Gli scacchi sviluppano le capacità logiche, la memoria e migliorano la concentrazione: ecco perché sono uno dei giochi più indicati durante l’età dello sviluppo e dell’apprendimento. Inoltre, sono di solito sufficienti poche lezioni per apprendere le peculiarità dei pezzi degli scacchi e poter iniziare a divertirsi con la scacchiera.

Gli scacchi: materia scolastica e disciplina sportiva

Se in Gran Bretagna, Francia e Germania gli scacchi a scuola sono una realtà e una delle materie scolastiche obbligatorie, in Italia restano per il momento solo un piacevole hobby. Gli scacchi sono un gioco molto antico (forse di origine persiana) ma incredibilmente attuale: alcuni studi hanno dimostrato come sviluppino l’intelligenza, migliorando di riflesso anche il rendimento tra i banchi di scuola.

In Italia, nel 2008, è stato siglato un protocollo tra la Federazione Scacchistica e il Ministero dell’Istruzione per l’introduzione degli scacchi come materia scolastica, allocando delle risorse per gli istituti che adotteranno questa misura. Non ancora quindi una materia obbligatoria, ma uno sport (sono infatti una disciplina sportiva, riconosciuta dal Coni) molto utile in campo pedagogico.

Come disciplina sportiva, spesso gli scacchi accompagnano per tutta la vita ed è possibile essere competitivi fin dalla giovane età. I bambini, oltre a poter giocare nei tornei assoluti, hanno un loro campionato italiano giovanile diviso in categorie (Under 8, Under 10, Under 12, Under 14 e Under 16).

I benefici della pratica degli scacchi
Gli scacchi hanno una funzione preventiva contro i processi di invecchiamento cerebrale e sono molto utili nell’approccio ai bambini affetti da sindrome di Asperger, autismo, iperattività e sindrome di Down.

Nello specifico, sono molti i benefici per i bambini che si dedicano alla pratica scacchistica:

  • Sviluppo della capacità di concentrazione;
  • Sviluppo di capacità logiche;
  • Accettazione di regole condivise;
  • Sviluppo del senso di responsabilità;
  • Elasticità mentale e sviluppo dell’autostima;
  • Miglioramento delle capacità di calcolo e di pianificazione;
  • Sviluppo della forza di volontà;
  • Sviluppo di memoria, pazienza e capacità di autocontrollo;
  • Sviluppo di capacità di coordinazione;
  • Stimolo della creatività.

Come avvicinare un bambino in età prescolare agli scacchi?

Per far appassionare i nostri piccoli agli scacchi è importante stimolare la nascita di un interesse spontaneo. Per farlo, esistono alcuni utili accorgimenti applicabili fin dalla tenera età:

  • Abituate il bambino ai pezzi della scacchiera: ci vorrà molta pazienza e tempo per potergli spiegare come si muovono i pezzi. Per iniziare, è importante farlo giocare con i pezzi della scacchiera e assecondarlo, anche se vuole giocarci a soldatini;
  • Giocate per terra con il piccolo: quando è il vostro turno, muovete i pezzi come si dovrebbero muovere ma senza spiegarlo al bambino o cercare di farglielo capire. Imparerà da solo, semplicemente osservando le vostre mosse;
  • Trattate gli scacchi come un qualsiasi altro gioco del bambino, non forzatelo mai con frasi come “Pensa!” o “Rifletti bene!”. È molto importante che il bambino non capisca che stiate cercando di insegnargli quel gioco a ogni costo;
  • Giocate a scacchi davanti al bambino: stimolerà la sua curiosità e voglia di conoscere meglio il gioco; e, se lo chiede, fatelo partecipare;
  • Usate scacchi di grandi dimensioni;
  • Lasciate che possa smettere quando vuole di giocare. In questo modo, vorrà giocarvi più spesso e non percepirà il gioco come una costrizione;
  • Non preoccupatevi se il bambino ha bisogno di più tempo per imparare: la velocità di apprendimento è soggettiva e assolutamente di secondo piano. Non è importante se il piccolo imparerà a giocare bene a 5, 6 o 10 anni. L’importante è che sviluppi un sincero interesse.

Ricordate inoltre che in rete sono disponibili diversi manuali gratuiti per l’insegnamento degli scacchi ai bambini e che molte sono le associazioni e le pagine web che dedicano un’ampia letteratura all’argomento. Quindi, con molta pazienza e volontà, è ora di iniziare a giocare!

A cura della redazione di MioDottore.

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