LE STIMMATE

Le Stimmate di S. Francesco. “Allorché dimorava nel romitorio che dal nome del luogo è chiamato ‘Verna’, due anni prima della sua morte, (Francesco) ebbe da Dio una visione. Gli apparve un uomo, in forma di Serafino, con le ali, librato con lui, con le mani distese e i piedi uniti, conflitto ad una croce. Due ali si prolungavano sopra il capo, due si dispiegavano per volare e due e due coprivano tutto il corpo.

A quell’apparizione il beato servo dell’Altissimo si senti ripieno di un’ammirazione infinita, ma non riusciva a capirne il significato. era invaso anche da vivi gioia a da sovrabbondante allegrezza per lo sguardo bellissimo e dolce col quale il Serafino lo guardava, di una bellezza inimmaginabile; ma era contemporaneamente atterrito nel vederlo conflitto in croce nell’acerbo dolore della passione, …Mentre era in questo stato di preoccupazione e di totale incertezza, ecco: nelle sue mani e nei piedi cominciavano a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quel misterioso uomo crocifisso”. (Celano, I, 94; FF484).

Con l’Angelo rividi la Mamma Ero piccolo, mamma, e t’ho persa.  Senza te nella vita ho viaggiato, – ma il tuo amore non mi ha mai lasciato. /Con un’ansia segreta ho vissuto: -riuscire a vedere il tuo viso, -contemplare il tuo dolce sorriso. / Il tuo volto… e non essere più solo, e poter qualche volta sognare – uno sguardo, un sorriso d’amore. /Potrà mai un Angel di Dio – esser sordo al richiamo di un cuore – mosso solo da fede e da amore? /Una notte lucente di stelle – dolcemente mi prese per mano – e non fu per condurmi lontano. /Volle solo indicarmi una stella – e poi disse: “Ora guarda col cuore – quell’astro che brilla d’amore: /E’ tua mamma ed è più bella!”.

“C’era una volta un bimbo…”. Un bimbo tanto buono, ma tanto, tanto triste. Il segreto dolore che lo consumava era la mancanza della mamma, che aveva perso nel venire alla luce, e il desiderio più grande era quello di poter vedere almeno una volta il suo viso. Un giorno sentì raccontare che basta guardare una stella cadente ed esprimere un desiderio per vederlo subito avverato. Da allora, tutte le notti quel bambino si fermava a lungo sotto il cielo stellato, ma senza poter mai scorgere una scia luminosa. Una notte, più stanco del solito, si addormentò. Allora, nel sogno, L’Angelo custode lo prese per mano e gli indicò una stella. Il bimbo triste guardò la stella e il cuore gli batté forte di gioia: nella stella c’era sua madre.