Addio notti in bianco

Addormentarsi con facilita’ e riposare per tutta la notte non e’ certo la norma per gran parte dei bambini. In alcuni casi e’ possibile parlare di problemi legati al sonno, in altri e’necessario verificare se ci sono abitudini sbagliate che portano i piccoli ad agitarsi e a fare capricci.Nella prima infanzia e’ abbastanza frequente che il piccolo non riesca a lasciarsi andare nel momento di passaggio tra la veglia e il sonno e che questo fomenti paure ed ansie mentre è solo nel suo lettino. Cio’ lo induce a impuntarsi per non andare a dormire e rimandare il più possibile quel ”brutto” momento. Un consiglio valido, pur nella sua estrema semplicita’, e’ quello di utilizzare il dialogo e il confronto, mantenendo in ogni caso una discreta fermezza. Passare un po’ di tempo con lui mentre si assopisce, raccontare una favola e dargli un morbido orsacchiotto da abbracciare che sostituisca la presenza del genitore sono semplici ma efficaci ”trucchi” che lo aiutano a distendersi.

PER SAPERNE DI PIU’

Per approfondire questi argomenti, un libro interessante e di facile lettura e’ ”Dormi, bambino, dormi – Guida rapida al sonno dei bambini” di Estivill Eduard – Feltrinelli, che insegna ai genitori come disciplinare il sonno dei loro figli sin dalla prima infanzia in modo naturale e concreto.

E’ bene anche rendere la sua stanza il piu’ possibile idonea alle ore notturne: una piccola luce che non lasci il bambino nell’oscurita’ totale e che lo aiuti ad orientarsi nei possibili risvegli e’ un piccolo ma pratico espediente per tranquillizzarlo. Inoltre, e’ importante stabilire delle regole: non addormentarsi sul divano o nel letto di mamma e papa’, osservare gli orari e avere un piccolo rituale da seguire ed eseguire, come ad esempio bere una tisana, lavarsi con calma i denti, dire le preghiere. Questi atteggiamenti predispongono mentalmente il bambino a rilassarsi e ad abituarsi gradualmente al momento di andare sotto le coperte. Se, invece, durante la notte continua a svegliarsi e vuole venire nel lettone, ricordate che non bisogna mai incentivare questa cattiva abitudine, estremamente dura poi da eliminare. Anche se la stanchezza e’ tanta occorre riaccompagnarlo nel suo letto, rassicurarlo e fargli con pazienza capire, soprattutto se ha superato i tre anni, che e’ giusto che lui dorma per conto suo. Anche incentivarlo con piccole ricompense puo’ essere un incoraggiamento utile per trattenerlo nella sua stanza: qualche sacrificio e’ pur sempre accettabile se c’e’ un premio in palio! Se invece ci sono stati dei cambiamenti importanti nella sua vita, quali una nuova abitazione, l’inserimento alla scuola materna o un periodo di tensione tra i genitori (avvertita inequivocabilmente dal piccolo) e’ possibile che il sonno diventi difficile da conquistare ed e’ buona norma avvisare il pediatra che ci consigliera’ quale trattamento seguire.