Primo giorno di SCUOLA.

Il primo giorno di scuola materna è un momento fondamentale per il bambino e altrettanto importante ed emozionante per il genitore. Obiettivo di questo breve articolo sarà mettere a fuoco, ed analizzare la presenza dei diversi stati d’animo che caratterizzano questo delicato momento della vita dei nostri figli e cercare, per quanto ci è possibile, di arrivare pronti ad un traguardo d’inizio così importante per tutta la famiglia.

Ogni momento importante della nostra vita è caratterizzato dall’insorgere di un’emozione: sia essa positiva o negativa. Fare i conti con le proprie emozioni, saperle gestire al meglio e viverle nel modo più adeguato, richiede un’ottima consapevolezza emotiva e anche un buon grado di maturità personale.

Il primo giorno di scuola di nostro figlio è sicuramente un momento importante, sia per lui che per noi, e sappiamo che segnerà un grande passo all’interno di un percorso che durerà anni. Non bisogna spaventarsi quindi se, con l’avvicinarsi del primo giorno, veniamo inondati da una buona quantità di emozioni e di preoccupazioni. Lo step iniziale è riuscire a dare il nome ad ogni singolo mattoncino di questo bagaglio emotivo che ci stiamo portando dietro. Contentezza, entusiasmo, gioia, curiosità, felicità, paura, preoccupazione, dispiacere, ansia, possono essere solamente alcuni degli stati d’animo che dobbiamo imparare a riconoscere per vivere al meglio, e far vivere al meglio a nostro figlio, momenti come questo.

La preoccupazione (letteralmente pre – occupazione: occupare il nostro pensiero prima del dovuto) è assolutamente fisiologica se si pensa che sino a quel fatidico momento del primo giorno di scuola i bambini sono stati al sicuro, sotto la nostra attenzione e sorveglianza, protetti da ogni pericolo o da ogni agente esterno, o affidati a persone in cui riponiamo la nostra cieca fiducia. L’attaccamento, che durante i primi anni di vita, sperimentiamo nei confronti dei nostri figli, e di conseguenza che facciamo anche sperimentare loro, viene per la prima volta fronteggiato da un elemento separatore, come la scuola. Sperimentare l’apertura al mondo dei nostri figli e l’ingresso nella loro vita di altri attori (compagni, maestre, educatori etc) può essere in alcuni casi molto traumatico anche per il genitore. L’importanza del saper affrontare al meglio questo momento ha una duplice valenza: Insegna a noi come essere genitori capaci di supportare al meglio la crescita, l’individualità e l’autonomia di nostro figlio e inoltre insegna ai nostri figli come diventare degli adulti che non hanno paura del cambiamento e delle nuove sfide.

 

Perché la scuola fa paura ai bambini?

Perché all’inizio fa parte del cambiamento: si tratta di una nuova prova, di un’esperienza sfidante cui non è possibile sottrarsi. Una prova che mette in gioco infinite qualità e disposizioni (forza di volontà, capacità di apprendimento, socialità, capacità di lavorare in gruppo e di sapersi relazionare, capacità di saper fronteggiare ostacoli e sconfitte).

Il primo giorno di scuola – sia materna che elementare – è come se segnasse un nuovo, completamente nuovo, inizio: l’inizio di un percorso dove sappiamo già che vivremo delle vittorie e delle sconfitte, l’inizio di un percorso che durerà anni, e che una volta iniziato concederà pause solo dopo mesi, in occasione delle vacanze.

Ovviamente, questo quadro non è perfettamente delineato nella mente del bambino, tuttavia egli ha coscienza del cambiamento e della sfida impliciti nell’iniziare questo nuovo percorso. E questa prospettiva – comprensibilmente – rende il bambino eccitato e al contempo spaventato.

Come comportarsi?

 

È importante preparare il bambino a questo fondamentale cambiamento e – allo stesso tempo – preparare sé stessi. Per fare ciò può essere utile ricordare una parolina magica API: Ascoltare, Parlare, Interagire.

 

Ascoltare: Prima ancora di mettere in atto una serie di comportamenti che possano preparare il bambino a questo nuovo inizio sarebbe bello poter chiedere al bambino stesso che cosa pensa della scuola. Spesso i bambini, anche i più piccoli, hanno delle idee molto più elaborate di ciò che possiamo pensare e potrebbe stupirci molto soffermarci ad ascoltare le loro fantasie, preoccupazioni ed esigenze.

Inoltre interrogare il bambino in merito alle aspettative che nutre nei confronti della scuola, dei compagni o delle maestre renderà la scuola molto meno spaventosa (Si ha paura spesso di ciò che non si conosce e che non si riesce ad immaginare!) Inoltre ricordiamoci, che secondo molte delle teorie sul linguaggio, parlare di qualcosa aiuta la formazione del pensiero, quale preparazione migliore quindi che ascoltare sapientemente cosa ha da dirci il nostro bambino?

 

Parlare: Comunicare, parlare, dialogare, descrivere. È molto importante anche che il genitore riesca a parlare con il figlio, spiegargli perché deve andare a scuola, descrivergli una classe, raccontargli degli altri bambini e delle maestre. Potrebbe essere interessante anche riuscire a raccontare la propria esperienza personale, in modo positivo “Quando ero piccola ho conosciuto a scuola tanti amici con cui giocare, facevamo questi giochi, ci insegnavano queste cose etc.” così facendo svilupperemo nel bambino una normale curiosità nei confronti di un qualcosa di nuovo che la mamma e il papà hanno già fatto.

 

Interagire: Se i primi due consigli riguardavano una forma di dialogo, e quindi una preparazione di tipo passiva all’evento, quest’ultimo step rappresenta un avvicinamento più esperenziale. L’interazione con il bambino riguarda, infatti, una serie di comportamenti, o accorgimenti da mettere in atto.

  • Rientro dalle ferie: evitare di rientrare dalle vacanze estive pochi giorni prima dell’inizio scolastico. Per quanto belli e rilassanti i viaggi estivi non potranno mai riflettere la sicurezza dell’ambientazione domestica. Troppi cambi repentini (rientro da un viaggio, casa e poi subito inizio scuola) potrebbero disorientare il bambino che invece necessita di tutta la serenità per affrontare questo grande passo. E’ importante quindi, prima dell’inizio della scuola che il bambino abbia ripreso i propri ritmi e si sia ri-abituato all’ambiente domestico.
  • A letto presto! È altresì importante che – nei giorni che precedono l’inizio della scuola materna, ma anche elementare – il bambino vada a letto presto e si svegli presto, in modo da non soffrire i ritmi della quotidianità una volta iniziata la nuova routine.
  • Vedere con gli occhi: Per limitare le possibili preoccupazioni da parte del bambino potrebbe essere carino anche organizzare delle brevi passeggiate vicino alla nuova scuola anche solamente dall’esterno così da sfatare qualche possibile fantasia negativa o paure.
  • Lo zainetto: per accrescere ancor più la curiosità e quell’eccitazione positiva per un nuovo inizio, sarà certamente d’aiuto rendere il bambino partecipe della scelta del suo nuovo zainetto, se parliamo della scuola materna, o di tutto l’occorrente se parliamo anche delle elementari. Spesso gli accessori giocano un ruolo fondamentale e a volte basta uno zainetto per renderci dei supereroi invincibili!

 

È importante sottolineare, infine, che seppur molto semplicistici, questi step sono utilissimi per rendersi preparati al grande passo.. e non solo per i bambini!

Avere delle attenzioni, nei confronti dei più piccoli, mirate per la preparazione ad una tale avventura, renderà anche i genitori in grado di saper gestire meglio questa separazione. Separazione, si! Perché l’inizio della scuola decreta proprio quel momento in cui scegliamo di farli diventare (attraverso un lunghissimo percorso!) personcine autonome. Riuscire a preparare il bambino al distacco aiuterà senz’altro a rendere questo distacco meno traumatico, anche per gli adulti. Inoltre sarà più semplice anche saper gestire le emozioni legate alla preoccupazione e all’ansia, comprensibili ma disfunzionali se il bambino le dovesse assorbire e appropriarsene.

In ultimo è importante sapere che è inoltre buona norma informare gli educatori di tutte le eventuali patologie di cui soffra il bambino, sia più evidenti che lievi: anche piccoli ed apparentemente insignificanti disturbi possono essere una causa di stress per il piccolo, se non vi si presta attenzione. Comunicate quindi agli educatori non solo allergie, disturbi o intolleranze alimentari ma anche abitudini e piccoli vezzi della quotidianità.

 

Cosa mettere nello zainetto del bambino?

  • Dentifricio e spazzolino, se il bambino rimane a pranzo presso l’istituto;
  • Una merendina e una bottiglietta d’acqua;
  • Un cambio di vestiti;
  • Un foglietto con i recapiti dei familiari.

A cura della redazione di MioDottore.it e della Dott.ssa Federica Miccichè, psicologa e psicoterapeuta.