VARICELLA e HERPES ZOSTER

VARICELLA (ZOSTER)

La causa di questa malattia infettiva è l’herpes virus varicella zoster (VZV).

Questo virus agisce in due modi:

• il primo tramite l’infezione primaria (la varicella),

• il secondo con la riattivazione del VZV (l’herpes zoster – comunemente chiamato fuoco di Sant’Antonio).

La varicella è molto contagiosa e colpisce prevalentemente in età pediatrica. Trattandosi di un Herpesvirus umano, la varicella può trasmettersi soltanto da uomo a uomo e si manifesta in epidemie periodiche ogni quattro anni circa.

Ha un’incubazione che va dai 7 ai 21 giorni e si presenta con lesioni cutanee (che partono da macchioline e diventano vescichette)e solitamente sono accompagnate da febbre. Le vesciche, partendo dal viso e dal tronco, si diffondono su tutto il corpo provocando un notevole prurito; sono piene di liquido altamente contagioso e possono essere presenti su tutto il corpo: sul cuoio capelluto, sulle mucose e sui genitali.

L’ultima fase dell’eruzione cutanea vede la trasformazione delle vescicole in croste che perdono la carica infettiva e cadono dopo una o due settimane.

La varicella si diffonde per via aerea tramite le secrezioni di naso e gola (tramite uno starnuto o un colpo di tosse) oppure tramite il contatto diretto con le lesioni cutanee provocate dalla malattia. La contagiosità inizia circa 24-48 ore prima della comparsa dell’esantema e può permanere fino al momento in cui non compaiono le tipiche croste.

I problemi maggiori si hanno negli adolescenti che, se contagiati, presentano eruzioni molto intense.

Tra le complicanze che si possono presentare ci sono:
• Problemi respiratori, anche la polmonite (più frequente negli adulti, raramente nei bambini);
• sovrapposizioni batteriche a causa di Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes;
• infezioni del sistema nervoso.
• Nella donna in gravidanza può causare problemi (dopo la rosolia è la malattia che più frequentemente può dare problemi al bambino).

L’herpes zoster è dovuto alla riattivazione endogena dell’herpes virus che rimane latente nell’organismo dopo l’infezione primaria di varicella. In pratica, il virus della varicella non viene eliminato dall’organismo ma rimane generalmente latente per tutto il corso della vita nelle cellule dei gangli delle radici nervose spinali; nel 10-20% dei soggetti il virus si risveglia, generalmente dopo i cinquanta anni di età e provoca l’herpes zoster.
Quando il virus si riattiva in soggetti sani, con una risposta immunitaria sufficientemente buona, l’attacco viene neutralizzato e i sintomi sono generalmente blandi e senza conseguenze. In soggetti con difese immunitarie scarse il virus è in grado di moltiplicarsi, diffondersi e dare luogo alla tipica sintomatologia.
I soggetti che non si sono mai ammalati di varicella sono immuni dall’herpes zoster.
Nell’herpes zoster l’eruzione cutanea è associata al dolore che in alcuni casi può essere molto intenso e può succedere che una volta scomparse le croste il dolore non cessi, si può avere è la cosiddetta nevralgia post-erpetica: il dolore può perdurare per lunghi periodi di tempo, mesi o addirittura anni.
Altre complicanze da herpes zoster possono essere:
• il prurito cronico nella zona interessata;
• la sovrinfezione batterica delle vescicole;
• problemi a livello di sistema nervoso centrale (sono rare).

Contagio
Il fuoco di Sant’Antonio compare quando un fattore scatenante sconosciuto fa attivare il virus nascosto all’interno dell’organismo. Diversamente dalla varicella difficilmente si può “passare” a qualcun altro. Una persona affetta dal fuoco di Sant’Antonio potrebbe però contagiare un’altra persona, per esempio un bambino che non ha mai avuto la varicella e che non sia stato vaccinato (in Italia non è obbligatorio): quest’ultimo sarà, però, colpito dalla varicella e non dal fuoco di Sant’Antonio. Affinché avvenga il contagio è necessario venire a contatto direttamente con la persona ammalata.