L’anguria, la sua importanza per la salute!

Quando siamo stanchi, spossati, accaldati … cosa c’è di meglio e di più naturale, economico, sano e buono per sentirci subito meglio di una bella fetta d’anguria!


Una bella fetta d’anguria permette di riavere rapidamente idratazione, sali minerali, potassio fosforo, magnesio e vitamine A e C.

Questo stupendo frutto è formato per la maggior parte d’acqua, è ideale per le diete ipocaloriche e per quelle anti-diabete poiché contiene una ridotta quantità di zuccheri.

La colorazione rossa è data dal licopene , un potente antiossidante che favorisce la prevenzione dei tumori.

L’anguria è ricca di carotenoidi che sono in grado di combattere l’azione dei radicali liberi che aiutano a rallentare l’invecchiamento delle cellule. In questo frutto è presente anche la citrullina, un amminoacido che assicura l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose ed è quindi in grado di prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache.

Fragole e Patate…

A maggio i banchi della frutta e della verdura si riempiono di alimenti grazie ai quali possiamo disintossicarci dalle tossine accumulate durante l’inverno. Troviamo i primi frutti succosi, nutrienti ma allo stesso tempo freschi e ricchi d’acqua per combattere la ritenzione idrica e fare una bella scorta di vitamina C.

Le fragole, ricche di vitamina C contengono anche vitamina B, E, K e numerosi sali minerali, come ferro, sodio, fosforo, magnesio, calcio, potassio. Hanno la proprietà di rimineralizzanti, sono battericidi e antivirali, depurative, toniche, rinfrescanti; regolatore epatico e del sistema nervoso, rinforzano i meccanismi di autodifesa dell’organismo.

A voler essere precisi, va ricordato che la fragola rossa e polposa è un “falso frutto”: i frutti veri, infatti, sono i semini neri e gialli disseminati sulla superficie della fragola stessa
Ottime a colazione e consumate al naturale al naturale e magari con “Strawberry fields forever” dei Beatles in sottofondo.

Come sceglierle: devono essere di un bel rosso vivo e sode, purtroppo spesso le fragole in commercio sono insipide e “gonfiate ad arte” con ormoni e antiparassitari, meglio acquistarle provenienti da agricoltura biologica anche perché diversi studi dimostrano che contengono il 19% di antiossidanti in più rispetto a quelle provenienti da coltivazioni convenzionali. Anche le NESPOLE sono protagoniste in questo mese di Maggio. Dal colorito giallo-arancio intenso sono ricchissime di vitamina C e calcio. Dalle proprietà astringenti per l’intestino soprattutto se mangiata ancora acerba, la nespola al contrario se mangiata molto matura acquista proprietà fortemente lassative.

Ultima nota sulla PATATA. Si parla poco delle sue proprietà e proprio in questo periodo c’è la raccolta. Le patate “novelle” dalla buccia tenera e liscia, rispetto alla patata a lunga conservazione, sono più ricche di selenio e vitamina C. Ad alto contenuto di acqua e potassio queste vanno conservate in un luogo fresco e asciutto.

Cosa mettere nel carrello a maggio:
Verdura: asparagi, barba di frate, borragine, broccolo, carciofo, carota, cicoria e cicorino, cipollotti, coste, crescione, erba cipollina, erbette, fagiolini, fave, finocchio, finocchio selvatico, indivia, lattuga, luppolo, ortica, pasqualina, patate, piselli, prezzemolo, rabarbaro, radicchio rosso, rapa, ravanello, rucola, sedano, spinaci, tarassaco, zucchine.

Frutta: fragola, ciliegia, nespola del Giappone.

 

tratto da www.centromedicomedeor.it

Il fegato: impariamo ad ascoltarlo!

fegato2Possiamo nascondere qualcosa di “sgradito” alla nostra percezione sensoriale (gli occhi), alla nostra capacità di accettare e comprendere (il cuore), ma non possiamo nascondere nulla al nostro fegato.
Il fegato svolge infatti un ruolo cruciale nella gestione non solo della vita biochimica del nostro organismo, ma anche di quella emotiva, che ce ne rendiamo conto o no! E ci avvaliamo della Medicina Cinese Classica per capire meglio questa stretta connessione, in termini sia di fisiologia organica che energetica.

Rodersi il fegato dalla rabbia. Tutti conosciamo questa espressione che correla il fegato al rancore e al risentimento (mentre la rabbia collerica ed esplosiva è in relazione alla bile, e quindi più direttamente alla colecisti).
Ma ci siamo mai chiesti perché fegato e rabbia hanno un rapporto così stretto?
La risposta c’è, e risiede nella comprensione dell’attività globale svolta dal fegato in condizioni fisiologiche, cioè prima che si arrivi a quell’empasse che porta alla rabbia rancorosa.

Avere fegato. E già, ci siamo mai chiesti come si collegano il coraggio con la rabbia? Non è certo un caso che nel mito di Prometeo si narri proprio di colui che incarna l’estremo atto di coraggio (rubare il fuoco agli dei), per essere poi condannato all’atroce tortura: un’aquila gli roderà il fegato che, ricrescendo ogni giorno, renderà il supplizio eterno.
Ebbene, nelle più antiche sapienze era ben noto che nelle sue funzioni psico-emotive il fegato è l’organo dell’assalto, dello slancio impetuoso e dell’irruenza della vitalità, che se non adeguatamente controllata può facilmente trasformarsi in violenza e aggressività. Basta pensare che la stagione associata al fegato è la primavera: è facile allora capire che la sua essenza energetica sia legata al risveglio, alla messa in moto dopo il letargo invernale, in altri termini alla rinascita e al rinnovo. Il fegato è l’espressione di quella spinta propulsiva, di quell’impulso che ben vediamo rappresentato nei germogli che si apprestano a fiorire. Rappresentando questo movimento di espansione, capiamo perché le turbe del fegato possano facilmente manifestarsi a carico di altri organi/apparati, soprattutto localizzati in alto e in superficie (come l’occhio appunto, ma non solo!).

Se volessimo utilizzare una metafora, il fegato sarebbe il generale dell’esercito, colui che si occupa di formulare piani e strategie, sia per la difesa che per il raggiungimento dei propri obiettivi. In questa funzione che si esplica sia a livello materiale che psico-emotivo, il fegato è estremamente connesso alla capacità di prevedere e fare progetti per il futuro, per realizzare quindi quella spinta propulsiva vitale di cui abbiamo parlato sopra. Va da sé che se questa spinta non viene realizzata, rabbia e frustrazione possono avere la meglio…
In termini di fisiologia energetica, il fegato è deputato all’armoniosa diffusione del Qi, che si compone tanto di una parte materiale quanto di una immateriale, ben rappresentando il suo ruolo di gestore sia dei processi biochimici correlati alla metabolizzazione e digestione del cibo, che di quelli correlati alla “digestione” della vita emotiva. Ecco perché quando siamo collerici si digerisce male e, viceversa, quando mangiamo male si può andare incontro a una pesantezza e spossatezza che facilmente portano ad irrequietezza anche interiore.

Nella sua condizione fisiologica, il fegato è responsabile del libero fluire delle emozioni. Se ciò non avviene, le emozioni ristagnano e allora possono scatenare turbe emotive, inclusa la collera. La collera, per come intesa nel paradigma della medicina cinese, va vista come il prodotto di un’energia compressa che non riesce ad esprimersi, includendo quindi anche manifestazioni quali agitazione, insofferenza, frustrazione, fino alla depressione. Ecco perché in una stessa persona possono alternarsi collera (segno di eccesso, che si manifesta con sfogo verso l’alto, come ad esempio il classico volto paonazzo dello scoppio d’ira) e depressione (segno di deficit, da svuotamento esplosivo, cioè da esaurimento), configurando il quadro, ben noto e tenuto dagli psichiatri, di ”depressione agitata”. Scoppio esplosivo ed esaurimento vanno a rappresentare la dinamica patologica che si sostituisce alla fisiologica libera circolazione dell’emozione.

In questo ruolo chiave di gestore delle emozioni, il fegato ha un’importante connessione con il cuore. Il cuore può svolgere la sua funzione di ascoltare, accogliere e comprendere, in base alle informazioni che riceve. In quanto distributore del sangue, se il fegato è “congesto” si viene a compromettere anche l’invio di informazioni al cuore, che pertanto non sente, e quindi “non duole”. Ma semplicemente perché non sa! A differenza del fegato, che sa fin troppo bene lo stato delle cose…
Il fegato ha inoltre una stretta connessione con la funzione visiva: se è l’organo del risveglio, è chiaro che è il fegato ad inviare l’energia agli occhi perché questi possano aprirsi e vedere. Ecco perché una turba del fegato può manifestarsi con alterazioni della vista di vario genere (rossore, gonfiore, secchezza, bruciore, arrossamento, riduzione del visus, etc.). E da qui, occhio non vede!
Non da ultimo, in quanto stratega e pianificatore, il fegato controlla la capacità di movimento, attraverso la mobilità articolare e il tono muscolare. Se nella reazione di difesa prende il sopravvento la paura, ecco che ci si “paralizza”, con l’insorgenza di blocchi e rigidità muscolari.
Insomma, se ci rifiutiamo di “vedere” o “sentire”, cioè di accettare di vivere qualcosa che emotivamente ci chiama, sia che si tratti di una spinta al cambiamento o di un fatto non gradito, il primo a parlare sarà proprio il fegato, attraverso disturbi digestivi (quali nausea, eruttazioni, colite, gonfiore addominale) o alterazioni delle funzioni ad esso connesse (rigidità muscolare e articolare, disturbi visivi, etc.).
Impariamo ad ascoltare il nostro fegato, che è molto più saggio di quanto possiamo pensare!

Testi di riferimento
Fondamenti di Medicina Tradizionale Cinese
Introduzione al pensiero e alla Medicina Classica Cinese

Zucchine

Le zucchine sono il frutto immaturo di una pianta chiamata “Cucurbita Pepo” proveniente dall’America centrale, appartengono alla stessa famiglia delle zucche gialle, dei meloni e dei cetrioli.

Le piante delle zucchine hanno un aspetto erbaceo e crescono in maniera strisciante o rampicante. Le foglie sono grandi, palmate e rivestite di peluria, sono di colore verde acceso con maculazioni grigie o bianche.

I fiori delle zucchine sono giallo-arancione, con un unico petalo; quelli maschili si dipartono dal fusto attraverso uno stelo sottile, mentre quelli femminili si ergono dall’estremità del frutto.

Le zucchine vengono raccolte acerbe, quando sono lunghe circa 15/20 centimetri, in questo modo viene loro impedito di diventare una zucca.

Esistono molte varietà di zucchine, generalmente le zucchine di colore verde scuro provengono dal nord Italia mentre quelle chiare dal Sud. Di questa pianta si mangiano anche i fiori conosciuti come “fiori di zucca”.

Il momento migliore per consumare le zucchine va dalla tarda primavera alla fine dell’estate. Sono molto delicate e non si mantengono a lungo; in particolare, se esposte alla luce e al calore, tendono a perdere in pochi giorni la freschezza e le proprietà nutritive originali.

Le zucchine sono poco caloriche (grazie al suo elevato contenuto in acqua: il 94%) e quindi sono estremamente digeribili e utili in diversi tipi di dieta (clinica oppure no), hanno effetto saziante e sono ipocaloriche. La porzione media di zucchine (lessate, cotte a vapore, crude o saltate in padella con un filo d’olio) è di circa 150-250g, anche due volte al giorno.

L’energia delle zucchine proviene fondamentalmente dai carboidrati e solo in minor parte dalle proteine (a basso valore biologico, con amminoacido limitante Treonina) e dai lipidi (di tipo insaturo); il colesterolo è assente. Sono molto ricche, invece, di vitamina A, B1, B2, C, E, la vitamina PP e di sali minerali come il fosforo e il potassio. La buccia non andrebbe eliminata perché ricca di acido folico e carotenoidi (proteggono la nostra pelle dai radicali liberi e raggi UV).

Le nonne usavano cucinare le zucchine alla sera per favorire il sonno e rilassare, erano particolarmente indicate anche per chi si sentiva stanco.

Mio figlio non fa colazione…

Scrive una mamma preoccupata…

Buongiorno, mio figlio Simone, la mattina, non fa mai colazione. Sono un po’ preoccupata, perchè leggo sempre che si tratta di una pasto importantissimo.
E’ davvero così grave se la salta? Poi a scuola fa merenda
.
Marina”

Cara Marina, è vero, la colazione è uno dei pilastri di una buona educazione alimentare. Si tratta di dire al corpo, al risveglio, che siamo attivi, che gli daremo cibo buono e sano. Oggi si parla di “alimentazione di segnale”. E la colazione è uno dei più potenti, tra questi messaggi. E non solo per i ragazzi!

NON fare colazione significa
• attenzione, non c’è cibo! Impostare modalità “risparmio”
• abbassare livello energetico
• non potenziare risposta immunitaria
• risparmio calorico (e quindi spinta all’accumulo)

Invece, FARE COLAZIONE, significa
• buon introito nutrizionale e calorico! Impostare modalità “piena efficienza”
• buon livello energetico
• piena risposta immunitaria
• efficienti consumi calorici
Quindi, saltare la colazione (o farla troppo ridotta) costituisce un forte segnale di ingrassamento (vale soprattutto per gli adulti), o di carenza e spegnimento anche per il vivace metabolismo dei ragazzi. Fa sì che inizino la giornata come “sacchettini vuoti”, con maggiori difficoltà di concentrazione a scuola e li spinga poi, famelici, a merenda, con il rischio di buttarsi sul cibo spazzatura (patatine in sacchetto o bibite industriali).
Ecco invece qualche colazione che Simone può fare a casa, per costruire (anche gradualmente) una partenza veramente super, con:

 

Esempio 1
lattebiscottifruttacolazione

 

 

 

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Esempio 2
uovapanefragola

 

 

 

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Esempio 3
spremuta.jpgtoast

 

 

 

 

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Esempio 4
yogurt cereali.jpgcioccofrutta secca

 

 

 

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Buon appetito!

Antonella.