GLI ANGELI
Sono presenti in tutte le culture.
La figura degli Angeli, come divinità intermedia, in un modo o in un altro, è presente in tutte le culture, ma è legata in maniera particolare alle religioni monoteiste, come entità di raccordo tra la Realtà infinita, totalmente trascendente e assolutamente sacra, e il mondo creato; qualcosa che salvaguarda la “purezza suprema” della divinità nei suoi rapporti con l’opacità delle realtà contingenti.

Origine degli Angeli
L’ambiente nativo degli Angeli, come sono presenti nella nostra cultura, è da ricercarsi nel vicino Oriente (Mesopotamia, Fenicia, Egitto), e più in particolare nella Persia di Zoroastro, intorno al 1500 a.C. Da questo habitat, la Bibbia deriva i suoi “Angeli”, che demitizza e personalizza dopo il ritorno del popolo ebraico dall’esilio babilonese (sec. VI a.C.), con l’affermarsi del più rigido monoteismo.

 

Valore e significato della figura degli Angeli
Gli Angeli (dal greco àngelos, ebraico Malach), messaggeri di Dio, a volte si presentano in modo sfumato, evanescente, realtà di confine tra la consistenza della materia e l’impalpabilità della trascendenza; altre volte assumono caratteristiche umane, molto definite e concrete. Due aspetti, quindi, due volti, quello umano e quello divino, che si intrecciano tra loro con estrema naturalezza, senza entrare in contraddizione. Questo deriva dalla loro funzione di raccordo tra il Creatore e le creature, dal loro esistere per: per trasmettere la volontà di Dio, per evocare la sua presenza paterna e provvidente, per essere custodi e guide, per richiamare a noi, creature distratte, il mistero dolce e amorevole di Dio. Esistenze necessarie, quindi, segni aperti su un mondo impercettibile ma sostanziale, che ci permea e ci attrae con fascino irresistibile. Dal secondo secolo della nostra era si è sviluppata la convinzione che ognuno di noi ha un Angelo protettore, o Angelo-guida; più propriamente un Angelo custode che lo accompagna nel cammino faticoso della vita. In modo più soffuso e meno scontato, durante i secoli ha preso forma anche l’idea che ogni famiglia (o casa), ogni città, ogni raggruppamento umano (popolo o nazione), addirittura ogni entità cosmica, abbia un suo Angelo (o più Angeli), patrono e tutore preposto a custodire e dirigere la realtà a lui affidata.

Che cosa dice la Chiesa?
Al di là della proliferazione fantasiosa di Angeli, come si evidenzia nei testi apocrifi antichi, in ambiente cristiano, o ai margini di esso, come nel tardo ebraismo e nell’Islam, e nella consapevolezza della prudenza con cui vanno affrontate molte espressioni tradizionali, la Chiesa ritiene con evidenza di fede l’esistenza degli Angeli, nella loro natura di creature spirituali, dotate di intelligenza e volontà, superiori alle creature visibili, “servitori e messaggeri di Dio, potenti esecutori dei suoi comandi”. L’esistenza degli Angeli custodi invece non è ritenuta dalla Chiesa come dottrina in evidenza di fede, ma come convinzione consolidata da una ininterrotta tradizione. Per il resto, considerando la sobrietà con cui ne parla la Rivelazione, la Chiesa non trascura mai di ricordare che le creature angeliche, pur nella loro dolcezza, nel loro fascino e nello splendore di cui sono circondate, rimangono avvolte nel mistero di una trascendenza che non bisogna forzare. Insomma, parliamo di Angeli, ma… da poveri uomini.  

 

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