Il 13 marzo 2013 viene eletto il 266° Papa: Francesco, Jorge Mario Bergoglio.
Francesco è il primo Papa che arriva dalle Americhe, è un gesuita argentino, ha 76 anni.
Dal 1998 al 2013 è stato arcivescovo di Buenos Aires: un pastore semplice e molto amato nella sua diocesi.
«La mia gente è povera e io sono uno di loro», questa frase ci fa capire da dove arriva la sicurezza, la dolcezza e il rigore della sua imponente figura. Misericordia, coraggio e porte aperte a tutti sono ciò che Papa Francesco predica mentre invita a riprendere in mano il catechismo, a vivere secondo i dieci comandamenti e le beatitudini.

Nasce il 17 dicembre 1936 nella capitale argentina, è figlio di emigranti piemontesi: suo padre fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, sua madre si occupa della casa e dei cinque figli. Jorge Mario entra nel noviziato della Compagnia di Gesù nel 1958 quando diciassettenne sentì la presenza amorosa di Dio nella sua vita. Gesù lo guardò con sentimento d’amore e lo scelse, gli disse: “Seguimi”.
Nel 1963 si laurea in filosofia e fino al 1966 insegna letteratura e psicologia.
Il 13 dicembre 1969 è ordinato sacerdote. Prosegue quindi la preparazione tra il 1970 e il 1971 in Spagna, e il 22 aprile 1973 emette la professione perpetua nei gesuiti. Il 20 maggio 1992 viene nominato, da Giovanni Paolo II, vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires, il 3 giugno 1997, è promosso arcivescovo coadiutore di Buenos Aires.
 

Buenos Aires è una grande città, ha tre milioni di abitanti e tanti poveri: in questa realtà il cardinale Bergoglio vive e sviluppa un progetto missionario incentrato sulla comunione e sull’evangelizzazione.
Sono quattro gli obiettivi principali:
• comunità e chiese aperte e fraterne;
• coinvolgimento dei fedeli, preti e laici lavorano insieme;
• evangelizzazione rivolta a ogni abitante della città;
• assistenza ai poveri e ai malati.
Lui stesso vive una vita sobria, viaggia con i mezzi pubblici, vive in un piccolo appartamento… come tanti altri comuni cittadini.

Le sue prime parole da Papa sono state:
“Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie!”