Letture consigliate…

LE TRE F
Come mezzi di comunicazione
nella prima infanzia

Le Tre F raccoglie le storie più belle ideate “sul campo” ed interpretate all’interno del nostro nido, quelle che nel corso degli anni sono sempre state riproposte con successo.
Le Tre f, con tante immagini a colori e materiale di lavoro è diretta a tutti coloro che reputano la fantasia un mezzo di comunicazione che ha la facoltà di “entrare” nel mondo dei più piccoli.
Questo libro, promuove la comunicazione efficace per la prima infanzia e rappresenta un ricco strumento operativo perchè nasce dalla nostra esperienza diretta.
Tutti i racconti presenti nel libro non sono solo stati proposti ai bambini sotto forma di lettura, ma i personaggi delle storie sono stati impersonificati dai bimbi stessi attraverso una partecipazione attiva.
Questo libro è quindi frutto di sperimentazione appassionata ed antusiastica pratica educativa, come sostiene il Prof. Matteo Villanova ( autore della post-fazione) il quale ne riconosce una moderna Educazione secondo un innovativo modello Medico-pedagogico. Tutto inizia nel benessere delle emozioni generate nella consapevolezza sistemica delle relazioni, nella sua circolarità ed appartenenza, nella reciprocità e nel gruppo, anche quali pre-requisiti per una futura prosocialità e cittadinanza attiva.

Laura e Marzia Buoni

Trenopoli

Trenopoli era una città dove abitavano tantissimi treni, di diversi colori, con vagoni pieni di cose da trasportare e diretti in tutti i posti del mondo.
A Trenopoli, però, viveva un trenino diverso dagli altri perché aveva cinque vagoni senza tetto che trasportavano ovatta, foglie, sassolini, sabbia e acqua.
Era un trenino davvero speciale ma nessun capotreno del mondo desiderava averlo nella sua stazione, per questo rimaneva sempre fermo e solo a Trenopoli.

Gli altri treni lo prendevano in giro e gli dicevano:

“Tu non parti mai, rimani sempre qui mentre noi giriamo il mondo. Nessuno ti vuole”

E lui piangeva perché era dispiaciuto di non partire.

Un giorno Teo, il capotreno, vide il trenino speciale da solo e decise di portarlo nella sua stazione per farlo vedere a tutti i bimbi della città.
Quando il trenino arrivò nella stazione di Teo il capotreno, trovò tutti i bimbi ad aspettarlo.
I bambini salirono contenti sul trenino e sentirono con i piedini tutti i materiali diversi che c’erano nei vagoni, sentirono l’ovatta, le foglie, i sassolini, la sabbia e per ultima l’acqua. Si divertirono molto e il trenino disse:

“Grazie Teo, grazie bimbi per avermi fatto venire nella vostra stazione, ora sono molto felice!”

Da quel giorno in poi Teo e tutti i bambini sentirono sempre il fischio del trenino speciale che ormai viveva nella stazione della loro città.

Morale: accettare chi è diverso da noi perché può regalarci nuove e bellissime esperienze.

Lavoriamo insieme…

Materiali usati: per creare il trenino dei sensi, abbiamo comperato della scatole di plastica trasparente e al loro interno abbiamo inserito materiale vario come ovatta, sassolini, foglie, sabbia e acqua (con aggiunta di colorante alimentare blu).

Al lato di ogni scatola abbiamo scritto il materiale contenuto e poi, per far sì che avesse l’aspetto di un trenino abbiamo incollato delle ruote di pannolenci ritagliate.

Per la locomotiva, abbiamo utilizzato sempre una scatola di plastica trasparente ma abbiamo incollato su di essa una carta colorata in modo tale da coprire tutta la superficie. Anche qui abbiamo incollato le ruote. Poi abbiamo dipinto due scatole più piccole e le abbiamo incollate sulla scatola grande. Con il rotolo di cartone abbiamo fatto i comignoli. Li abbiamo pitturati di nero e poi incollati sulla scatola locomotiva.

A questo punto con un foglio di carta bianca stropicciata, abbiamo simulato il fumo incollandola all’interno dei due comignoli. Poi avvicinando le scatole l’una all’altra abbiamo creato il magico trenino. Per la paletta da capotreno abbiamo disegnato la sagoma su un pannello di plastica bianco, l’abbiamo ritagliato e poi abbiamo attaccato un cerchio rosso con la colla con scritto stop.

Per il cappello invece abbiamo usato fogli di carta neri e bianchi, cercando di dargli una forma somigliante al cappello da capotreno e dopo averla assemblata e incollata abbiamo scritto sopra con un pennarello nero.

La giacca è una maschera di carnevale comperata già pronta.