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Storia GEOLOGICA d’Italia. Cap. 5

I DUE CONTINENTI SI RIAVVICINANO.

IL GONDWANA INIZIA A FRATTURARSI IN DUE BLOCCHI CHE FORMERANNO SUD AMERICA E AFRICA.

L’APERTURA DELL’ATLANTICO MERIDIONALE IMPRIME ALL’AFRICA UNA LENTA ROTAZIONE VERSO NORD-EST CHE COMINCIA A CHIUDERE LA TETIDE.

Intorno a 190 milioni di anni fa, in un’altra parte del globo, un evento simile a quello che aveva diviso in due la Pangea, interessa una zona del continente Gondwana. L’inarcamento crostale e la successiva apertura del nuovo graben produce una inversione nel movimento del pezzo di Gondwana che diventerà l’Africa. Dopo essersi spinto per decine di milioni d’anni verso Sud, questo pezzo di terra comincia una altrettanto lenta marcia di riavvicinamento al continente euro-asiatico.

Il movimento di convergenza diventerà più veloce a partire da 130 milioni di anni fa, quando la nuova frattura si propaga verso Sud e si comincia ad aprire l’Atlantico meridionale.

 

I DUE CONTINENTI SI RICONGIUNGONO.

LA FRATTURA DEL GONDWANA SI PROPAGA VERSO NORD, SEPARANDO LA LAURASIA IN DUE BLOCCHI, IL NORD AMERICA E L’EURASIA.

L’APERTURA DELL’ATLANTICO SETTENTRIONALE SPINGE L’EURASIA VERSO SUD-EST E ACCELERA IL RIAVVICINAMENTO ALL’AFRICA.

I MARGINI IRREGOLARI DEI DUE CONTINENTI ENTRANO IN CONTATTO: LA TETIDE SCOMPARE E SI FORMA LA CATENA ALPINA.
storia geologica Terra

Intorno a 80 milioni di anni fa, la frattura che aveva originato l’Atlantico meridionale comincia a propagarsi anche verso Nord. Il continente settentrionale viene diviso in due blocchi, il Nord-America e l’Eurasia e fra i due continenti si apre l’Atlantico settentrionale. Questa fase imprime una ulteriore accelerazione al movimento di convergenza fra Africa e Eurasia.

Intorno a 60 milioni di anni fa, i due continenti si ritrovano nuovamente di fronte. E’ possibile che il primo frammento dell’Africa ad entrare in collisione con l’Europa sia rappresentato dalla microzolla Apula (da cui l’attuale penisola italiana) e che da questo scontro nascano i primi rilievi delle Alpi.

Nelle successive decine di milioni di anni la Tetide viene inesorabilmente compressa tra i due continenti. La crosta dei fondi oceanici, anche quella attuale, è costituita da lave e si presenta più sottile e più pesante di quella continentale che è costituita da rocce mediamente meno dense. Queste differenze fisiche favoriscono, durante le fasi di compressione, l’incunearsi della crosta oceanica sotto quella continentale. Il processo (detto di subduzione) procede fino a che tutta la crosta oceanica viene subdotta sotto quella continentale e i due continenti vengono a contatto come trascinati uno contro l’altro.

I sedimenti che si trovano sopra la crosta oceanica vengono in parte “raschiati” durante la subduzione e si accavallano tra i due margini continentali. Anche le scogliere coralline e i depositi presenti sulla piattaforma continentale vengono compattati, ammassati gli uni sugli altri e deformati. Così, mentre struttura e composizione delle rocce testimoniano tutte le fasi di separazione, la loro geometria attuale e le deformazioni recano i segni dei movimenti di convergenza e di contatto tra le due zolle.

Il limite tra il margine meridionale e quello settentrionale è rappresentato da una grande frattura, detta linea Insubrica (o linea del Tonale), che corre dal Passo del Tonale fino al Canavese a Ovest e alla Val Pusteria a Est. Le rocce a Sud di questa linea sono formate dai sedimenti accumulatisi sul fondo della Tetide e sul paleo-continente africano. Quelle a Nord della linea insubrica sono di tipo diverso, tranne che per una zona dove parte delle piattaforme carbonatiche appartenenti al bordo africano sono scivolate in avanti, andando a superare questa frattura e a formare le Alpi Austriache.

[tratto da http://vulcan.fis.uniroma3.it/lisetta/adamello/adamello.html]

Storia GEOLOGICA d’Italia. Cap. 2

LE TERRE EMERSE FORMANO UN UNICO CONTINENTE, LA PANGEA, CIRCONDATO DA UN VASTISSIMO OCEANO: LA PALEOTETIDE.

L’AMPIO CONTINENTE E’ COME UN COPERCHIO CHE RALLENTA LA PROPAGAZIONE DEL CALORE DALL’INTERNO DELLA TERRA VERSO LA SUPERFICIE.

LA TEMPERATURA DEL MANTELLO TERRESTRE AUMENTA FINO A PROVOCARE L’INARCAMENTO DELLA CROSTA CONTINENTALE.

Prima di 250 milioni di anni fa, il continente Pangea presenta un vasto golfo a Est, più o meno alla attuale latitudine dell’Italia.
In corrispondenza di questa insenatura, la crosta terrestre comincia a gonfiarsi e a sollevarsi. Questo movimento, causato dalla risalita di calore dalle zone più interne del globo terrestre, si svolge nell’arco di decine di milioni di anni. Se una vasta regione si arcua fino a fratturarsi, si formano una serie di rilievi e di incisioni che favoriscono l’azione erosiva e la formazione di ripidi corsi d’acqua.

Il materiale eroso da rilievi geologicamente giovani della superficie terrestre, trasportato dai fiumi e sedimentato nelle zone pianeggianti, consiste prevalentemente in pezzi di roccia grossolani e poco arrotondati, perché sono strappati dalla superficie e abbandonati in tempi relativamente rapidi. Quando il trasporto è più prolungato, non solo i granuli vengono abrasi, arrotondati e rimpiccioliti, ma avviene anche una selezione mineralogica, dal momento che i minerali più fragili si frantumano, fino ad essere completamente disciolti, prima di quelli più resistenti.

Attraverso lunghi processi di compattazione e litificazione, dai sedimenti accumulati si formano le rocce. Sulle Alpi sono presenti numerose rocce la cui formazione è attribuita a questa fase geologica (prevalentemente arenarie e conglomerati come, ad esempio, le arenarie di Valgardena e il Verrucano Lombardo. Queste rocce vengono definite di tipo continentale, in quanto i processi di erosione, trasporto e di sedimentazione dei granuli che le compongono si sono verificati sopra una crosta di tipo continentale.

[tratto da http://vulcan.fis.uniroma3.it/lisetta/adamello/adamello.html]

La vita di Leonardo. A cura di Luigi Chiesa.

LeonardoLeonardo nacque il 15 aprile 1452 a Vinci, vicino a Firenze.
Suo padre, Piero di Antonio, era un notaio e si preoccupò di dargli un’ottima istruzione, anche musicale.
A Vinci visse fino al 1469 e, spirito libero ed indagatore, si fece coinvolgere in tutte le esperienze che la natura
di quella parte di Toscana gli proponeva. Il padre si rese conto delle qualità del figlio e della sua predisposizione per le arti figurative, la pittura soprattutto.
Per questo fece in modo che Leonardo fosse preso a bottega dal pittore e scultore più famoso di Firenze, Andrea del Verrocchio. Cosicché, a diciassette anni, si trovò ad imparare di pittura e scultura presso la bottega più rinomata della città. Si fece onore, perché già nel 1472 potè iscriversi alla corporazione dei pittori fiorentini.

In bravura superò anche il suo maestro perché in una tavola, il “Battesimo di Cristo” disegnò un angelo con tale maestria che lasciò stupefatto il Verrocchio che gli propose di aprirsi una bottega tutta sua.
Correva l’anno 1478. Da lì a poco, Leonardo avrebbe veramente raggiunto una maestria tale da potersi “mettere in proprio”. Molte furono le sue opere giovanili, alcune sono state lasciate incompiute: aveva il malvezzo, cercando la perfezione per ogni suo lavoro, di non finire le commissioni che gli davano.

Inoltre, attento ai molti stimoli intellettuali, assecondava la curiosità che ognuno gli accendeva.
Queste sue caratteristiche gli impedivano la costanza nell’eseguire e portare a termine i lavori che si assumeva.
Nel 1482, sentì l’esigenza di farsi conoscere anche fuori dai confini della Toscana.
Anche su sollecitazione di Lorenzo de’Medici, Signore di Firenze, si propose a Ludovico il Moro, duca di Milano, al quale si presentò come persona dalle molteplici capacità.
Infatti, elencò, in una lettera al duca, ben 36 attività in cui poteva essere proficuamente impiegato.
Restò a Milano circa venti anni.
Si occupò di campagne militari, di armi ed armigeri; realizzò macchine belliche e fortificazioni; si interessò di regolazione delle acque, di problemi urbanistici; progettò anche numerosi apparati per feste e celebrazioni.
Naturalmente non trascurò la pittura; sono di questo periodo la Vergine delle rocce, la Dama con l’ermellino, il Ritratto di musico. Ma l’opera di importanza capitale per la storia della pittura fu L’Ultima Cena, affrescata nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Iniziò questo lavoro nel 1495 e lo terminò nel 1497; anche in questo caso l’opera rischiò di diventare una tra quelle non finite. Furono le pressanti ingiunzioni dei suoi committenti ad indurlo a terminare quello che si rivelerà un capolavoro.
Lasciò clamorosamente incompiuta la statua equestre, commissionata da Ludovico il Moro, che raffigurava il padre Francesco Sforza.
Nel dicembre 1499, all’arrivo dell’esercito francese che cacciò gli Sforza da Milano, Leonardo tornò a Firenze e nel 1503 ricevette la commissione di un grande affresco che raffigurasse una famosa battaglia avvenuta ad Anghiari. Sperimentò una tecnica innovativa che non diede i risultati previsti, tanto che il disegno si squagliò ai suoi occhi, non ancora ultimato.

Nel 1517 decise di andare in Francia,invitato dal sovrano Francesco I. Si portò al seguito un disegno, “La Gioconda”, cui teneva particolarmente e che aveva iniziato anni prima.
Terminò il ritratto nel castello di Cloux, la sua nuova dimora, presso Amboise, residenza – allora – del re di Francia.

Il due maggio 1519 Leonardo muore e la leggenda vuole che sia spirato tra le braccia del suo amico re.

…UOMO del RINASCIMENTO

Leonardo1-150x150Leonardo da Vinci fu uno tra i maggiori esponenti del Rinascimento italiano, anni magici per la nostra cultura tra il 1400 ed il 1500. Questo periodo storico è stato così denominato perché, appunto, ha visto la rinascita della cultura romana antica, ma anche perché si è affermato un nuovo modo di studiare il mondo, la natura ed anche l’uomo.
Leonardo va annoverato tra i sommi artisti dell’epoca, con Tiziano, Bramante, Raffaello, Michelangelo… : un breve elenco per ricordare i più conosciuti.
Egli li sopravanzò per la sua propensione a spaziare in tutte le discipline dello scibile, con competenza e capacità innovativa, allargando le conoscenze precedenti.
E lui, “omo sanza lettere”, seguì il suo personale metodo conoscitivo che anteponeva l’esperienza alla teoria, sempre disposto ad approfondire nuovi orizzonti scientifici.
Furono proprio questo modo nuovo di indagare e lo spirito innovativo del conoscere che caratterizzarono la cultura degli anni del Rinascimento.
Gli interessi e gli studi di Leonardo, dunque, non si limitarono alla pittura, nella quale eccelse da subito, ma si estesero in modo sorprendente. Cosicché possiamo dire che ha lasciato un patrimonio inestimabile di opere:
pitture, disegni, studi, schizzi e circa seimila pagine di appunti che riguardano
“discipline scientifiche” quali:

  • anatomia
  • astronomia
  • botanica
  • fisiologia
  • geografia
  • geologia
  • geometria
  • idraulica
  • matematica
  • ottica
  • statica
  • zoologia

E ci si può anche fermare qui, concludendo che Leonardo fu “un uomo universale che si inoltrò, in solitudine, agli estremi confini della mente, dell’arte e della scienza”.

( Bottega-Questo termine indica la “bottega d’arte” fiorentina, qui un giovane predisposto riceveva la formazione di artista. Infatti imparava a disegnare, dipingere, scolpire,incidere ed a lavorare l’oro. Era anche un vero luogo di lavoro, oltre che di apprendistato).