La vita di Leonardo. A cura di Luigi Chiesa.

LeonardoLeonardo nacque il 15 aprile 1452 a Vinci, vicino a Firenze.
Suo padre, Piero di Antonio, era un notaio e si preoccupò di dargli un’ottima istruzione, anche musicale.
A Vinci visse fino al 1469 e, spirito libero ed indagatore, si fece coinvolgere in tutte le esperienze che la natura
di quella parte di Toscana gli proponeva. Il padre si rese conto delle qualità del figlio e della sua predisposizione per le arti figurative, la pittura soprattutto.
Per questo fece in modo che Leonardo fosse preso a bottega dal pittore e scultore più famoso di Firenze, Andrea del Verrocchio. Cosicché, a diciassette anni, si trovò ad imparare di pittura e scultura presso la bottega più rinomata della città. Si fece onore, perché già nel 1472 potè iscriversi alla corporazione dei pittori fiorentini.

In bravura superò anche il suo maestro perché in una tavola, il “Battesimo di Cristo” disegnò un angelo con tale maestria che lasciò stupefatto il Verrocchio che gli propose di aprirsi una bottega tutta sua.
Correva l’anno 1478. Da lì a poco, Leonardo avrebbe veramente raggiunto una maestria tale da potersi “mettere in proprio”. Molte furono le sue opere giovanili, alcune sono state lasciate incompiute: aveva il malvezzo, cercando la perfezione per ogni suo lavoro, di non finire le commissioni che gli davano.

Inoltre, attento ai molti stimoli intellettuali, assecondava la curiosità che ognuno gli accendeva.
Queste sue caratteristiche gli impedivano la costanza nell’eseguire e portare a termine i lavori che si assumeva.
Nel 1482, sentì l’esigenza di farsi conoscere anche fuori dai confini della Toscana.
Anche su sollecitazione di Lorenzo de’Medici, Signore di Firenze, si propose a Ludovico il Moro, duca di Milano, al quale si presentò come persona dalle molteplici capacità.
Infatti, elencò, in una lettera al duca, ben 36 attività in cui poteva essere proficuamente impiegato.
Restò a Milano circa venti anni.
Si occupò di campagne militari, di armi ed armigeri; realizzò macchine belliche e fortificazioni; si interessò di regolazione delle acque, di problemi urbanistici; progettò anche numerosi apparati per feste e celebrazioni.
Naturalmente non trascurò la pittura; sono di questo periodo la Vergine delle rocce, la Dama con l’ermellino, il Ritratto di musico. Ma l’opera di importanza capitale per la storia della pittura fu L’Ultima Cena, affrescata nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Iniziò questo lavoro nel 1495 e lo terminò nel 1497; anche in questo caso l’opera rischiò di diventare una tra quelle non finite. Furono le pressanti ingiunzioni dei suoi committenti ad indurlo a terminare quello che si rivelerà un capolavoro.
Lasciò clamorosamente incompiuta la statua equestre, commissionata da Ludovico il Moro, che raffigurava il padre Francesco Sforza.
Nel dicembre 1499, all’arrivo dell’esercito francese che cacciò gli Sforza da Milano, Leonardo tornò a Firenze e nel 1503 ricevette la commissione di un grande affresco che raffigurasse una famosa battaglia avvenuta ad Anghiari. Sperimentò una tecnica innovativa che non diede i risultati previsti, tanto che il disegno si squagliò ai suoi occhi, non ancora ultimato.

Nel 1517 decise di andare in Francia,invitato dal sovrano Francesco I. Si portò al seguito un disegno, “La Gioconda”, cui teneva particolarmente e che aveva iniziato anni prima.
Terminò il ritratto nel castello di Cloux, la sua nuova dimora, presso Amboise, residenza – allora – del re di Francia.

Il due maggio 1519 Leonardo muore e la leggenda vuole che sia spirato tra le braccia del suo amico re.

…UOMO del RINASCIMENTO

Leonardo1-150x150Leonardo da Vinci fu uno tra i maggiori esponenti del Rinascimento italiano, anni magici per la nostra cultura tra il 1400 ed il 1500. Questo periodo storico è stato così denominato perché, appunto, ha visto la rinascita della cultura romana antica, ma anche perché si è affermato un nuovo modo di studiare il mondo, la natura ed anche l’uomo.
Leonardo va annoverato tra i sommi artisti dell’epoca, con Tiziano, Bramante, Raffaello, Michelangelo… : un breve elenco per ricordare i più conosciuti.
Egli li sopravanzò per la sua propensione a spaziare in tutte le discipline dello scibile, con competenza e capacità innovativa, allargando le conoscenze precedenti.
E lui, “omo sanza lettere”, seguì il suo personale metodo conoscitivo che anteponeva l’esperienza alla teoria, sempre disposto ad approfondire nuovi orizzonti scientifici.
Furono proprio questo modo nuovo di indagare e lo spirito innovativo del conoscere che caratterizzarono la cultura degli anni del Rinascimento.
Gli interessi e gli studi di Leonardo, dunque, non si limitarono alla pittura, nella quale eccelse da subito, ma si estesero in modo sorprendente. Cosicché possiamo dire che ha lasciato un patrimonio inestimabile di opere:
pitture, disegni, studi, schizzi e circa seimila pagine di appunti che riguardano
“discipline scientifiche” quali:

  • anatomia
  • astronomia
  • botanica
  • fisiologia
  • geografia
  • geologia
  • geometria
  • idraulica
  • matematica
  • ottica
  • statica
  • zoologia

E ci si può anche fermare qui, concludendo che Leonardo fu “un uomo universale che si inoltrò, in solitudine, agli estremi confini della mente, dell’arte e della scienza”.

( Bottega-Questo termine indica la “bottega d’arte” fiorentina, qui un giovane predisposto riceveva la formazione di artista. Infatti imparava a disegnare, dipingere, scolpire,incidere ed a lavorare l’oro. Era anche un vero luogo di lavoro, oltre che di apprendistato).

Leonardo, conosciamolo meglio! A cura di Luigi Chiesa.

Leonardo era vegetariano, ambientalista e animalista.

leonardo ambientalista2Lo storico Giorgio Vasari, nelle sue “Vite “ (1550) racconta di come Leonardo “passando da i luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva, il prezo che ne era chiesto li lasciava in aria a volo, restituendogli la perduta libertà.”
Liberando gli uccelli appena comprati al mercato, Leonardo non si è concesso semplicemente il lusso di un gesto stravagante.
Egli stesso nei suoi Appunti scrive: “Fin dalla giovinezza ho rinunciato all’uso della carne, e verrà un giorno in cui uomini come me considereranno l’omicidio di un animale alla stregua dell’omicidio di un essere umano.

Già dalle sue abitudini alimentari si rivela come un amante della natura, un uomo che ha fatto del rispetto del genere animale una regola di vita.

Un’altra sua frase che non richiede commento, tanto è di facile comprensione è questa:”Chi taglia una pianta quella si vendica con la sua ruina.

E che dire della prossima? “Chi scalza il muro quello gli cade addosso.”

LEONARDO CONSIDERA LA TERRA COME UN GRANDE VIVENTE. E’ convinto che la Terra abbia una coscienza vitalistica e che sia, essenzialmente un grande vivente.
Come intendere diversamente questo suo argomentare?
“… adunque potremo dire la Terra avere anima vegetativa, e che la sua carne sia la terra, li sua ossa sieno li ordini delle col legazioni de’ sassi, di che si compongono le montagne, il suo tenerume sono li tufi, il suo sangue sono le vene delle acque;il lago del sangue che sta intorno al core, è il mare oceano, il suo alitare e ‘l crescere e discrescere del sangue per li polsi, e così nella terra è il flusso ed il riflusso del mare, e il caldo dell’anima del mondo è il fuoco, ch’è infuso per la terra, e la residenza dell’anima vegetativa sono li fochi, che per diversi lochi della terra spirano in bagni e in miniere di solfi e in vulcani.

leonardo ambientalistaLeonardo intende la Terra come un immane sistema geologico ed ideologico, in cui roccia ed acqua costituiscono gli elementi cardinali che vanno avvicinati per comprendere i segreti della natura.

Un grande scienziato contemporaneo, James Lovelock, sostiene che le dieci milioni di specie viventi sulla Terra, interagiscono tra loro come se si trovassero in una grande rete, con reciproci impulsi.
L’idea principe di questo studioso è di considerare il pianeta Terra un unico organismo vivente, in cui tutti gli organismi coesistono ed interagiscono come cellule, dando il loro contributo per mantenere un costante equilibrio.    James Lovelock, a questo organismo vivente ha dato il nome di “Gaia”.

…E A SUO PARERE ANCHE LE ROCCE SONO VIVE!  Leonardo sostiene che anche nelle rocce c’è una virtù spirituale, una potenza invisibile che agisce nei corpi inanimati, rendendoli simili a quelli viventi.
Ebbene chi ci capisce più di me dice che Einstein, un famosissimo scienziato, nel 1905, ha scientificamente dimostrato l’intuizione di Leonardo.

LEONARDO PARKINSONIANO

Qui il famoso autoritratto che Leonardo eseguì quando aveva 63 anni adoperando addirittura tre specchi, conservato nella Biblioteca Reale a Torino.

Nell’anno 1517 il cardinale Luigi d’Aragona visitò a Cloux presso Amboise Leonardo da Vinci.

Il cardinale ci lasciò una descrizione del geniale pittore visibilmente ostacolato nel movimento e dall’aspetto precocemente invecchiato, pur tuttavia ancora del tutto in grado di sostenere colloqui intellettuali con i suoi visitatori. La mimica facciale rigida riscontrabile nell’autoritratto e la descrizione che il cardinale ci ha lasciato, inducono a pensare che Leonardo fosse affetto da malattia di Parkinson, “ante litteram”.

Sorprendente Leonardo! Anche nelle malattie ha voluto distinguersi!

Leonardo ingegnere militare. A cura di luigi Chiesa.

leonardo carro

Carro armato

Benché Leonardo consideri la guerra “pazzia bestialissima”, dedica parte cospicua dei suoi studi alla ideazione ed alla realizzazione di armi e macchine belliche.
Trentenne, comincia a dedicarsi con passione alla progettazione di macchine da guerra innovative, fortificazioni e sistemi difensivi, nuove armi e macchine da assedio.
Non sembri strano che un pacifista vegetariano, amante degli animali, come lui si dedichi a perfezionare anche “l’arte della guerra”.
In quel periodo, la merce più richiesta dal mercato è quella delle armi e delle strutture di difesa e offesa, al cui vertice stanno le torri semoventi d’attacco alle mura dei forti e delle città assediate, le bombarde ed i cannoni.
La contraddizione è, quindi, più apparente che reale, se si tiene presente che Leonardo trascorre la vita al servizio di alcuni dei maggiori signori dell’epoca e che per molti di essi la guerra, effettivamente combattuta o soltanto preventivata, costituisce un elemento imprescindibile nella gestione del potere.

Carro falciante

Carro falciante

Non è quindi un caso se, nella celebre lettera (1482) di presentazione in cui offre i suoi servigi a Ludovico il Moro, l’artista mette in evidenza soprattutto le proprie doti di ingegnere militare e di progettista di armi.
Sulla scia della rivoluzionaria creazione delle armi da fuoco, egli riesce a perfezionare armi terrestri e navali: le competenze di cui si avvale gli permettono di aumentare il volume di fuoco e la velocità di caricamento e sparo delle bombarde, di creare nuovi proiettili ogivali, granate scoppianti,cannoni, spingarde.

Nel suo “book” non mancano macchine d’assedio, catapulte e simili.
Inoltre in Leonardo la fantasia esercita un ruolo notevole, come attestano i bellissimi ed immaginosi disegni per mazze e punte di lancia, nonché il progetto di balestra multipla per tiro in rapida successione.
Al di sotto dell’elemento fantastico emerge lo sforzo di perfezionare tecnicamente e di migliorare l’efficienza degli strumenti bellici già esistenti, sia tradizionali (armi bianche) che da fuoco.

IL CARRO ARMATO

Leonardo perfeziona l’idea della ” testuggine” elaborata dagli antichi Romani.
Infatti idea una macchina da guerra di forma circolare, con movimento autonomo delle ruote prodotto dal lavoro di uomini ed animali alloggiati all’interno.
Inoltre prevede di collocare una serie di cannoni tutti intorno alla circonferenza del carro armato.

IL CARRO FALCIANTE

Il carro falciante, lanciato contro i nemici, seminava panico e distruzione. Questo mezzo militare era trainato da cavalli. Le falci taglienti erano messe in moto dalle ruote, attraverso un sistema di ingranaggi. Leonardo propose, su questa base, innovazioni: il carro coperto e il carro a testuggine con torretta interna di avvistamento ed armato di cannoni.

Balestra gigante

Balestra gigante

LA BALESTRA GIGANTE

Non sempre le invenzioni di Leonardo avevano successo. E’ il caso della
balestra gigante, un’arma mastodontica ma decisamente poco funzionale per le operazioni militari.
Fu ideata come arma campale trasportabile, destinata probabilmente all’abbattimento di strutture murarie difensive mediante il lancio di pesanti palle di pietra.

IL SOTTOMARINO

“Uno naviglio che muovesi come affondato sotto il livello delle acque tale che,
gittandosi sotto pancia contro i natanti, puote facilmente squarciare il fasciame d’ogni galera o brigantino e affondarli.”
Si rende conto di quale terribile arma stia progettando e decide di non renderla conosciuta: … che di un numero immenso di annegati sarebbe causa quello facile speronare di navigli d’ogni stazza e possanza.”

Queste considerazioni di carattere umanitario non gli impedirono di continuare nella sua progettazione di strumenti da guerra.

Leonardo inventore. A cura di Luigi Chiesa.

Leonardo derivò le sue invenzioni dai suoi studi e generalmente si trattava di “macchine”, di cui non è dato sapere se il funzionamento fu verificato per ognuna..
Ma quando ci si attivò per ricostruirle, ci si rese conto che nella maggior parte dei casi potevano essere messe in azione.
Le macchine cui Leonardo si applicò erano finalizzate ad un utilizzo civile(inteso in senso lato), militare o puramente speculativo.leonardo inventore

Macchine finalizzate ad un utilizzo civile

In tutta l’opera di Leonardo,ideatore, disegnatore e costruttore di macchine, è evidente lo sforzo tendente a ridurre il lavoro dell’uomo, a sfruttare le fonti di energia di cui era in possesso, ad ottenere dai suoi meccanismi la maggior precisione di movimenti ed il maggior rendimento. Il suo grande sogno fu: “ far strumenti dove essa forza generar si potessi, perché con essa infiniti mondi si moverebbero”.
Questo fu il suo intendimento principe rispetto alla meccanica applicata, alla quale si dedicò in modo tale che sopravanzò i predecessori ed i contemporanei. Non tanto per le sue invenzioni, ma soprattutto per l’approccio all’analisi della macchina che viene compresa nella sua particolarità e nella sua precipua funzionalità.
Egli si sofferma nei particolari dei congegni senza dimenticare la visione d’insieme, affidandosi alla potenza espressiva del disegno. Alcune pagine dei suoi codici si direbbero fogli di officina che egli passava ai suoi artigiani, incaricati della costruzione dei meccanismi che egli progettava.
Con Leonardo, la rappresentazione grafica della macchina assume una fisionomia che prelude ai procedimenti moderni del disegno di macchine.
Inoltre riesce ad imprimere al progetto ed al disegno una tale unicità, da renderlo il precursore della meccanica tecnica. Queste sono le qualità e le peculiarità che individuano Leonardo, come “ingegnere meccanico”.
Tutte le sue macchine ne portano testimonianza.
Di seguito, con discutibile ma dichiarata discrezionalità, ne vengono presentate alcune. I problemi della locomozione hanno particolarmente attratto l’attenzione di Leonardo, egli ha studiato macchine di terra, di mare, di cielo e le ha applicate a contesti di pace e di guerra.

leonardo biciLa bicicletta
Due ruote, un asse in legno, un manubrio ed una catena che collega i pedali alla ruota posteriore: è solo uno schizzo, ma la figura (trovata nel Codice Atlantico) rinvia inequivocabilmente alla bicicletta.
Ma, ahimè, lo stile non sembra quello solito di Leonardo. Chi può aver disegnato questa incredibile prima bicicletta? Potrebbe essere stato un allievo, su indicazione del Maestro; potrebbe addirittura essere un falso, visto che risulta troppo “moderna”.
Infatti anticiperebbe di alcuni secoli l’invenzione della bicicletta, nata ufficialmente intorno al 1880.

leonardo automotoreIl carro automotore

E qui siamo ad un argomento quanto mai coinvolgente per Leonardo:
sviluppare ed accumulare sullo stesso veicolo l’energia necessaria al moto. Di questo antico progenitore delle moderne automobili ne è stato realizzato il disegno, nei minimi particolari, ma molto probabilmente non si giunse alla sua realizzazione.
Non poteva giovarsi di fonti di energia che non fossero quella dell’acqua, quella del vento, quella immagazzinata da molle,quella muscolare. Egli sfruttò con ingegnosità inusuale queste limitate fonti di energia, ma per quanto riguarda l’utilizzo del vapore come forza motrice, si “limitò” ad intuirne le potenzialità. Infatti realizzò due
apparecchi per “ misurare quanto cresca l’acqua convertendosi in aria”.
Quest’idea di carro semovente a quattro ruote e timone,azionato da un dispositivo a molle, è un progetto giovanile vinciano,databile intorno al 1478.
Si trattava di un apparato teatrale per movimentazioni sceniche; il progetto presenta due punti di interesse: l’utilizzo di un motore a molle e l’adozione di un sistema di trasmissione assimilabile al moderno differenziale, usato per le auto.

leonardo barcaLa barca a pale

Ai tempi di Leonardo, le vie di comunicazione migliori erano quelle su acqua.
Firenze e Milano erano penalizzate dalla mancanza di un collegamento diretto con il mare ed erano alla costante ricerca di una soluzione.
Leonardo era in prima fila in questo campo, con progetti di ingegneria idraulica e disegni di imbarcazioni utili agli scopi sia civili che militari.
In questa pagina si raffigura una barca a pale che sfruttava il meccanismo di propulsione dei pedali.
Questa modalità di risoluzione del problema del movimento, rendeva inutile l’azione dei tradizionali remi.

 

leonardo voloIl volo

Fin da giovane Leonardo ha la passione per quello che agli uomini sembrerebbe impedito e del quale egli vuole invece conoscere i segreti: il volo.
Gli innumerevoli appostamenti per seguire la vita e le evoluzioni degli uccelli sono stati l’inizio di un lungo ed importante studio sul volo, il presupposto per arrivare a progettare le sue favolose macchine volanti.

leonardo vite aereaLa vite aerea

Pensata tra il 1483 ed il 1486, durante il primo soggiorno a Milano, la vite aerea appartiene alla prima serie delle macchine progettate da Leonardo per il volo meccanico.
La struttura a vite avrebbe dovuto, secondo il pensiero del grande inventore, una volta azionata molto velocemente “avvitarsi” in aria ed alzarsi in volo. Il progetto è rimasto, però, un sogno non realizzato e viene comunemente indicato come “l’elicottero di Leonardo”.

leonardo girarrostoIl girarrosto
E’ un meccanismo di grande interesse soprattutto per l’uso dell’aria calda come fonte di energia. Infatti l’aria sale mettendo in moto un’elica che a sua volta aziona una puleggia che fa girare lo spiedo.
Il tutto è completamente automatico, compresa la velocità del movimento rotatorio dello spiedo che è regolata in base alla quantità di fuoco.

Il robot

Intorno al 1495, Leonardo progettò e fece costruire il primo robot umanoide della Civiltà Occidentale.
Esso costituiva lo sviluppo dei suoi precedenti studi di anatomia e cinetica; presentava l’aspetto di un cavaliere italo-tedesco, si alzava, agitava le mani e girava la testa grazie ad un collo flessibile.
Poteva inoltre aprire e chiudere la mascella.

Leonardo scienziato. A cura di Luigi Chiesa.

Possiamo considerare Leonardo come un precursore degli scienziati moderni.  Infatti egli, unendo la pratica alla teoria, anticipò il loro metodo di indagine. Si interessò soprattutto di queste “discipline”:

  • anatomia
  • astrologia
  • botanica
  • fisiologia
  • geografia
  • idraulica
  • geologia
  • matematica
  • ottica
  • statica
  • zoologia .

leonardo scienziato

I CODICI

Per capire Leonardo scienziato ed inventore, dobbiamo fare riferimento ai Codici.
Con questo termine si indicano i suoi manoscritti che furono ereditati dal suo discepolo più fidato:
Francesco Melzi.  Ma andarono dispersi.

Solamente grazie all’impegno di Pompeo Leoni, scultore che ben conosceva il genio dell’artista
toscano, dalla seconda metà del ‘500, fu iniziata la ricerca metodica degli scritti del Maestro.

I Codici sono da ritenersi uno sguardo straordinario dentro Leonardo, nella sua mente, nella sua vita e nelle sue emozioni.

Evidente e giustificata è, quindi, la grande importanza che viene riconosciuta a questi scritti.

 

ANATOMIA  E  FISIOLOGIA

Leonardo era convinto che, per un artista, lo studio dell’anatomia doveva essere assolutamente necessario per rappresentare come si doveva la figura umana. Egli può essere considerato il fondatore dell’anatomia descrittiva moderna e le innovazioni da lui avanzate consistono:

  • nel corredare le figure di didascalie descrittive ed esplicative;
  • nel disegnare una stessa parte da diversi punti di vista per avere un’immagine tridimensionale completa;
  • nell’utilizzo delle sezioni per analizzare l’interno degli organi.

Leonardo studia l’anatomia per conoscere la struttura degli organi, ma il suo fine ultimo è arrivare a comprendere le funzioni delle varie parti del corpo.

 I suoi studi di fisiologia riguardarono: leonado anatomia

      l’apparato muscolare

      il cuore

      l’apparato respiratorio

      l’apparato riproduttivo

      l’apparato digerente

 leonardo scheletro

GEOGRAFIA

Leonardo studia soprattutto città, montagne e corsi d’acqua della Lombardia e della Toscana.
In Lombardia esplora le zone circostanti il lago di Como; suggerisce degli itinerari nelle Prealpi bresciane e bergamasche.
In Toscana si sofferma particolarmente sul fiume Arno e sulla sua valle.
Egli realizza spettacolari planimetrie e cartine secondo la veduta aerea detta “a volo d’uccello”, tipica delle carte di Leonardo, una rappresentazione a metà tra l’immagine e la pianta.

Talvolta nelle cartine per gli itinerari usa una scala di riferimento per segnalare le distanze tra le località. Questo è considerato il primo tentativo verso lo sviluppo della cartografia moderna.

GEOLOGIA

Minuziosi disegni ed appunti descrivono:

– il processo di stratificazione delle rocce;
– il modellamento della crosta terrestre per effetto dell’acqua in tutte le sue forme;
– la diversa natura (argillosa, sabbiosa…) degli strati che costituiscono le montagne;
– i fossili considerati antichi organismi viventi nei mari che un tempo coprivano le montagne.

L’intuizione innovativa di Leonardo è consistita nell’aver osservato che gli strati fossili dovevano
essersi formati in tempi differenti permettendo di riconoscere diversi “cicli degli anni”:su tale concetto si baserà in seguito la distinzione tra ere geologiche.

ASTRONOMIA

Leonardo non può essere considerato astronomo nel senso comune della parola, non fu tuttavia neppure estraneo all’indagine ed alla riflessione circa qualche particolare problema della scienza astronomica.
Grande interesse suscitano in lui i riflessi di luce tra i corpi celesti.
Dimostra che l’alone luminoso che si vede attorno al bordo della luna nuova non è un’emanazione autonoma di luce lunare ma è prodotto dal riflesso dei mari terrestri sulla luna.

GEOMETRIA

Leonardo è affascinato da alcuni problemi geometrici che risalgono all’antichità classica ed è convinto che la geometria contenga la chiave per interpretare la natura.

MATEMATICA

Durante il periodo trascorso a Milano, Leonardo diviene amico del celebre matematico Luca Pacioli il quale gli fa conoscere gli studi di matematica di Euclide ed Archimede.
Nel 1967 alcuni studiosi notarono un disegno di Leonardo nel Codice di Madrid che poteva essere interpretato come una macchina da calcolo.

STATICA

Leonardo si occupa dello studio

– dei pesi;
– della resistenza delle travi;
– della resistenza dei fili metallici sottoposti a trazione.

OTTICA

Leonardo è spinto a studiare l’ottica

– per completare gli studi di anatomia e fisiologia;
– per supportare la sua attività di pittore e di studioso della prospettiva.

Analizza molti fenomeni legati alla visione dell’uomo:

– la visibilità dei corpi in relazione alla distanza;
– la persistenza delle immagini;
– le variazioni del diametro della pupilla in diverse condizioni di luminosità;
– la formazione delle ombre e delle penombre;
– la possibilità di correggere i difetti della vista con lenti.

I suoi studi di ottica sono molto innovativi. Il suo notevole interesse per l’ottica è dovutonal fatto che combinando la conoscenza della vista umana e della prospettiva, un artista poteva porsi come interprete tra natura ed arte.

IDRAULICA

Leonardo studia in maniera approfondita i moti delle acque cercando di spiegare alcuni fenomeni che si verificano mentre un fiume scorre nel proprio alveo.
Si occupò anche di idraulica militare: lo studio di allagamenti sbarrando l’Isonzo e deviando l’ Arno.
Gli studi di idraulica di Leonardo rappresentano la prima enunciazione dei principi fondamentali dell’idrodinamica (studio dei moti dell’acqua).

Z O O L O G I A

Leonardo effettuò moltissime dissezioni di animali, con l’intento principale di migliorare la conoscenza dell’anatomia e della fisiologia umana.
Molti furono gli animali presi in esame, di piccola e grande taglia: dal gatto al cavallo; dalla rondine all’orso.
Applicò il suo interesse anche nell’anatomia comparata.

Le conclusioni dei suoi studi sono:
– gli animali hanno i sensi più sviluppati dell’uomo (i felini hanno olfatto e vista molto acuta); i rapaci, hanno una vista straordinaria;
– gli uomini e gli animali sono simili,ma solamente gli uomini possono agire sul mondo circostante;
– giunse a considerare uomini ed animali soggetti alle stesse leggi di natura, in contrasto con la credenza dei suoi contemporanei che ponevano l’uomo al centro dell’universo.

Il lavoro di studio più approfondito è rivolto al “volo”.

Per quanto riguarda il volo degli uccelli, Egli analizza l’anatomia dell’ala, la disposizione delle penne, il comportamento degli uccelli in volo e capisce che il fattore principale che permette il volo è l’interazione aria-ala.
Estende i suoi studi anche al volo di insetti quali la libellula,la mosca.
E’ interessato anche al volo dei pipistrelli e del pesce rondine, che prenderà a modello quando progetterà strutture di ali artificiali.

 

 

Leonardo e la città ideale. A cura di Luigi Chiesa.

leonardo la città ideale2Verso il 1486, in seguito alla pestilenza che ucciderà a Milano 50.000 persone (la metà della popolazione), Leonardo Da Vinci inizia ad occuparsi di problemi urbanistici.
Seguendo una “moda” tipica del Rinascimento, egli prese ad elaborare un progetto di “città ideale” che però, a causa degli eccessivi costi, rimarrà irrealizzato.

Questa città sarebbe dovuta sorgere lungo le rive del Ticino (vicino a Vigevano) al fine di assicurare il trasporto delle merci e la perfetta igiene dei luoghi.

Leonardo voleva una città comoda e spaziosa, ben ordinata non solo nelle strade, ma anche nelle sistemazioni architettoniche, con “alte e fortissime mura”, con “torri e merli d’ogni necessaria e piacevole bellezza”, con “la sublimità e magnificenza de’ sacrati templi”, con “la conveniente composizione de’ privati abituri”.

L’immagine leonardesca di città abbandona completamente il modello medievale, con le sue vie tortuose, le case ammassate le une alle altre, le abitazioni sovraffollate…

leonardo la città idealeLa “città ideale” doveva essere “moderna”, “borghese”, “razionale”…Andava costruita su più piani, ognuno indipendente dall’altro, ma tra loro comunicanti mediante scalinate.

Mentre nel “piano alto” nobiltà e borghesia agiata potevano passeggiare indisturbate tra palazzi, strade e luoghi adeguati al loro vivere, al “piano basso” invece si concentravano i servizi e le varie attività, i commerci, il passaggio per carri e bestie, le botteghe artigiane, il lavoro degli operai.

La larghezza delle strade doveva eguagliare quella media delle case adiacenti.

Sotto questi due piani si trovavano canali navigabili, regolati dachiuse e conche che avrebbero dovuto facilitare la navigazione interna e il trasporto delle merci.

Ovviamente oggi avremmo da ridire su questa divisione della città a livello sia architettonico che umano. Infatti la vera originalità del progetto non stava in questo, ma in altri due aspetti:

  • nella fusione di architettura, meccanica e idraulica;
  • nell’idea che la bellezza della città doveva essere sinonimo di “funzionalità”, frutto dell’apporto delle scienze matematiche e meccaniche.

E’ per queste ragioni che con Leonardo viene a consolidarsi l’immagine dell’urbanista moderno.

Egli anticipò talmente i tempi che la sua idea di costruire gli edifici a torre, sfruttando al massimo gli spazi interni e diponendo le rampe di scale all’esterno, fornendo altresì a ciascun piano un accesso separato, troverà adeguata realizzazione solo negli anni ’20 e ’30, con la nascita del “movimento moderno”.

 

Leonardo urbanista. A cura di Luigi Chiesa.

Leonardo dal 1482 è a Milano come incaricato di Lorenzo de’ Medici per consegnare al duca Ludovico Sforza un raffinato strumento musicale, una lira a forma di testa di cavallo e per proporgli i suoi servigi.
Al suo arrivo trova una città caotica e carica di ribollente alacrità.
A poco a poco riesce a conquistarsi la fiducia del suo mecenate, questo gli permette di proporre la ristrutturazione dell’intero impianto idrico della città che lo ospita. L’idea era quella di ripristinare le fogne alla cui manutenzione non si pensava più da secoli.
La complessità ed i costi di questa operazione, dissuasero il duca Ludovico il Moro dal procedere nell’opera.
Successe che i ratti che le abitavano diffusero la peste in tutta la città. (1485) Leonardo rimase colpito da questa pestilenza e si propose di indicare alcuni accorgimenti che tutelassero l’igiene ed il benessere della popolazione.
Per questo suggerì il decentramento dell’aggregato urbano con la costruzione di nuclei abitati nelle campagne circostanti la città .
Qui doveva alloggiare la “poveraglia” che ammassata “a similitudine di capre” nei quartieri poveri della città, costituiva un continuo pericolo per la sanità pubblica.
Ottenuto in tal modo lo sfollamento della città, questa è immaginata da Leonardo come disposta a scacchiera entro un fascio allargato a fuso di vie principali di attraversamento, avente per asse un “canale maggiore” a deflusso rapido “acciò che non corompessi l’aria della città”, affiancato
da minori canali. Grandi vie trasversali segnano poi i confini di separazione di quartieri distinti, in cui han da vivere gli artigiani, i mercanti, i “gentili omini” ai quali è aperto l’adito alla dimora principesca.
Tale schema urbanistico risponde ad idee ben radicate nella mente di Leonardo, infatti vi insiste allorché traccia i progetti per Ludovico il Moro ma vi ritorna più tardi per un disegno di riforma ideale dell’abitato di Firenze.

leonardo urbanistaLa presenza e l’attraversamento di una via fluviale importante sembra al Maestro necessaria non solo per l’economia dei traffici, ma anche e vieppiù per i servizi igienici. Egli pensa alla possibilità di ottenere, per mezzo di chiuse e di mulini disposti all’ingresso in città dei canali, efficaci lavaggi delle sedi stradali ed un completo smaltimento dei rifiuti.
Per riuscire a questo i canali si troveranno ad un livello inferiore rispetto alle strade “basse” aperte al passaggio dei “cari ed altre some ad uso e comodità del popolo”, in modo da poter immettere direttamente negli scantinati e nei locali di raccolta dei rifiuti, giacchè Leonardo vuole “ che né canali niente si gitti, e vadino essi canali direto alle case”, là dove esse aprono gli accoglienti loro portici.
Questa idea fa parte di una progettazione più ampia riguardante una città ideale di cui disegna vari particolari che uniti danno corpo a come poteva presentarsi tale città se fosse stata costruita.
basse al commercio ed al trasporto delle merci. Ampie e ben arieggiate erano anche le strade sottostanti il palazzo, destinate al traffico degli animali e del commercio.
La superiore armonia di un siffatto ambiente urbano risulta utopistica solo per il ricollegamento al tempo ed alla società storica che ebbe la fortuna di dare occasione ad immaginazioni tanto sublimi.
Le sue progettazioni non furono capite ma oggi, a noi, è dato di cogliere tutta la preveggenza presente nelle idee di Leonardo.
La separazione del traffico in sedi stradali distinte, di sfollamento degli aggregati urbani, di proporzionalità tra la larghezza delle strade e l’altezza delle case, di unificazione degli impianti igienici, di rapporti tra caseggiato e aerazione, fra ambiente abitato e zone di respiro.
La città di Leonardo risulta essere, in definitiva, come un nucleo dello spirito: la più alta espressione della civiltà del Rinascimento.

Leonardo architetto. A cura di Luigi Chiesa.

 leonardo architettoLeonardo, solamente in pochissimi casi affrontò i problemi concreti relativi alla costruzione di edifici.
Va, piuttosto, considerato un teorico dell’architettura: egli ha disegnato, ha lasciato schizzi, appunti.
La sua ricerca era mossa dall’irresistibile bisogno creativo della fantasia, eccitato da quella curiosità scientifica che troviamo sempre alla base di ogni sua attività.
Il Maestro si dedicò ad elaborare bozzetti di chiese, di palazzi nobili; non mancò di cimentarsi in opere di ingegneria militare, quali bastioni e rocche.
Leonardo si applicò anche all’ingegneria civile, famosi sono i suoi studifinalizzati alla realizzazione  del Ponte di Galata “largo 40 braccia, alto dall’acqua braccia 70, lungo braccia 600, cioè 400 sopra il mare e 200 posa in terra, facendo di sé spalle a sé medesimo”.
Il ponte è quindi costituito da un’unica campata lunga 240 metri, con spalle a terra di 60 metri, 23 metri di larghezza e 40 sul livello dell’acqua.
leonardo architetto2Quindi una lunghezza totale di 360 metri.
Aggiunse poi, come rinforzo della struttura ad arco del ponte, due elementi ad arco obliqui.
Il ponte avrebbe retto? Se Leonardo l’avesse costruito avrebbe dovuto avere a disposizione una tecnologia molto avanzata e cognizioni a lui inattingibili.

Comunque il sultano Bayazid II ritenne irrealizzabile quest’opera e rinunciò.
Leonardo l’aveva proposta giocandosi la testa, con lettera datata 1502. Era destinato a collegare le due rive dell’attuale Istanbul, sul Bosforo in Turchia.

 

In Norvegia, nel 2002, è stato ultimato un ponte progettato seguendo gli studi di Leonardo e basandosi proprio su quel modello.
Ebbene, il ponte regge anche alle spinte del vento!    Magico Leonardo…

Leonardo nel suo tempo.A cura di Luigi Chiesa.

Vediamo cosa succede durante la vita di Leonardo Da Vinci.

  • 1434 Inizia la dominazione dei Medici a Firenze
  • 1450 Nel governo di Milano gli Sforza sostituiscono i Visconti
  • 1452 Leonardo nasce a Vinci il 15 aprile, figlio del notaio ser Piero da Vinci e di Caterina, una giovane contadina.
  • 1453 I turchi conquistano Contastinopoli, l’odierna Istanbul
  • 1455 Gutemberg stampa la Bibbia con una nuova tecnica tipografica
  • 1469 Leonardo si reca a Firenze dove va a bottega del pittore e scultore Andrea del Verrocchio.
  • 1472 Diventa membro della corporazione dei pittori; negli anni successivi aiuta il Verrocchio.
  • 1480 Ludovico Sforza detto il Moro diventa reggente a Milano
  • 1482 Va a Milano, come ambasciatore di Lorenzo de’ Medici e si propone a a Ludovico il Moro come “so fare di tutto ed anche di più”.   Fatica a far breccia alla corte di Ludovico, ma nei vent’anni di permanenza riesce a convincere delle sue molteplici capacità anche i più scettici e pure i detrattori.
  • 1492 Cristoforo Colombo scopre l’America.  A Vigevano si inizia l’edificazione di Piazza Ducale, sotto la direzione di Donato Bramante e con la supervisione dello stesso Leonardo.
  • 1500 I francesi conquistano Milano, Ludovico il Moro viene cacciato.  Già l’anno prima – 1499 – Leonardo aveva fatto ritorno a Firenze.
  • 14991503 Va di corte in corte, per i principati del nord Italia
  • 15031506 E’ a Firenze comincia la Gioconda e si applica inutilmente alla realizzazione del dipinto monumentale La Battaglia di Anghiari
  • 1506 Il governatore francese Charles d’Amboise lo richiede a Milano
  • 1512 Copernico elabora ed espone la teoria eliocentrica
  • 1516 Leonardo, a Roma da alcuni anni, viene invitato in Francia dal re Francesco I. Si stabilisce a Cluox, il re risiede ad Amboise, poco distante.
  • 1519 E’ il 2 maggio, quando Leonardo esala l’ultimo respiro.

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La Storia del Mondo continua, anche senza Leonardo vivo, a dimostrazione che nessuno è indispensabile. Resta il fatto che non è dato sapere chi fosse il compagno di giochi di Leonardo in quel di Vinci, mentre di lui è rimasta memoria per secoli.

Leonardo musicista, costumista e scenografo. A cura di Luigi Chiesa.

All’età di trent’ anni capita a Leonardo un’occasione straordinaria: nel 1482 va a Milano come ambasciatore culturale della Signoria fiorentina, incaricato da Lorenzo de’ Medici di consegnare al duca Ludovico Sforza un raffinato strumento musicale, una lira a forma di testa di cavallo, costruita dallo stesso giovane Leonardo.
Egli, però, intende trasferirsi a Milano e presenta al duca Ludovico una lettera che documenta le sue competenze e la straordinaria vastità degli interessi che lo muovono.
Benché avesse privilegiato, nel “curriculum” presentato, le sue capacità di ingegnere militare non disdegnò affatto di impegnarsi come scenografo e musico nell’organizzazione dei festeggiamenti delle nozze di Gian Galeazzo con Isabella d’Aragona (1489), di Ludovico con Beatrice d’Este (1491) e di Bianca Maria con l’imperatore Massimiliano (1493).
Nel primo caso i festeggiamenti, ricordati dalle fonti come fatti memorabili con il nome di “Festa del Paradiso a laude della duchessa di Milano.”
Leonardo si occupò, quindi, anche di meccanismi teatrali – lui poeta della meccanica – di stoffe, di colori e di danze e nell’arte di allestire spettacoli di magia scenica fu, manco a dirlo, inarrivabile.
L’esibizione del famoso “leone meccanico” che compiva più di venti movimenti diversi, terrorizzò con le sue evoluzioni tutta la platea. Fu ideato per la trionfale accoglienza a Pavia di re Francesco I di Francia (1515): “un leone meccanico che fa molti passi, poi si apre il petto e lo mostra pieno di gigli”.

Leonardo bozzettista. A cura di Luigi Chiesa.

leonardo bozzettista2La curiosità fu lo stimolo che animò Leonardo per tutta la vita: verso le persone, gli animali,
le piante; verso i fenomeni naturali e gli astri del cielo.

Curiosità e passione; passione e studio; studio ed applicazione. Senza limiti di tempo!
Ore, giorni passati interi a guardare il mondo che lo circondava, prendendo appunti e disegnando, facendo schizzi ovunque ci fosse spazio per lasciare un segno.
Tante idee riportate sui fogli dove c’era posto: questo sono le pagine dei Codici di Leonardo . Bisogna pensare che allora la carta era un bene prezioso e non se ne poteva sprecare neanche un angolo. Inoltre, a Leonardo le idee sono spesso venivano di getto, all’improvviso, e per non perderle aveva preso l’abitudine di appuntarle dove capitava: l’importante era fermarle su carta.
Per questo abbiamo trovato sui suoi fogli appunti di genere diverso, con considerazioni personali accanto a raffinati disegni.

Quella che più di ogni altra cosa influì sulla formazione di Leonardo fu la n a t u r a.
Fin da bambino imparò a guardarsi attorno, a seguire i ritmi e la varietà della campagna circostante, scoprendo ogni giorno cose nuove.
leonardo bozzettistaLe sue osservazioni sulle tante piante che incontrava nell’immensa campagna fiorentina, gli permetteranno, tanti anni dopo, di dipingere i paesaggi naturali con la competenza di un esperto botanico, disegnando foglie, fiori e frutti con un’ incredibile precisione.
Negli anni della sua vita a Vinci, Leonardo sviluppò un gusto per l’osservazione così forte ed intenso da caratterizzare tutto il suo futuro lavoro artistico.
Gli studi di piante, fiori ed animali furono indispensabili per la pittura di Leonardo: da vero esperto di botanica ha dipinto, nelle sue opere, con grande accuratezza fiori, erbe, alberi ed arbusti. Allo stesso modo prestò attenzione ad ogni movimento ed a ogni particolare del corpo degli animali e ciò lo ha portato a disegnare cavalli meravigliosi, ermellini, draghi e tante altre figure con una veridicità impressionante.
Tra le sue carte troviamo anche schizzi di paesaggi, famoso è quello della valle dell’Arno, disegnato nel 1473 con penna ed inchiostro, e illustrazioni di fenomeni naturali come il “temporale su una valle montana”.

Per conoscere “dal vero”, come lui diceva, i segreti della natura umana si dedicò all’anatomia e gli studi che fece diedero una svolta non solo alla pittura ma anche alla rappresentazione scientifica del corpo umano.
Ogni suo dipinto era studiato nei minimi particolari e meticolosamente elaborava schizzi e disegni preparatori.
Osservare, studiare e poi ragionare con la propria testa, cercando di carpire i segreti alla natura: ecco il segreto del giovane artista prima e del rinomato pittore poi.
Egli, cresciuto in un piccolo centro, libero ed in continuo contatto con la natura ha potuto conoscere il mondo attraverso l’azione, mettendo in secondo piano la cultura teorica. Questo “habitus mentale” lo accompagnerà per tutta la vita.

Leonardo, pittore e paesaggista. A cura di Luigi Chiesa.

Leonardo fu un disegnatore instancabile.
I dipinti che completò,mai soddisfatto del proprio lavoro, non furono però molti.
Invece, disegni, schizzi, bozzetti sono giunti fino a noi in numero consistente. La qualità del lavoro a matita è ineccepibile. Egli fu in grado di riprodurre fedelmente e felicemente ogni particolare della realtà.
Le figure di Leonardo sono dotate di una vivacità e di una vitalità senza precedenti. Egli voleva riprodurre la natura nel modo più scientifico possibile, ma la sua ineguagliabile tecnica pittorica conferisce ai suoi soggetti una sorprendente bellezza.
La pittura, per Leonardo, fa sentire la presenza di un’anima, fa percepire la vita e la forza della natura.
Le sue sono opere straordinarie anche perchè egli aveva ideato un nuovo modo di dipingere che trasmetteva alle sue figure “moto e fiato”.

Gli studiosi sono concordi nel sostenere che se “il paesaggio” non fu invenzione di Leonardo da Vinci, certamente nessun pittore, prima di lui e dopo di lui, ebbe la capacità di trasfigurare le atmosfere della natura nella realtà pittorica in un modo paragonabile.
Il paesaggio, nei dipinti del Maestro, è così ben “inserito nel quadro” da risultare un soggetto, al pari delle persone raffigurate. Egli rappresenta paesaggi di cui ha studiato le origini geologiche e le trasformazioni di colori legate
ai cambiamenti atmosferici ed alla “pesantezza” dell’aria.
Per quanto riguarda la collocazione di piante ed arbusti, come qualunque piccolo elemento vegetale, sono collocati nel giusto habitat naturale.
Per questo i suoi paesaggi risultano ai nostri occhi così “veri”e altrettanto “vivi”. Egli ha “vissuto” il paesaggio in modo scientifico ed in modo esperienziale. Si è fatto paesaggio egli stesso, poi ha dipinto.
Inoltre, Leonardo sosteneva che anche nei corpi inanimati ( le rocce, le montagne, l’acqua, gli alberi, l’aria) c’è una virtù spirituale, una potenza invisibile che li rende simili a quelli viventi. Ed è, forse, per questa sua convinzione che le “sue rocce” ci trasmettono una sensazione di vitale “possanza”.
Si può dire che Leonardo pensò da scienziato ed operò da artista.

Un altro elemento di novità è l’uso che egli fa dello “sfumato”; un espediente tecnico consistente in delicati passaggi successivi di colore, steso con maestria impareggiabile, che conferiscono all’immagine una profondità ed una luminosità totalmente nuove.

leonardo annunciazioneANNUNCIAZIONE
(1470 – 1475) 98 x 217 cm. – olio e tempera su tavola – Galleria degli Uffizi – Firenze

Il dipinto fu commissionato dal convento di San Bartolomeo di Monteoliveto. E’ opera di Leonardo e della bottega del Verrocchio. Presenta diversi livelli di qualità con dettagli talvolta differenti. Alcune architetture sono riconducibili alla mano dell’artista, invece i particolari del porto con i profili delle navi sono stati eseguiti certamente da lui. Molti hanno notato il difetto anatomico della vergine: il suo braccio destro è in una posizione anatomicamente difettosa in quanto per raggiungere l’angolo del libro sul leggio è stato allungato e piegato in modo non naturale.

Al centro del dipinto, nel paesaggio, è utilizzata la tecnica di velatura per simulare la profondità. Questa tecnica è caratteristica di Leonardo. Leonardo lavorò a quest’opera prima di partire per Milano nel 1482.
La “sua mano” è certamente riconoscibile nell’attenzione minuziosa con cui sono resi i panneggi delle due figure. Ma soprattutto il suo intervento si distingue nella concezione d’insieme della scena e nella gestualità trattenuta dei due personaggi. Le teste reclinate in avanti l’una verso l’altra stabiliscono il dialogo silenzioso tra l’Arcangelo
e la Vergine.

leonardo ginevraRITRATTO DI GINEVRA BENCI

(1474 – 1476) 38,8 x 36,7 cm. – tempera ed olio su tavola – fronte e retro – National Gallery of Art, Washington

C’è la possibilità che la tavola sia stata tagliata, subendo l’asportazione della parte inferiore del busto; è stato dipinto in occasione delle nozze di Ginevra con Luigi di Bernardo di Lapo Piccolini. La donna è ripresa con tutto il suo chiarore diafano, contro un ginepro fortemente in controluce. Leonardo ha usato le dita per sfumare il colore del volto, lasciando così sulla tavola le sue impronte digitali. Anche il retro della tavola è dipinto.

Lo stendardo recita: “VIRTUTEM FORMA DECORAT” “ LA BELLEZZA ORNA LA VIRTU’ “

E’ il primo ritratto eseguito da Leonardo, il dipinto potrebbe risalire al 1474 oppure agli anni Immediatamente successivi. La consistenza diafana dell’immagine ritratta è sottolineata anche dal particolare quasi impercettibile del velo trasparente chiuso alla base del collo. In accordo con la sensibilità atmosferica che viene maturando, Leonardo introduce nella rappresentazione la sottile vibrazione delle superfici: dalle morbide volute dei riccioli che incorniciano il volto, fino agli alberi in lontananza che si riflettono nello specchio d’acqua.

leonardo vergineVERGINE DELLE ROCCE

(1483 – 1486) 189,5 x 120 cm. Olio su tavola – Museo del Louvre, Parigi. Fu commissionato il 25 aprile 1483 dai fratelli de Predis.

Di questo quadro esistono due versioni, la seconda delle quali è conservata a Londra. Negli squarci di paesaggi, carichi di sottili e misteriose risonanze, che si può facilmente avvertire la suggestione della pittura leonardesca: nel magico sfondo roccioso si avverte la stessa inquietante vita spirituale che definisce il volto sensibilissimo della Vergine. Leonardo concepisce una scena ricca di complesse implicazioni simboliche, a cominciare dall’ambientazione in un paesaggio roccioso, attraversato da corsi d’acqua che si perdono nella distanza.
In questo scenario, creato dalle stratificazioni geologiche in cui le figure sono immerse,circondate da una vegetazione rigogliosa, la cavità oscura della grotta si schiude a suggerire l’idea del mistero della natura e dell’origine della vita.

leonardo madonnaMADONNA DEL GAROFANO

(1470 – 1473) 62 x 47,5 cm. – olio su tavola – Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

L’attribuzione a Leonardo di questa tavola conservata a Monaco è relativamente recente. Si basa su considerazioni tecniche e valuta le affinità esistenti con altre opere dell’autore dello stesso periodo, come l’Annunciazione. La Madonna presenta analogie nella testa e nel trattamento del ricco panneggio. Comunque storicamente è stata impostata dallo stesso Verrocchio, e poi forse affidata ai giovani allievi, tra i quali probabilmente c’era anche Leonardo. La raffinatezza dei dettagli contraddistingue l’intera composizione, a partire dai ricercati accostamenti cromatici delle vesti, passando per i riflessi della spilla incorniciata di perle ed il gesto elegante della mano che porge il garofano rosso intenso.
La figura della Madonna si iscrive fra le due finestre, oltre le quali la vista spazia su un vasto paesaggio.

leonardo cenacoloIL CENACOLO

(1494 – 1498) 460 x 880 cm – dipinto murale con tempera ed olio – Santa Maria delle Grazie, Milano

L’ultima cena (detta anche Il Cenacolo) è un dipinto a tempera e olio su due strati di  preparazione gessosa, stesi su intonaco. Il Cenacolo è il più grande tra i dipinti di Leonardo ed il suo unico affresco sopravvissuto. Viene rappresentata l’istituzione dell’ Eucaristia nel momento in cui Cristo pronuncia la frase: “Uno di voi mi tradirà”. Già pochi anni dopo che fu terminato, questo dipinto cominciò a deperire rapidamente a causa della tecnica inconsueta e delle infiltrazioni di umidità nella parete. Nella speranza di salvare la preziosa opera, i restauri si succedettero nel corso dei secoli. L’ultimo iniziò nel 1977 ed è durato 20 anni. Ora , gruppi di 25 persone ogni 15 minuti possono visitare il nuovo “Cenacolo “ di Leonardo. Alle persone raffigurate manca la parola!
Questo dipinto è la dimostrazione della capacità di Leonardo di conferire alle figure la capacità di esprimere, attraverso gli atteggiamenti,con le posizioni delle mani e le espressioni del volto, vale a dire “co’ le membra” il contenuto del loro pensiero, ovvero “il concetto della mente loro”.

leonardo sant'annaSANT’ANNA, LA VERGINE E IL BAMBINO CON L’AGNELLO

(1508 – 1510) 168 x 130 cm. – olio su tavola – Museo del Louvre (Parigi)

Fu commissionato a Leonardo all’inizio del 1500 per l’altar maggiore della SS. Annunziata a Firenze. Nel 1501 il cartone del dipinto fu esposto al pubblico suscitando un vero entusiasmo. Soltanto nel 1510 e con la collaborazione degli allievi, Leonardo tradusse in pittura il cartone, ma il dipinto non fu mai spedito a Firenze, e fu portato da Leonardo in Francia. Questo dipinto rappresenta la soluzione a cui Leonardo giunge dopo un lungo processo di elaborazione grafica.
L’interazione degli sguardi e dei gesti circola fra le figure e sembra propagarsi come un’eco partendo da sant’Anna, che abbassa gli occhi verso la Madonna, la quale si sporge per portare a sé il Bambino, che volgendosi indietro, ricambia lo sguardo della madre, mentre ne replica il gesto delle braccia stringendo nelle mani le orecchie dell’agnellino. Sul volto dei tre personaggi il sorriso appena accennato, accompagna lo scambio intenso degli sguardi.

leonardo giocondaLA GIOCONDA

(1503 -1514) 77 x 53 cm – olio su legno di pioppo – Museo del Louvre (Parigi)

Questo dipinto è uno dei più celebri al mondo, è identificato ormai tradizionalmente col ritratto di Monna Lisa del Giocondo e iniziato a Firenze intorno al 1503. Leonardo tuttavia non consegnò mai l’opera al committente e la portò con sé in Francia, considerandola tra le cose più care. L’opera è l’esito finale di una elaborazione iniziata nei primi anni del 500 e protrattasi fino all’ultimo periodo della vita del maestro: fu un processo di progressivo completamento. Il dipinto diventa un’immagine cumulativa in cui si stratificano i significati e le conoscenze,
in analogia con la tecnica utilizzata da Leonardo che consiste nella sovrapposizione di strati sottilissimi di vernice sulla superficie pittorica. Il risultato ottenuto, per trasparenze e sfumature indefinibili, rispecchia chiaramente i lunghi tempi d’esecuzione congeniali a Leonardo e rivela la sua inclinazione più che al “non finito”, al “mai finito”.

leonardo ermellinoDAMA CON L’ERMELLINO (RITRATTO DI CECILIA GALLERANI)

(1488 – 1490) 54,8 x 40,3 cm – olio su tavola – Czartoryski Muzeum, Cracovia

Commissionata a Leonardo da Ludovico il Moro, il dipinto ritrae Cecilia Gallerani una dama di corte che si distingueva per le sue doti intellettuali, coltivava la musica, la filosofia e la letteratura. Qui appare nell’atto di voltarsi verso destra per attraversare con lo sguardo lo spazio del quadro, accennando forse un saluto con gli occhi che si illuminano e le labbra che si increspano impercettibilmente. Sorprendente è la capacità di Leonardo di cogliere la spontaneità dell’atteggiamento e la mobilità dell’espressione. L’ermellino, con il candore del suo manto, allude alla nobiltà d’animo del personaggio femminile ritratto: Leonardo aveva compilato un elenco di animali ed a ognuno associava una o più caratteristiche morali. L’ermellino rimandava alla moderazione, alla gentilezza, alla nobiltà d’animo.