnatisi con Greenpeace a eliminare le sostanze chimiche pericolose dalla propria filiera.

Dopo Burberry, Primark è la seconda grande azienda di abbigliamento a sottoscrivere l’impegno Detox nelle ultime due settimane. In tutto sono al momento venti le aziende impegnatesi finora. L’adesione arriva dopo la pubblicazione del rapporto di Greenpeace Asia “Piccoli mostri nell’armadio”, che ha rivelato la presenza di sostanze chimiche pericolose in vestiti e calzature per bambini in 12 grandi marchi.

“L’azienda dimostra così l’intenzione di seguire la nuova tendenza della moda di produrre capi di abbigliamento privi di sostanze chimiche pericolose. Dalle catene alle case di Alta moda come Burberry, i grandi marchi stanno aiutando a mettere la parola fine a quest’incubo tossico. Ora anche quelli che tardano a sottoscrivere l’impegno Detox, come Adidas e Disney, devono agire per eliminare questi pericolosi piccoli mostri una volta per tutte”, afferma Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel di Greenpeace Italia.

Primark ha accettato di eliminare le sostanze chimiche pericolose in tutti i suoi prodotti entro il 2020. Primak assicurerà inoltre la trasparenza della filiera richiedendo ai propri fornitori di pubblicare i dati sugli scarichi delle sostanze chimiche pericolose.
Questo darà alle popolazioni locali che vivono nei pressi delle fabbriche – ad esempio in Cina – il diritto di sapere cosa viene rilasciato nell’ambiente.

“L’impegno di Primark è una grande notizia non solo per clienti e lavoratori, ma anche per le comunità locali colpite dall’inquinamento dell’acqua. Il marchio deve ora dimostrare di saper trasformare queste promesse in azioni concrete, in modo che i bambini di tutto il mondo possano crescere in un futuro libero da sostanze tossiche” prosegue Campione.

Chiedendo la trasparenza delle filiere, Greenpeace pretende da Primark anche soluzioni credibili per migliorare le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti.
Con l’impegno Detox Greenpeace chiede ai grandi marchi di produrre una moda libera da sostanze chimiche pericolose e crede che la salvaguardia ambientale debba andare di pari passo con buone condizioni di lavoro.

Leggi il rapporto “Piccoli mostri nell’armadio”:
www.greenpeace.org/…/Piccoli_mostri_nellarmadio_GREENPEACE.pdf

Leggi l’impegno di Primark:
www.primark-ethicaltrading.co.uk/documents/greanpeace-commitment/primarks-detox-solution.pdf

La SIP (Società Italiana di Pediatria)presenta la piramide dell’attività motoria.

I costi sociali della sedentarietà sono alti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che 1,9 milioni di morti nel mondo sono attribuibili all’inattività fisica e circa 2,6 milioni a sovrappeso e obesità.

La sedentarietà è inoltre responsabile, in una percentuale che va dal 10% al 16%, di alcuni tumori (seno e colon) e del diabete di tipo 2, e del 22% delle malattie cardiovascolari, oltre che di altre patologie croniche in rapido incremento negli ultimi decenni.
Cambiare stili di vita sin dalle prime età della vita è necessario, ma questo non significa necessariamente aumentare le ore dedicate alla pratica sportiva”, spiega il Presidente della SIP Giovanni Corsello, “il movimento non è solo sport, è gioco, attività all’aria aperta, passeggiata: tutte attività che devono far parte delle abitudini quotidiane di bambini e adolescenti di tutte le età”.

Agli Stati Generali della Pediatria la SIP presenta la piramide dell’attività fisica e motoria, che illustra le regole da seguire per uno stile di vita salutare.

Alla base della piramide sono indicate le attività da svolgere quotidianamente, man mano che si sale verso i gradini più alti della piramide si incontrano le attività da svolgere con minore frequenza. “I bambini devono andare a scuola a piedi tutti i giorni, fare attività fisica all’aria aperta almeno 4-5 giorni alla settimana, di cui 3 o 4 volte in maniera organizzata, possibilmente con gioco di squadra” spiega Corsello. “Occasionali, ma importanti le attività all’esterno, organizzate in forma di gita. Occorre invece ridurre a non più di un’ora al giorno il tempo dedicato a tv e videogiochi”. Mettere in pratica queste regole richiede un’organizzazione della vita coerente con questi obiettivi, città più a misura di bambino, con spazi organizzati, più verde pubblico fruibile e iniziative dei Comuni per fare in modo che i bambini possano andare a scuola a piedi in sicurezza.

(dal sito: www.sip.it)

Sport, alleato della salute

Una disciplinata attività fisica è indispensabile per aiutare il fisico a svilupparsi correttamente

Una crescita armoniosa, sana ed equilibrata garantisce ai bambini uno sviluppo fisico e mentale appropriato e ideale. Per questo, oltre a un’alimentazione varia e ricca, è necessario praticare uno sport fin da piccoli. Una corretta e disciplinata attività fisica è indispensabile per aiutare l’organismo a mantenersi in salute e il fisico a svilupparsi correttamente, soprattutto nella fascia di età che va dai 3 ai 12-13 anni.

Veloce crescita

Verso i 4 anni, infatti, il corpo comincia una veloce crescita, prevalentemente “ossea” ed è quindi proprio da questo momento in poi che lo sport diventa un fondamentale alleato della salute presente e futura del bambino. L’attività fisica stimola anche la produzione di endorfine, molecole importanti per rinforzare la stima in se stessi e mantenere costante l’equilibrio interno, donandogli un fondamentale benessere psicologico. I bambini che intraprendono un’attività sportiva hanno, inoltre, la possibilità di passare più tempo fuori casa e socializzare, allargando la loro cerchia affettiva o, comunque, scoprendo nuove realtà ed evitano di stare eccessivamente davanti alla televisione o al computer.

Allo stesso tempo, i piccoli imparano ad autodisciplinarsi scoprendo le regole o i principi dello sport prescelto e abituandosi a rispettarli e condividerli, abbracciando la sportività . Tra le pratiche sportive ce ne sono alcune più indicate per bambini, come le arti marziali, soprattutto il karatè, che permettono di sviluppare il fisico in maniera armoniosa, insegnando metodi di difesa senza un contatto violento e con grande rispetto degli avversari.

Non ci sono sport “migliori” di altri

Un altro sport completo e consigliabile per l’età della crescita è il triathlon, la disciplina che unisce tre sport in uno: il nuoto, la bicicletta e la corsa praticati in gara. E ora, qualche consiglio di comportamento per i genitori di un piccolo sportivo. È importante che il bambino possa praticare senza forzature lo sport che più gli è congeniale, che deve sempre essere vissuto, almeno fino ai 12-13 anni, come un momento di svago e di aggregazione e non come una pressione, una costrizione da parte di genitori o di tecnici.

BUONO A SAPERSI

In genere, qualsiasi disciplina sportiva si decida di intraprendere, si consigliano di solito 2-3 allenamenti alla settimana di circa 1-1,30 ore ognuno. Non bisogna, infatti, rischiare di affaticare l’organismo del bambino.

Spingere con allegria i figli a impegnarsi a calcio, pallacanestro o nuoto può essere un modo per incentivarli ma è importante non esagerare, non cercare a tutti i costi “il risultato” o non obbligarli a essere competitivi a tutti i costi. I piccoli non devono essere investiti dell’ansia di non aver giocato bene o di dover vincere perchè questo agonismo esasperato darà un peso enorme a un eventuale insuccesso, provocando loro inutili frustrazioni.

I bambini e il sole – piccolo manuale d’uso

L’estate e il periodo delle vacanze sono per i bambini un momento di gioia indescrivibile. Sguazzare, fare castelli di sabbia, giocare sul bagnasciuga o fare lunghe camminate in montagna sono solo alcune delle attività da svolgere al sole che, essendo importantissimo per la sintesi della vitamina D e quindi per combattere il rachitismo, è amico dei bambini.
Per far godere ai più piccoli solo i benefici di questo naturale e piacevole alleato della salute, però, è bene che la loro pelle delicata, morbida, molto sensibile e più soggetta alle scottature ed eritemi, sia assolutamente protetta e tutelata. La pelle giovane, infatti, capace di guarire più velocemente di quella più matura dalle irritazioni, allo stesso tempo le sviluppa molto più velocemente. I danni che una scorretta esposizione solare può causare in un bambino, quindi, si manifestano molto rapidamente: per questo mamma e papà devono stare all’erta da subito! Per di più una scottatura, oltre che a dolore e fastidio, può provocare disidratazione, febbre e svenimenti e rendere poco piacevoli giorni che dovrebbero essere spensierati e allegri. Perché allora rovinarli, quando basta un po’ di attenzione?

Il filtro solare: “amico per la pelle” del vostro bimbo.
Ormai in tantissimi negozi, supermercati e simili è facile trovare un’ampia scelta di creme solari con vari fattori di protezione, un motivo in più per dare subito ai piccoli l’appropriato scudo dai raggi del sole. Ecco qualche consiglio per scegliere quella più adatta ai bambini e qualche regola di comportamento da adottare al sole.

  1. Su ogni flacone di protettivi solari è riportato il fattore di protezione,ovvero la capacità protettiva del prodotto. Per i bambini è bene scegliere un fattore protettivo molto alto o a una schermatura totale.
  2. Non dimenticare di proteggere le orecchie, il naso e le labbra dei bambini: per queste zone è buona abitudine utilizzare i filtri in stick o in burro, con alto fattore di protezione, che hanno buona resistenza e sono di facile applicazione.
  3. Preferire un prodotto in crema o in gel e con composto non alcolico.
  4. Riapplicare il prodotto ogni due ore: il bimbo giocando o sudando perde parte della protezione.
  5. Non usare olii per bambini prima dell’esposizioni, perché il riflesso che provocano attira i raggi solari e facilita le scottature e attenzione anche alle superfici riflettenti (acqua, neve ecc).
  6. I bambini dovrebbero evitare l’esposizione al sole negli orari in cui i raggi solari sono più intensi,
    ovvero tra le 11 della mattina e le 14/16 del pomeriggio.
  7. Fare bere spesso i bambini per compensare la traspirazione.
  8. Tenere esaminata la pelle dei piccoli: controllare eventuali macchie, escrescenze,eruzioni cutanee
    e parlarne quindi con un dottore o un dermatologo.
  9. Essere i primi a dare il buon esempio: amare il sole ma non abusarne e usare le creme è il modo migliore per goderselo.
  10. Durante il primo anno di vita è bene tenere i piccoli il più possibile al riparo dal sole: in questo periodo una scottatura può diventare un problema piuttosto serio. È quindi molto corretto coprire il bambino (soprattutto se con carnagione molto chiara,capelli chiari o rossi e occhi chiari) con cappellini, magliette e pantaloncini ed usare la carrozzina con tettoia per i neonati o un passeggino con tettoia o ombrellino per i più grandicelli.

Mia mamma diceva…

“Quando hai finito di riordinare la tua camera puoi uscire con le tue amiche”


ecco cosa mi faceva correre a riordinare… e pian piano è diventata una sana abitudine. Prima di uscire, ogni mattina, mi guardo intorno… come se mia mamma mi ripetesse le stesse cose.
Una richiesta simile da parte dei genitori aiuta il bambino a sviluppare il senso del dovere in modo naturale, lo aiuta a capire che non vive “da solo” e che fa parte di un gruppo (la famiglia) dove ognuno ha un compito e uno spazio proprio.

L’importante è dare la possibilità di scegliere. Invece di imporre è più costruttivo far fare una scelta (anche non gradita) al bambino. La minaccia della punizione non gli da scelta e quindi nasce in lui il senso di impotenza, di rabbia, di imposizione. Del resto se il bambino si rifiuta di obbedire… non sempre i genitori sono capaci di mettere in atto la punizione paventata… e perdono di credibilità, dando atto al bambino che il suo comportamento non porterà all’attuazione della minaccia e quindi potrà essere ripetuto.

Donatella

REATECH ITALIA – disabilità e scuola…

Il Portale dei bambini ha partecipato a Reatech Italia.

Se pensiamo che Albert Einstein era dislessico, Beethoven sordo, Marylin Monroe balbuziente…possiamo capire che affrontare i propri limiti e superarli è notevole… eppure di fronte ad un disabile o ad un anziano malato molti giovani (e anche molti adulti) faticano ad accertarli, capirne i limiti, sapere come relazionarsi con loro.

Obbiettivo di questa importante settimana è stato spiegare ai bambini e ai ragazzi che l’inclusione è una sfida, ma che accettare questa sfida fa vincere tutti, fa diventare migliori!

“In Italia ci sono 4 milioni di disabili e oltre 7 milioni di anziani. Che cosa hanno in comune? Hanno esigenze speciali che li obbligano ad affrontare la vita in modo forse diverso dagli altri”, afferma Francesco Conci, Direttore esecutivo di Fiera Milano Congressi organizzatore di Reatech Italia. “Ma ciò non significa che non abbiano qualcosa di importante da offrire agli altri. Perchè ciascuno di noi è unico e irripetibile e può crescere nella relazione con gli altri, trovare aiuto ed offrirne. La nostra società deve riscoprire che le persone valgono non per ciò che sanno fare o ciò che possono produrre ma per ciò che sono. Crediamo che sia importante che questi valori vengano trasmessi ai più giovani, che si imparino anche a scuola. Per questo come Reatech Italia abbiamo deciso di lanciare la Settimana dell’Inclusione, un’iniziativa rivolta a tutti tipi di scuole che offrirà agli insegnanti supporti concreti per affrontare il tema della disabilità e dell’accettazione dell’altro e del diverso”.

Un percorso per riflettere: per le scuole materiale didattico e tanti laboratori ed eventi in un percorso articolato che ha previsto la possibilità di lavorare in classe con gli alunni a partire da una serie di sussidi didattici e di spunti video e bibliografici che saranno messi a disposizione sul sito www.reatechitalia.it.

(dal sito www.reatechitalia.it)

 

 

ARGANIA

ARGANIA SPINOSA

L’argania è un albero originario del Marocco. E’ alto circa dieci metri, ha rami spinosi e può vivere anche 200 anni. Il suo legno è molto duro e buono da ardere mentre le foglie servono come nutrimento per i cammelli. La parte importante di questa pianta è il frutto: una bacca ovale, piccola (lunga circa 30 mm.) che contiene una noce durissima al cui interno troviamo tre noccioli.

Dalla spremitura dei noccioli si ottiene un olio prezioso sia per uso cosmetico (chiaro)che per uso culinario(scuro).

L’olio di argan cosmetico è efficace contro:

  • la disidratazione della pelle;
  • la caduta dei capelli;
  • gli eczemi;
  • le rughe;
  • le smagliature.

L’olio di argan alimentare è:

  • molto nutriente;
  • antiossidante;
  • un aiuto per il sistema nervoso e muscolare;
  • un aiuto per disturbi cardiovascolari;
  • allevia i disturbi reumatici;
  • un aiuto per le capacità celebrali;
  • un protettore dei tessuti connettivi.

Considerando che da 100 kg di frutti di ricava solo 1 litro di olio si capisce il motivo per cui sia così costoso.

L’olio di argan non può provocare allergie ed è adatto per tutti; riassumendo lo possiamo considerare:

  • un antiossidante;
  • un ipocolesterolemizzante;
  • un epatoprotettore;
  • un idratante per la pelle;
  • un antireumatico.

Un problema senza eta’

Un problema senza eta’

La depressione può colpire anche i più piccoli. Ecco i campanelli d’allarme e i consigli per non farsi cogliere impreparati

La depressione, definita spesso ”la malattia del secolo”, e’ un disturbo contraddistinto da una costante e durevole condizione di tristezza e infelicita’ che puo’ perdurare anche per molto tempo. Un disagio che colpisce il 3% dei bambini e il 9% degli adolescenti italiani: un numero importante e sicuramente in crescita, che ci deve mettere in allarme, inducendoci non solo a capire i problemi dei piu’ giovani e a curarli, ma anche e soprattutto a prevenirli.

I segnali

Vi sono, pero’, alcuni comportamenti che possono aiutare i genitori a comprendere l’insorgere di uno stato depressivo e quindi a consultare un medico che li guidera’ poi alla scelta di uno psicologo o di un neuropsichiatra infantile.

LE COSE DA FARE

Parlare ai propri ragazzi, qualunque età essi abbiano, in maniera sempre molto diretta,< senza ambiguità e mantenendo un comportamento chiaro e prevedibile. Evitare di proteggerli in maniera esagerata rendendoli fragili ed insicuri. Preservarli da discussioni tra coniugi e da tensioni familiari che non li riguardano. Insegnare loro ad accettare gli insuccessi che fanno parte della vita e sostenerli nel superamento delle loro paure, angosce e difficoltà. Sono, questi, tutti gli atteggiamenti che possono difendere e proteggere i nostri piccoli dalla depressione.

I piu’ evidenti: mancanza di interesse verso il gioco o attivita’ che prima entusiasmavano; difficolta’ di concentrazione e poca reattivita’; stati diffusi di tristezza e desiderio di solitudine; rallentamento dello sviluppo psico-motorio e laconicit a’; forte irritabilita’ e mancanza di energia; cambiamento delle abitudini alimentari e del sonno.

A scatenarla, oltre ai fattori ambientali che agiscono sulla psiche, contribuiscono anche cause genetiche

Soprattutto nel periodo dell’adolescenza, fase molto complicata in cui l’autostima subisce forti contraccolpi e in cui i ragazzi sono alla ricerca di una propria identita’, i giovani sono particolarmente soggetti a rischio di depressione. Pur non trascurando che in questa eta’ altresi’ usuale che gli adolescenti si esprimano con comportamenti spesso contraddittori e tendano a staccarsi dalla famiglia o da abituali gruppi, e’ essenziale che i genitori aiutino i propri figli cercando di prevenire il disturbo. Inoltre, e’ bene ricordare che mentre l’adulto e’ in grado di comprendere che cosa sia un comportamento depresso e di poter essere quindi affetto da questa malattia, il bambino e’ incapace di fare questa distinzione. Se non curati e seguiti, i bimbi piu’ piccoli rischiano di crescere sviluppando veri e propri disturbi della personalita’. Conducendo poi ogni giorno una battaglia sfinente contro i propri disagi e l’;impossibilita’ di essere felici e soddisfatti. Infine, facendo i conti con un’accanita ipercriticita’ verso se stessi e indebolendo una gia’ scarsa fiducia verso il prossimo.