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Vangelo da vivere…[Marco 12,38-39]

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che
amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Marco 12,38-39

Ascensione

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Il Portale Dei bambiniASCENSIONE

Dopo la sua passione Gesù si mostrò vivo ai suoi Apostoli con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni”. Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra”. Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poichè essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 3-11).

 

Il Portale Dei BambiniARRESTO DI PIETRO E SUA LIBERAZIONE

In quel tempo il re Erode fece catturare Pietro, lo gettò in prigione, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno. Intanto una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui. In quella notte, quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco, gli si presentò un Angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: “Alzati, in fretta!”. E le catene gli caddero dalle mani. E l’Angelo a lui: “Mettiti la cintura e legati i sandali”. E così fece. L’Angelo disse: “Avvolgiti il mantello, e seguimi!”. Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si era ancora accorto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’Angelo: credeva infatti di avere una visione. Essi oltrepassarono la prima guardia e la seconda e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città : la porta si aprì da sè davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’Angelo si dileguò da lui. Pietro allora, rientrato in sè, disse: “Ora sono veramente certo che il Signore ha mandato il suo Angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei” (At 12, 1-11).

Il Portale dei BambiniNELL’ORTO DEGLI ULIVI

Dopo queste cose, Gesù uscì e se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e inginocchiatosi, pregava: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà “. Gli apparve allora un Angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: “Perchè dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione” (Lc 22, 39-46).

 

 

 

 

 

 

 

Le stimmate

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LE STIMMATE

Stimmate di S.Francesco “Allorchè dimorava nel romitorio che dal nome del luogo è chiamato ‘Verna’, due anni prima della sua morte, (Francesco) ebbe da Dio una visione. Gli apparve un uomo, in forma di Sarafino, con le ali, librato con lui, con le mani distese e i piedi uniti, conflitto ad una croce. Due ali si prolungavano sopra il capo, due si dispiegavano per volare e due e due coprivano tutto il corpo. A quell’apparizione il beato servo dell’Altissimo si senti ripieno di un’ammirazione infinita, ma non riusciva a capirne il significato. era invaso anche da vivi gioia a da sovrabbondante allegrezza per lo sguardo bellissimo e dolce col quale il Serafino lo guardava, di una bellezza inimmaginabile; ma era contemporaneamente atterrito nel vederlo conflitto in croce nell’acerbo dolore della passione, …Mentre era in questo stato di preoccupazione e di totale incertezza, ecco: nelle sue mani e nei piedi cominciavano a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quel misterioso uomo crocifisso”. (Celano, I, 94; FF484).

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Con l’Angelo rividi la Mamma Ero piccolo, mamma, e t’ho persa. . Senza te nella vita ho viaggiato, – ma il tuo amore non mi ha mai lasciato. /Con un’ansia segreta ho vissuto: -riuscire a vedere il tuo viso, -contemplare il tuo dolce sorriso. / Il tuo volto… e non essere piu solo , -epoter qualche volta sognare – uno sguardo, un sorriso d’amore. /Potrà mai un Angel di Dio – esser sordo al richiamo di un cuore – mosso solo da fede e da amore? /Una notte lucente di stelle – dolcemente mi prese per mano – e non fu per condurmi lontano ./ Volle solo indicarmi una stella – e poi disse: “Ora guarda col cuore – quell’astro che brilla d’amore: /E’ tua mamma ed è piu bella!”.

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“C’era una volta un bimbo…”. Un bimbo tanto buono, ma tanto, tanto triste. Il segreto dolore che lo consumava era la mancanza della mamma, che aveva perso nel venire alla luce, e il desiderio piu grande era quello di poter vedere almeno una volta il suo viso. Un giorno sentì raccontare che basta guardare una stella cadente ed esprimere un desiderio per vederlo subito avverato. Da allora, tutte le notti quel bambino si fermava a lungo sotto il cielo stellato, ma senza poter mai scorgere una scia luminosa. Una notte, più stanco del solito, si addormentò. Allora, nel sogno, L’Angelo cistode lo prese per mano e gli indicò una stella. Il bimbo triste guardò la stella e il cuore gli battè forte di gioia: nella stella c’era sua madre.

L’Annunciazione

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L’ANNUNCIAZIONE

Nel sesto mese, L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrato da lei disse: ” Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo disse: “Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine “. Allora maria disse all’Angelo:”Come è possibile? non conosco uomo”. la rispose l’Angelo:”Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevanosterile: Nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del signore, avvenga su di me quello che hai detto”. E l’Angelo partì da lei (Lc 1,26-38).

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Angeli di colore.
Pittore, ti voglio parlare – mentre dipingi un altare.
Io sono un povero nero – e d’una cosa ti prego.
Pur se la Vergine è bianca – fammi gli angioletti neri …
Tutti i bimbi vanno in Cielo – anche se son solo neri.
Se tu dipingi con amor – perchè disprezzi il mio color?
Se vede bimbi neri – Iddio sorride lor.
non sono che un povero nero,
ma nel Signore io credo, e so che tiene d’accanto
anche i neri che hanno pianto.
Quando dipingi le chiese, – là fra le candele accese,
fra gli Arcangeli, ti prego, . metti un angioletto nero! Cancion moruna di Magiste – larici – Testoni
Edizioni Southern – Milano

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TENTAZIONI NEL DESERTO Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e disse: “Se sei Figlio di Dio, di che questi sassi diventino pane”. Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Allora il diavolo lo condusse con sè nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poichè sta scritto: Ai suoi Angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perchè non abbia a urtare contro un sasso i tuo piede”. Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo”. Di nuovo il diavolo lo condusse con sè sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”. Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”. Allora il diavolo lo lasciò ed ecco Angeli gli si accostarono e lo servivano (Mt 4, 1-11).

Gli Angeli

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GLI ANGELI
Sono presenti in tutte le culture.
La figura degli Angeli, come divinità intermedia, in un modo o in un altro, è presente in tutte le culture, ma è legata in maniera particolare alle religioni monoteiste, come entità di raccordo tra la Realtà infinita, totalmente trascendente e assolutamente sacra, e il mondo creato; qualcosa che salvaguarda la “purezza suprema” della divinità nei suoi rapporti con l’opacità delle realtà contingenti.

Origine degli Angeli
L’ambiente nativo degli Angeli, come sono presenti nella nostra cultura, è da ricercarsi nel vicino Oriente (Mesopotamia, Fenicia, Egitto), e più in particolare nella Persia di Zoroastro, intorno al 1500 a.C. Da questo habitat, la Bibbia deriva i suoi “Angeli”, che demitizza e personalizza dopo il ritorno del popolo ebraico dall’esilio babilonese (sec. VI a.C.), con l’affermarsi del più rigido monoteismo.

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Valore e significato della figura degli Angeli
Gli Angeli (dal greco àngelos, ebraico Malach), messaggeri di Dio, a volte si presentano in modo sfumato, evanescente, realtà di confine tra la consistenza della materia e l’impalpabilità della trascendenza; altre volte assumono caratteristiche umane, molto definite e concrete. Due aspetti, quindi, due volti, quello umano e quello divino, che si intrecciano tra loro con estrema naturalezza, senza entrare in contraddizione. Questo deriva dalla loro funzione di raccordo tra il Creatore e le creature, dal loro esistere per: per trasmettere la volontà di Dio, per evocare la sua presenza paterna e provvidente, per essere custodi e guide, per richiamare a noi, creature distratte, il mistero dolce e amorevole di Dio. Esistenze necessarie, quindi, segni aperti su un mondo impercettibile ma sostanziale, che ci permea e ci attrae con fascino irresistibile. Dal secondo secolo della nostra era si è sviluppata la convinzione che ognuno di noi ha un Angelo protettore, o Angelo-guida; più propriamente un Angelo custode che lo accompagna nel cammino faticoso della vita. In modo più soffuso e meno scontato, durante i secoli ha preso forma anche l’idea che ogni famiglia (o casa), ogni città, ogni raggruppamento umano (popolo o nazione), addirittura ogni entità cosmica, abbia un suo Angelo (o più Angeli), patrono e tutore preposto a custodire e dirigere la realtà a lui affidata.

Che cosa dice la Chiesa?
Al di là della proliferazione fantasiosa di Angeli, come si evidenzia nei testi apocrifi antichi, in ambiente cristiano, o ai margini di esso, come nel tardo ebraismo e nell’Islam, e nella consapevolezza della prudenza con cui vanno affrontate molte espressioni tradizionali, la Chiesa ritiene con evidenza di fede l’esistenza degli Angeli, nella loro natura di creature spirituali, dotate di intelligenza e volontà, superiori alle creature visibili, “servitori e messaggeri di Dio, potenti esecutori dei suoi comandi”. L’esistenza degli Angeli custodi invece non è ritenuta dalla Chiesa come dottrina in evidenza di fede, ma come convinzione consolidata da una ininterrotta tradizione. Per il resto, considerando la sobrietà con cui ne parla la Rivelazione, la Chiesa non trascura mai di ricordare che le creature angeliche, pur nella loro dolcezza, nel loro fascino e nello splendore di cui sono circondate, rimangono avvolte nel mistero di una trascendenza che non bisogna forzare. Insomma, parliamo di Angeli, ma… da poveri uomini.

 

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