Partorire in acqua: tutti i vantaggi e le controindicazioni

Una scelta sempre più frequente tra le donne in dolce attesa: è il parto in acqua.
Fonte primaria della vita nonché alleata preziosa per il benessere fisico, l’acqua consente di svolgere diverse attività, tra le quali un corso preparto, ideale per chi scegli di partorire in acqua.
Da alcuni anni infatti, sono molti gli ospedali che si sono attrezzati per rispondere al desiderio delle future mamme di partorire in acqua, un tipo di parto definito “dolce” perché meno traumatico per il bambino. Trovandosi in una dimensione più naturale infatti, il neonato passerà dal grembo materno, dove è stato immerso nel liquido amniotico, direttamente all’ambiente acquatico.

Gli ospedali che consentono di partorire in acqua sono attrezzati con vasche profonde circa 70-80 centimetri, grandi a sufficienza per permettere alla gestante di muoversi liberamente e assumere la posizione che più gradisce per il parto. La vasca viene riempita di acqua calda (non superiore ai 37 gradi) e filtrata continuamente affinché rimanga pulita fino alla nascita del piccolo.
I vantaggi per chi sceglie questo tipo di parto sono molteplici: come prima cosa l’acqua ha un effetto rilassante sulla muscolatura, consentendo di far diminuire la percezione del dolore e aumentando le probabilità che i tempi del travaglio siano ridotti. A rilassarsi sono anche i muscoli perineali e ciò può far diminuire le possibilità di dover poi ricorrere all’episiotomia.
Ogni futura mamma nella vasca è libera di assumere la posizione che preferisce ed il parto in acqua in generale riduce l’intervento del medico o dell’ostetrica, figure che non entreranno mai nella vasca, ma seguiranno da fuori tutta la fase del travaglio.
Anche il bambino potrà godere di diversi benefici. La nascita sarà infatti meno stressante, passando da un liquido all’altro, e il tutto senza subire sbalzi termici.
Vediamo ora qualche indicazione di massima per il parto in acqua. Durante il travaglio si può entrare nella vasca solo dopo essere arrivate ad una dilatazione di 3-4 centimetri, perché il contatto con l’acqua potrebbe fermare il processo di dilatazione con il suo effetto “sedativo”.
Non dimentichiamo qualche svantaggio e controindicazione. Chi sceglie il parto in acqua deve sapere che non potrà praticare l’epidurale, perché le donne che scelgono l’analgesia non devono immergersi in acqua.
Ci sono poi alcune categorie di gestanti che non possono scegliere il parto in acqua: chi soffre di gestosi, ipertensione o altre patologie, chi ha già vissuto una gravidanza a rischio, chi aspetta dei gemelli o in caso di bimbo podalico.
Questa tipologia di parto deve sempre essere scelta insieme al proprio ginecologo, che considererà lo stato generale di salute della futura mamma per dare il suo consenso.

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Scoprire e riconoscere il tappo mucoso

Prepararsi alla maternità significa ampliare la propria conoscenza di tutte le nozioni teoriche sulla gestazione. Nozioni che nel corso della gravidanza spesso non si conoscono e che vengono spiegate durante un corso preparto. Tra i dubbi più diffusi tra le future mamme troviamo quelli riguardanti il tappo mucoso e, vista la sua correlazione con l’avvio del travaglio, la difficoltà nel riconoscerlo e nel capire la sua funzione. Questi dubbi possono generare ansia nella donna; è bene quindi fare chiarezza.

È all’inizio della gravidanza che assistiamo alla formazione del tappo mucoso, che ha un ruolo importantissimo, ossia di sigillare l’utero impedendo aggressioni dell’ambiente esterno. Posizionato nel collo dell’utero, il muco cervicale rappresenta una barriera indispensabile per proteggere il bambino ma anche la mamma da batteri ed infezioni.

Il tappo rimane nella sua posizione fino al periodo prodromico, cioè quando l’utero comincia la preparazione al parto con piccole contrazioni. Il tappo mucoso verrà poi espulso nel momento in cui la cervice inizia a dilatarsi. Questo però non significa che il parto sia imminente. L’espulsione del muco può avvenire anche qualche giorno o addirittura qualche settimana prima dell’inizio del travaglio.

Se la perdita del tappo avviene troppo in anticipo (già sei settimane prima della data presunta del parto) occorre rivolgersi subito al proprio ginecologo, per verificare lo stato di chiusura del collo dell’utero e assicurarsi che il parto non avvenga prima del termine.

Il tappo mucoso fuoriesce in modo indolore e può avvenire anche in giorni diversi, sotto forma di piccole perdite. Generalmente il tappo mucoso ha una consistenza gelatinosa e filamentosa, somigliante alle normali secrezioni vaginali, aspetto che spesso lo fa passare come inosservato. Il colore invece può variare, dal biancastro/rosato a leggere striature marroncine dovute alla presenza, maggiore o minore, di sangue.

Nelle ultime fasi di espulsione del tappo, le perdite possono diventare maggiori o contenere più sangue; questa è la parte più interna del tappo mucoso, la cui fuoriuscita indica che il travaglio sta per iniziare.

Ogni futura mamma dovrà prestare particolare attenzione alle modalità di perdita del tappo mucoso e alle sue caratteristiche. In caso di perdite abbondanti o con molto sangue, di colore tendente al marrone o al giallo o che producono cattivo odore, è consigliato rivolgersi immediatamente al proprio ginecologo.

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Dalla manicure alla tinta: ecco come mantenersi belle in gravidanza

Durante la gravidanza, la gestante affronta (spesso con ansia) i cambiamenti naturali che il proprio corpo subisce giorno dopo giorno, e che sovente causano in lei la sensazione di essere meno attraente. Molte donne rinunciano alla bellezza in gravidanza poiché temono che la maggior parte dei trattamenti estetici possa nuocere al bimbo. Ricorrere a trattamenti di bellezza per farsi coccolare e sentirsi più belle non è vietato, e ciò lo può confermare la propria ostetrica, l’importante è seguire alcune raccomandazioni.

Manicure e pedicure sono ammesse, ma lo smalto è sconsigliato durante i primi tre mesi di gestazione (il periodo più delicato). Lo smalto e altri prodotti utilizzati dall’estetista contengono dei solventi e ciò richiede che questi due trattamenti estetici siano fatti in un ambiente ben arieggiato affinché non si respirino direttamente sostanze irritanti. Si sconsiglia l’applicazione di unghie finte, poiché la colla usata per applicarle potrebbe essere pericolosa. Gli strumenti con cui si farà la manicure, o la pedicure, devono essere perfettamente sterilizzati, e lo smalto non dovrà essere applicato troppo vicino alle cuticole, onde evitare il potenziale contatto con batteri e sostanze chimiche.

Nonostante i peli del corpo crescano più lentamente a causa della produzione di estrogeni è possibile concedersi un trattamento di epilazione. Per quanto riguarda la ceretta, è preferibile scegliere quella “a freddo”, oppure quella orientale con lo zucchero Kawala (l’epilazione è fatta usando una speciale pasta a base di zucchero). La ceretta “a caldo” provoca una dilatazione dei vasi sanguigni, e dopo lo strappo questi ultimi (soprattutto i capillari), possono subire uno stress. L’epilatore elettrico o il rasoio sono ottimi per le donne in dolce attesa che vogliono provvedere da sole all’epilazione. L’importante è usarli delicatamente evitando di tagliarsi. Meglio ridurre l’uso della crema epilatoria, poiché anche se agisce solo sulla superficie della pelle (quindi il bimbo non corre rischi) il contatto con sostanze chimiche e irritanti deve essere minimo. Sconsigliati durante la gravidanza i trattamenti di epilazione definitiva come il laser, la luce pulsata, l’elettrocoagulazione. Dopo il parto è possibile farvi ricorso ma solo previo nullaosta medico.

E il parrucchiere? Le gestanti possono concedersi colpi di sole, mèches e tinta, ma solo dopo i primi tre mesi di gravidanza e solo con i prodotti per la colorazione dei capelli privi di ammoniaca, di sostanze tossiche (come ad esempio la resorcina), e che provocano allergia (come il nichel). La sicurezza dei colpi di sole e delle mèches è dovuta la fatto che la tinta non tocca il cuoio capelluto, e quindi si scongiura il contatto con sostanze chimiche. Un’ottima alternativa naturale è l’henné, anche se potrebbe causare un dermatite da contatto nella donna. Si consiglia di informare la parrucchiera del proprio stato, affinché possa prendere tutte le precauzioni possibili.

I massaggi sono consentiti, per ottenere relax e soprattutto sollievo al mal di schiena. Per migliorare la circolazione sanguigna e alleggerire le gambe dal gonfiore va bene il linfodrenaggio. Durante i massaggi bisogna evitare di farsi massaggiare la zona addominale. Si consiglia, tuttavia, di confrontarsi con il proprio medico curante prima di sottoporsi a qualunque tipo di trattamento di bellezza.

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Vantaggi e svantaggi del parto in acqua

Un numero sempre crescente di donne in dolce attesa ha preso la decisione di far nascere il proprio bambino in acqua. L’acqua, infatti, è la fonte primaria di vita, senza la quale questa non potrebbe esserci. È un elemento prezioso che incide sul benessere fisico e, proprio per tale motivo, sono numerosissime le attività che si possono svolgere in acqua. Vi sono anche corsi preparto che si svolgono nell’ambiente acquatico, che sono davvero utili per tutte quelle donne che hanno scelto il parto in acqua.

 

A seguito della domanda sempre più crescente di fare un parto in acqua, molti ospedali si sono attrezzati per rispondere al meglio alle esigenze e al desiderio delle future mamme. Partorire in acqua può riportare il momento della nascita a una dimensione più naturale. Il parto in acqua è definito anche “parto dolce”, poiché risulta meno traumatico per il nascituro. Il bimbo, infatti, passa dal liquido amniotico, dove era immerso all’interno del grembo materno, direttamente all’ambiente acquatico.

 

Gli ospedali attrezzati per questa tipologia di parto hanno a disposizione una vasca profonda dai settanta agli ottanta centimetri. Le dimensioni della vasca sono adeguate ai bisogni delle gestanti di muoversi per mettersi nelle posizioni che preferiscono. La vasca si riempie con acqua calda e comunque a una temperatura non superiore ai trentasette gradi, e l’acqua è filtrata in modo costante affinché resti pulita fino alla nascita del bimbo.

 

Tra i vantaggi del partorire in acqua vi è sicuramente l’effetto di rilassare i muscoli del corpo, con conseguente riduzione della percezione del dolore e una possibile abbreviazione del periodo del travaglio. L’acqua calda ha l’effetto di rilassare anche i muscoli perineali, e ciò può ridurre l’eventualità di dover ricorrere all’episiotomia. La gestante che si trova all’interno della vasca può assumere facilmente la posizione che per lei risulta più comoda e, inoltre, un altro vantaggio del partorire in acqua è che ostetrica e medico intervengono in misura minore, poiché non entrano nella vasca ma ne restano al di fuori.

 

A godere del parto in acqua è soprattutto il bambino. Quando nasce, infatti, subisce uno stress minore rispetto al parto normale poiché il passaggio in acqua consente al nascituro di non subire sbalzi termici. Quando si sceglie il parto in acqua, è bene sapere che l’accesso alla vasca è permesso solo quando la dilatazione ha raggiunto i 3-4 centimetri. L’acqua calda della vasca potrebbe infatti avere un effetto “rilassante” e interrompere la dilatazione.

 

Oltre ai vantaggi è bene parlare anche degli svantaggi del partorire in ambiente acquatico. Le gestanti che scelgono il parto in acqua non possono ricevere l’epidurale, poiché l’immersione in acqua è sconsigliata quando si è in uno stato di analgesia. Il parto in acqua non può essere scelto da tutte le gestanti, e in particolare dalle donne in attesa di gemelli, da chi ha il bimbo in posizione podalica, da chi ha una gravidanza a rischio e da quelle donne che soffrono di gestosi, ipertensione o altre patologie. Si consiglia a tutte le future mamme che stanno considerando l’ipotesi di scegliere un parto alternativo a quello tradizionale, di consultarsi e confrontarsi sempre con il proprio ginecologo.

 

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COS’E’ UN CORSO PREPARTO

Il corso preparto è un corso pensato appositamente per le future mamme come te, per accompagnarti e donarti serenità grazie alle informazioni che apprenderai e che ti faranno vivere ancora più consapevolmente e intensamente gli ultimi meravigliosi mesi della gestazione. Alcuni professionisti dei corsi preparto sapranno inoltre insegnarti come interagire con il tuo bambino nel periodo in cui anche lui è più ricettivo e inizia lo sviluppo della sua personalità già nell’ambiente intrauterino.

La maternità è un momento irripetibile e unico: il tuo bambino cresce, nascerà e il legame che vi unisce oggi sarà la vostra forza per tutta la vita. L’umore di una futura mamma può variare a momenti, e forse te ne sei già resa conto. Nella quotidianità di una gestante ci sono attimi felici, di commozione, di euforia ma anche altri di ansie, pensieri, e insicurezze. L’incontro con altre gestanti come te sarà un’ottima occasione per condividere, con chi ha i tuoi stessi stati d’animo, esperienze e sogni per il futuro. Questa esplosione di emozioni contrastanti è il segnale che stai cambiando, che non sarai mai più solo una donna, ma la tua essenza si completerà definitivamente e sarai finalmente una mamma. I cambiamenti fisici e psicologici che stai vivendo sono utili per creare l’ambiente più adatto allo sviluppo del tuo bambino. La sensibilità, la capacità d’introspezione e l’intuito stanno aumentando: sarai madre ogni giorno di più e saprai interpretare i messaggi del tuo bambino.

Il percorso di accompagnamento alla nascita consiste in una serie di lezioni tenute da professionisti, ad ogni incontro apprenderai qualche nuovo strumento per affrontare serenamente la tua gravidanza, il tuo parto e il periodo dell’allattamento. Nella tua vita di futura mamma, soprattutto se al primo figlio, o “primipara” in termini medici, il corso preparto è un’esperienza indimenticabile che non può mancare. Il corso preparto è, inoltre, l’occasione d’incontro con altre future mamme che, è utile ripeterlo, si sentono esattamente come ti senti tu.

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Caratteristiche e utilità del bump painting

Bump painting”: letteralmente, “disegnare sul pancione”.

Si tratta di una pratica molto diffusa al giorno d’oggi soprattutto all’interno dei corsi preparto in cui è possibile ottenere tutti i vantaggi di questa attività sia dal punto di vista estetico, sia sotto il profilo del legame affettivo e familiare che viene rafforzato grazie a questa pratica.
La crescita del pancione in gravidanza è vissuta per lo più in maniera positiva, perché rappresenta l’avvicinarsi del lieto evento che cambierà per sempre la vita della futura mamma; dal punto di vista estetico però il pancione può far sentire la donna meno attraente, soprattutto verso gli ultimi mesi della gravidanza, quando il diventa sempre più evidente.
Il bump painting ha, da questo punto di vista, una grande utilità: effettuare dei disegni sul pancione aiuta, infatti, la gestante a entrare in confidenza con le nuove forme, diminuendo la sensazione di non essere bella ed attraente durante la gravidanza. L’aspetto ludico di questa pratica favorisce anche un maggiore senso di consapevolezza dei cambiamenti che il corpo deve affrontare in questo periodo così delicato.
Dal punto di vista estetico, il bump painting è un metodo per vivere meglio la presenza ingombrante del pancione, spostando l’attenzione sulla possibilità di decorarlo e renderlo un vero e proprio ornamento che le faccia sentire più belle e valorizzate.
Un’altra caratteristica importante relativa a questa attività, che esula da quella meramente estetica, è determinata dalla possibilità di consolidare il legame con il proprio compagno o marito e con i figli più grandi: infatti, in molti corsi preparto si prevede anche la partecipazione della famiglia della gestante, in cui è possibile divertirsi insieme e svolgere quest’attività consolidando il legame familiare e di coppia.
Dal punto di vista individuale, la gestante può ottenere un vantaggio importante che è la possibilità di rilassarsi: il tocco leggero dei pennelli morbidi a contatto con la pelle del pancione assomiglia ad un dolce massaggio che porta una sensazione di rilassamento non solo alla mamma, ma anche al bimbo. In questo modo si rafforza anche il legame con il bambino che porta in grembo, imparando a prendere coscienza di ciò che comporta la gravidanza sia dal punto di vista dei cambiamenti del corpo, sia sotto il profilo del legame con il bebè.
Il bump painting – pratica imparentata con il body painting, che però non si concentra su una zona specifica del corpo – non è pericoloso: è sufficiente scegliere apposite colorazioni per svolgere questa attività, che sono prive di sostanze tossiche, e si possono ottenere anche a casa con coloranti alimentari, amido di mais, acqua e crema idratante.
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A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Tutto l’occorrente da portare nella valigia per l’ospedale.

Prima del parto, la futura mamma e il suo compagno devono preparare tantissime cose, in vista dell’arrivo del piccolo: devono acquistare i mobili per la cameretta, il corredo, la carrozzina e i vestiti per i primi mesi di vita del bambino. Nei giorni che precedono il momento del parto, la donna deve incominciare a preparare anche la valigia per l’ospedale, con tutto l’occorrente per lei e per il nascituro. Per facilitare le donne in dolce attesa in questo compito, gli operatori dei corsi preparto in ospedale spesso predispongono una lista chiara delle cose che servono in quest’occasione e che possono essere diverse in base alla struttura prescelta.

Ciascuna struttura ospedaliera, infatti, segnala un certo numero di vestiti e alcuni oggetti che possono essere necessari alla donna. Generalizzando, cerchiamo di individuare un breve elenco di cose utili per la mamma e per il piccolo durante i giorni del ricovero. Ovviamente occorre tenere in considerazione la stagione in cui è previsto il parto, selezionando gli indumenti più adeguati, per evitare di soffrire il caldo o il freddo; per non essere presi alla sprovvista, è importante inoltre cominciare a predisporre l’occorrente già dal settimo mese. Alcuni poi consigliano di preferire un borsone alla tradizionale valigia rigida, poiché può essere più agevolmente richiuso nell’armadio della camera.

Per la futura mamma nella valigia per l’ospedale non potranno mancare camicie da notte o pigiami (sempre aperti sul seno per agevolare l’allattamento), una vestaglia, calzini, asciugamani puliti, tutti i prodotti per l’igiene personale e reggiseni per allattamento e coppette salvalatte. Allo stesso modo, le mamme dovranno acquistare anche mutandine a rete e gli appositi assorbenti per il post parto. Si consiglia inoltre di portare in ospedale anche uno spray per disinfettare il bagno e delle ciabattine da indossare anche mentre si fa la doccia. Infine, occorre tenere in valigia anche un cambio di vestiti per quando si verrà dimesse dalla struttura, documenti personali (carta d’identità e tessera sanitaria) e tutta la cartella clinica relativa ai mesi della gravidanza.

Per quanto riguarda invece il neonato, occorre portare un cambio d’abito per ciascun giorno che trascorrerà in ospedale. In particolare, è importante optare per vestitini comodi e pratici: tutine di cotone o in ciniglia (dipende se il parto è in estate o in inverno), alcuni body, calze, bavaglini, un cappellino, una copertina e almeno un cambio d’abito per il giorno dell’uscita dall’ospedale. Per lavarlo e proteggerlo, non bisogna dimenticare di acquistare salviettine umidificate, una crema protettiva, asciugamani morbidi, un sapone detergente delicato e un paio forbicine per le unghie. Alcune strutture ospedaliere forniscono alle donne i pannolini, ma è necessario accertarsene primi del ricovero.

Per prepararsi al momento del travaglio, alcune donne trovano particolarmente utile avere delle canzoni da ascoltare, che agevolino il rilassamento nelle ore di attesa. Sempre nel momento del travaglio, è molto importante avere a portata di mano dei calzini: alcune donne infatti soffrono il freddo ai piedi, soprattutto quando il travaglio arriva a durare diverse ore. Come per ogni “trasferta” occorrerà poi non dimenticare il caricabatterie del cellulare, in modo da poter avvisare e dare informazioni puntuali ad amici e parenti, un lucchetto per l’armadietto e, per non annoiarsi, qualcosa da leggere e delle cuffie per ascoltare la musica.

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A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Tutti i benefici della danza del ventre in gravidanza.

Forse non tutte le donne sanno che la danza del ventre è benefica durante la gravidanza.
Questo tipo di danza è caratterizzato da movimenti lenti e circolari che interessano la zona pelvica, e da movimenti fluidi e leggeri che sono accompagnati da note basse. I principali benefici che si ottengono eseguendo questa danza interessano i muscoli addominali che si tonificheranno, e la colonna vertebrale che avvertirà meno dolore e meno sforzo. Il corso preparto di danza del ventre in gravidanza si è affermato soprattutto negli ultimi anni e propone alle gestanti di ottenere questi benefici facendo eseguire loro movimenti lenti e delicati.
Questo tipo di corso è adatto a tutte le future mamme, soprattutto a quelle che fanno fatica a entrare in sintonia col pancione. La danza del ventre in gravidanza può addirittura agevolare il parto. Vediamo come: la danza del ventre è considerata la più antica danza di preparazione alla nascita poiché riserva una particolare attenzione all’isolamento dei muscoli. Individua e coinvolge, infatti, una precisa regione del corpo, in particolare il bacino e la regione addominale. Tutti i muscoli qui presenti sono coinvolti dai movimenti.
La donna che aspetta un bambino troverà molto giovamento nell’eseguire la danza del ventre, poiché questo lavoro muscolare favorisce anche la presa di coscienza del proprio corpo e una maggiore percezione del bimbo che cresce dentro di lei, grazie alla lentezza dei movimenti e al lavoro dei singoli muscoli. Le lezioni del corso di danza del ventre in gravidanza, al fine di aiutar le gestanti a mantenere uno stato di benessere ed equilibrio psico-fisico, si aprono e si chiudono con degli esercizi di rilassamento. Le future mamme devono essere serene e positive.
Alcuni movimenti della danza del ventre sono molto utili per allenare e tonificare la muscolatura maggiormente provata durante la gravidanza, per prevenire o limitare alcuni frequenti disturbi preparto (come l’incontinenza) o postparto (come la riabilitazione della zona perineale). Vediamo quali sono i movimenti che caratterizzano la danza del ventre. Le “onde”, gli “otto”, i movimenti “del cammello” e “del serpente”, sono movimenti lenti e circolari e sono utilissimi per tonificare l’addome e per mantenere l’elasticità della muscolatura della schiena, garantendo di conseguenza alla gestante un maggior sostegno del pancione durante i nove mesi.
Questi esercizi servono anche a mantenere una forma fisica migliore dopo la nascita del bambino.
I movimenti che interessano la zona pelvica, invece, sono un’ottima risorsa per favorire la fase espulsiva del parto. Per partecipare al corso preparto di danza del ventre occorrono essenzialmente le stesse cose richieste in qualunque altro corso preparto. Le gestanti devono portare con sé abiti comodi, calzini antiscivolo, un foulard grande (meglio se colorato e di forma triangolare), un asciugamano e una bottiglietta d’acqua. Sono richiesti, inoltre, il certificato per lo svolgimento di attività fisica non agonistica rilasciato dal proprio medico curante e il nullaosta dal ginecologo.

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Caratteristiche e vantaggi di un corso preparto in consultorio

corso preparto dottoressaPrepararsi fisicamente e psicologicamente a diventare mamma: un percorso che ogni donna deve affrontare durante la gravidanza. Ecco allora l’importanza dei corsi preparto, capaci di orientare la futura mamma in questa nuova avventura. Ma l’offerta di corsi preparto è talmente vasta che si può generare un po’ di confusione. Riflettiamo allora sulla possibilità di frequentare un corso preparto in consultorio, un’ottima soluzione per ottenere l’assistenza e l’aiuto indispensabili per arrivare preparate al parto e per entrare in questa nuova fase della propria vita.
Ma che cos’è un consultorio famigliare? Il consultorio famigliare è una struttura pubblica dedicata alla tutela sanitaria non solo delle donne, ma anche di giovani, coppie e dell’intera famiglia. Sono molti i servizi abitualmente proposti da un consultorio e tra questi troviamo proprio i corsi preparto, un momento per approfondire ogni aspetto della gravidanza, in un percorso di accompagnamento alla genitorialità. Diventare mamma e diventare papà, ma anche diventare nonni: sono numerose infatti le strutture che prevedono negli incontri la presenza anche dei nonni, per insegnare loro come gestire il nuovo ruolo e come approcciarsi con il nuovo arrivato, ma anche con i figli ormai diventati adulti e genitori.
Ogni membro della famiglia deve scoprire il suo ruolo per aiutare il bambino a sentirsi accolto al meglio, garantendogli una solida stabilità emotiva e la capacità di affrontare ogni difficoltà alle quali andrà incontro.
In un corso preparto in consultorio le gestanti vengono seguite da diverse figure professionali, sia prima che dopo il parto. Ci sono le ostetriche e i ginecologi che preparano la mamma al parto (naturale o cesareo) e gli psicologi che la aiuteranno ad affrontare con serenità i cambiamenti a cui il suo corpo è sottoposto durante la gravidanza e a capire il suo nuovo ruolo famigliare. Il principale vantaggio di un corso preparto in consultorio è proprio questo: la multidisciplinarità. La presenza di più voci professionali e umane spinge le gestanti a sentirsi sicure e preparate, potendo contare su diverse figure professionali prima e dopo la nascita del bambino. Dopo il parto infatti ci si potrà concentrare sui consigli sull’allattamento, sulle tecniche del messaggio neonatale, sul supporto psicologico e neonatologico: un punto di riferimento essenziale per le neo mamme.
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Massaggio neonatale: piccoli gesti di benessere per il bambino

Per il neonato il mondo esterno non è sempre ospitale e confortevole come il grembo che lo ha ospitato per nove mesi. Dopo il parto, il piccolo piano piano inizia a scoprire il mondo attraverso i suoi sensi e talvolta può innervosirsi quando entra in contatto con una quotidianità che ha ritmi e abitudini che deve ancora imparare a conoscere. Per questo, la frequenza di un corso post parto di massaggio neonatale può rappresentare un valido aiuto per i genitori che desiderano supportare il proprio piccolo durante i primi mesi dello sviluppo, cercando di lenire i fastidi tipici di questa fase della vita del bebè.

Il massaggio neonatale aiuta il neonato anche nel suo sviluppo affettivo, stringendo ulteriormente il legame con i genitori attraverso piccoli gesti accompagnati dal contatto visivo. Tendenzialmente questa pratica è consigliata sia alle mamme sia ai papà e comprende alcune tecniche differenti. Lo scopo del massaggio però resta sempre quello di agevolare il rilassamento del piccolo, che può così vivere momenti di serenità e benessere, e di ridurre gli effetti delle tensioni e dei piccoli dolori del bebè. Durante il massaggio, il bambino deve essere nudo e, preferibilmente, non deve avere neppure il pannolino. Proprio perché fondata sul contatto diretto tra genitori e figlio, tale esperienza rasserena il piccolo, coccolato da gesti dolci e delicati.

Le parti del corpo principalmente implicate nel massaggio sono solitamente gambe, piedini, pancia e viso, poiché su di questi si riscontrano i benefici maggiori. Il massaggio di gambe e piedi non ha solo un effetto rilassante: come dimostra la riflessologia plantare, la pressione delle mani su alcuni punti della pianta del piede reca benefici a tutto il corpo. Per lenire i fastidi legati alla comparsa di coliche, invece, occorre massaggiare il pancino del bebè: attraverso movimenti circolari si agevola più facilmente l’evacuazione dell’aria contenuta nell’intestino, che provoca spasmi e dolori acuti. Infine, il massaggio al viso richiede gesti particolarmente delicati e rappresenta forse il momento più emozionante per genitore e figlio, dal momento che il contatto visivo rende quest’esperienza ancora più coinvolgente.
Inoltre, la pratica del massaggio neonatale può aiutare a risvegliare e tenere vigili i sensi del neonato, regolarizzare il sonno e la veglia e l’attività neuro-ormonale e rendere costante il funzionamento del sistema circolatorio.

Nelle piccole coccole del massaggio ci si scambiano e si condividono emozioni. Il neonato riconosce sempre meglio i propri genitori e lo fa attraverso i sensi coinvolti in questa pratica: il contatto con gli occhi del genitore, i gesti delle mani, l’ascolto delle due voci, il profumo della loro pelle. Per eseguire un massaggio neonatale occorre prendere alcuni accorgimenti: il piccolo deve essere appoggiato su un piano soffice, all’interno di un ambiente confortevole e in cui non prenda freddo, e sulla sua pelle non devono essere spalmati oli profumati. Prima del massaggio, la mamma e il papà devono avere l’accortezza di lavarsi le mani (che devono essere calde), togliere eventuali anelli e bracciali e tenere le unghie corte. Si sconsiglia di massaggiare i bebè dopo i pasti.

È importante sottolineare come – per evitare di ottenere l’effetto opposto e innervosire il piccolo – le tecniche di manipolazione devono essere apprese dalle mamme e dai papà da operatori specializzati. I corsi post parto sono infatti tenuti da personale esperto, che insegna ai genitori a cogliere quali sono le necessità del neonato per contrastare i suoi fastidi. La guida di un operatore specializzato risulta dunque fondamentale per imparare le migliori tecniche di rilassamento.

A cura di: Ok Corso Preparto www.corso-preparto.it, il più importante motore di ricerca per corsi preparto e post parto.

Agopuntura in gravidanza: ecco perchè è benefica. (Ok Corso Preparto)

L’Oriente è patria di numerosissime teorie e discipline che hanno come scopo il conseguimento del
benessere fisico e psicologico dell’individuo, in ogni momento della sua esistenza. Molte di queste materie sono parte integrante dei moduli di corsi preparto e di corsi postparto, appunto perché hanno come obiettivo il conseguimento di uno stato di benessere psicofisico. Tra le varie discipline trova posto l’agopuntura.

Scopriamo in cosa consiste e soprattutto in che modo l’agopuntura in gravidanza è utile alle future mamme.

Questa tecnica dalle origini antichissime è nata in Cina; la teoria sostiene che nel corpo umano vi siano dodici meridiani e ogni meridiano è associato a un determinato organo; di conseguenza il cuore, i polmoni, il fegato e altri organi hanno un proprio meridiano cui sono collegati.
L’agopuntura, quindi, sfruttando questi collegamenti, sostiene che stimolando con degli aghi lunghi e sottilissimi alcuni punti situati lungo i meridiani, possano ottenere dei benefici gli organi a essi associati. I meridiani sono dei canali lungo i quali scorre un flusso di energia vitale; si tratta di riequilibrare lo scorrimento di quest’energia, conosciuta con il nome di “qi”, e di far in modo che lo Yin e lo Yang raggiungano uno stato di parità.
Le stimolazioni di determinati punti dei meridiani, durante il periodo della gravidanza, possono portare grandi benefici e contribuire notevolmente a combattere e contrastare i maggiori disturbi tipici del periodo.

Quali sono i disturbi che l’agopuntura può alleviare?

Tra i disturbi più comuni abbiamo: le cefalee, la nausea, la circolazione sanguigna difficoltosa, il dolore provocato dalla lombosciatalgia (si consideri che il dolore causato da quest’ultima difficilmente può essere alleviato usando farmaci durante la gestazione).

L’agopuntura permette di intervenire anche in caso il bimbo si presenti in posizione podalica. Se si stimola con un ago un preciso punto del piede, ad esempio, si può contribuire a stimolare il bimbo a girarsi affinché assuma la corretta posizione per il parto. Anche durante il puerperio la pratica dell’agopuntura può rivelarsi efficace giacché può aiutare a risolvere la produzione carente di latte materno, che si può verificare sia dopo il parto sia dopo un normale momento di allattamento.
L’agopuntura in gravidanza va eseguita da esperti. La pratica, infatti, prevede l’impiego di aghi sterili che solo operatori specializzati può realizzare. Inoltre nel corso degli incontri, gli aghi devono essere non solo sistemati nei punti corretti, ma anche inseriti nella pelle per un tempo prestabilito, che cambia in base alla tipologia di disturbo da contrastare. L’operatore esperto deve anche controllare le pulsazioni di energia del corpo della gestante, dalle quali si riesce a percepire il momento in cui il “qi”, ossia l’energia vitale, lo stato di equilibrio necessario a ristabilire la condizione di benessere e di conseguenza ad attenuare il disturbo.
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I benefici di un corso preparto di pilates

Come lo yoga o la meditazione, il pilates è una disciplina di origine orientale che richiede a chi la pratica un esercizio fisico efficace, ma non eccessivamente stancante, che coinvolge in particolare la muscolatura profonda e lo stretto legame mente-corpo. Per queste sue caratteristiche, si tratta di un’attività in grado di garantire benefici concreti per tutti, comprese le future mamme. Frequentando un corso preparto di pilates, le donne in dolce attesa possono imparare a mantenere il controllo della propria respirazione, ad assumere una postura corretta, che eviti loro il problema molto comune del mal di schiena, e ad allenare i muscoli del proprio corpo, con un allenamento “dolce” per il fisico e le articolazioni.

Il metodo pilates deve il suo nome a Joseph Pilates, che lo ha codificato nel secolo scorso, e ha l’obiettivo di allenare pressoché tutti i muscoli del corpo, concentrandosi in modo particolare su quelli del tronco e della zona dorsale. Lo stesso Pilates ha definito il suo metodo con il termine “Contrology”, che indica la volontà della disciplina di insegnare a chi la pratica il controllo sulla respirazione, sulla postura e sui muscoli del corpo. In un corso preparto di pilates dedicato alle donne incinte, si tende soprattutto a proporre esercizi che portino le donne a imparare la corretta postura. A causa del peso del pancione, infatti, le future mamme spesso tendono a sbilanciare il baricentro del proprio corpo, credendo in questo modo di semplificare i propri gesti quotidiani e renderli meno faticosi. In realtà, tale sbilanciamento provoca loro lombalgie e sciatalgie molto dolorose. Attraverso esercizi mirati, il pilates può invece contribuire, nell’immediato, a dare sollievo alla colonna vertebrale e ai muscoli del tronco, che risultano affaticati, e nel lungo periodo a mantenere una postura adeguata.

Durante il corso di pilates vengono proposti numerosi esercizi diversi: esercizi a corpo libero, da eseguire con l’aiuto di una fit ball (una palla gonfiabile, di solito in pvc, con un diametro compreso tra i 45 ei 75 centimetri) o di alcuni appositi macchinari. Tutti gli esercizi mirano però ai medesimi effetti: ci si concentra sul baricentro e sui muscoli addominali e dorsali (che secondo la teoria costituiscono il centro di controllo e di forza dell’organismo), sul controllo della respirazione (che sarà importantissimo al momento del parto e che aiuta le donne ad affrontare gli esercizi senza sentire eccessiva fatica) e su alcuni movimenti da eseguire con concentrazione (attivando la connessione mente-corpo, attraverso cui si riescono a controllare muscoli e postura). Gli esercizi proposti dal pilates non c’entrano con l’attività aerobica, dal momento che non sono movimenti rapidi e non si concentrano sull’allenamento delle fasce muscolari superficiali. Si tratta piuttosto di esercizi lenti, volti a rendere più toniche le fasce muscolari più profonde, in modo tale da favorire il controllo sul corpo e un migliore sostegno a esso.

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A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Un corso preparto in acqua? Ecco perché frequentarlo.

Fonte di vita, nemica dello stress e alleato per il nostro benessere: stiamo parlando dell’acqua, un elemento fondamentale per ogni essere vivente. Perché allora non godere dei suoi effetti positivi anche durante la gravidanza?
Tra i corsi preparto disponibili, quello in acqua è un’ottima scelta per prepararsi al travaglio e al parto, senza rinunciare a mantenersi in forma. L’acqua diventa il migliore alleato per le future mamme, che si dimostrano sempre più interessate alla possibilità di frequentare questa particolare tipologia di corso preparto.
Ecco allora che nasce la voglia di saperne di più per valutare questa possibilità. Proviamo allora a chiarire qualche dubbio e a rispondere ad alcune tra le domande più frequenti fatte dalle future mamme.
Dove si svolgono i corsi? Essi sono generalmente organizzati in piscine con acqua riscaldata, con una temperatura che può variare dai 29 ai 32 gradi.
L’altezza dell’acqua poi (che si attesta sui 75 centimetri o poco più), permette a tutte di partecipare, esperte nuotatrici e non. Ecco allora la risposta ad un’altra domanda piuttosto frequente: non è indispensabile saper nuotare. È sempre consigliabile però avere un buon rapporto con l’acqua, per poter affrontare le lezioni con rilassatezza e positività.
Un corso preparto in acqua è indicato solo per coloro che hanno scelto di partorire in acqua o anche per chi ha già programmato un parto “tradizionale” in ospedale o in clinica? I corsi preparto in acqua sono perfetti in entrambi i casi, ma è chiaro che chi ha deciso di partorire in acqua ha un motivo in più per cominciare a familiarizzare con l’ambiente acquatico fin da subito.
L’unico prerequisito per partecipare a un corso preparto in acqua è naturalmente che la gravidanza sia fisiologica e non abbia particolari complicazioni.
Da chi vengono tenuti i corsi e come si svolgono? Essi si svolgono alla presenza di un insegnante di nuoto o di acquagym in combinazione con un’ostetrica. Durante le lezioni vengono svolti una serie di esercizi con lo scopo di allenare i distretti muscolari messi alla prova dalla gravidanza, prendere coscienza dei cambiamenti del proprio corpo e rilassarsi.
Quali sono i vantaggi del frequentare un corso preparto in acqua? L’esercizio fisico in acqua, alleggerendo di un sesto il peso corporeo, permette alle donne in gravidanza di allenarsi con uno sforzo minore, senza appesantire le articolazioni ma ricavandone uguale beneficio rispetto al lavoro praticato a terra. E che dire dell’effetto linfodrenante che l’acqua genera aiutando a combattere i gonfiori? Non da ultimo c’è da ricordare il sollievo che si produce sulla zona lombo sacrale, abitualmente messa alla prova con il proseguire della gravidanza e l’aumento del peso del bambino.
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(A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto)