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IL SANGUE a cura di AVIS MONZA: la donazione di sangue

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I progressi della medicina e il miglioramento delle condizioni assistenziali fanno sì che in Italia e nel mondo ci sia sempre bisogno di molto sangue.
Nonostante numerosi tentativi, ad oggi non è possibile riprodurre in laboratorio del sangue “di sintesi”, per cui l’unica possibile fonte di approvvigionamento di sangue rimane l’essere umano. In Italia attualmente non siamo ancora all’autosufficienza per quanto riguarda la disponibilità di sangue e dei suoi derivati, dovendo quindi dipendere dalle importazioni dall’estero. Oltre al problema economico, non in tutti i paesi da cui importiamo sangue le regole ed i controlli sono così rigorosi e sicuri come quelli a cui si sottopongono tutti i donatori e tutte le unità di sangue raccolte in Italia.

Donare significa perciò contribuire al raggiungimento dell’autosufficienza, diminuire la dipendenza dall’estero, alzare il livello di sicurezza e di garanzia nei confronti di chi ha la necessità di ricevere il sangue e quindi, in definitiva, donare può senz’altro tradursi in un concreto contributo al salvataggio di una vita in pericolo.

CHI PUO’ DONARE IL SANGUE?
Possono donare il sangue tutte le persone sane di età compresa tra i 18 e i 65 anni e con un peso corporeo non inferiore a 50 kg.
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Impedimento permanente alla donazione è causato da:
– malattie neoplastiche (tumori) maligni, tranne cancro “in situ” con guarigione completa;
– malattie autoimmuni;
– mallattie organiche del Sistema Nervoso Centrale;
– diabete;
– gravi malattie cardiovascolari: coronaropatie, angina pectoris, aritmie severe, accidenti cerebrovascolari, trombosi ricorrenti, sindrome di Wolfe-Parkinson-White;
– crisi di svenimenti e e/o convulsioni;
– coagulopatie accertate e tendenza anomala all’emorragia;
– affezioni gastrointestinali;
– affezioni gastrointestinali;
– affezioni epatiche;
– affezioni urogenitali;
– affezioni ematologiche;
– affezioni immunologiche;
– affezioni renali;
– affezioni metaboliche;
– affezioni respiratorie;
– storie di gravi e ripetute reazioni ai salassi;
– accessi venosi insufficienti;
– condizioni psichiche alterate;
– epatite B;
– epatite C;
– coinvolgimento per sospetta epatite post-trasfusionale;
– HIV 1-2;
– HTLV I/II;
– babesiosi;
– Kala Azar (Leishmaniosi viscerale);
– sifilide, granuloma inguinale, linfogranuloma venereo (fase acuta o pregresse);
– malattia di Chagas (Tripanosoma Cruzi);
– lebbra;
– encefalopatia spongiforme (BSE), ad es. malattia di Creutzfeldt-Jacob o nuova variante Creutzfeldt-Jacob;
– riceventi xenotrapiantati;
– soggiorno nel Regno Unito dal 1980 al 1996 per più di 6 mesi cumulativi, anche non consecutivi;
– stato di abbrezza alcolica, condizioni psichiche alterate;
– soggetto alcolista cronico (> 1 lt di vino o 200 ml di superalcolici al dì);
– uso abituale di sostanze farmacologiche o estratti ipofisari per via intramuscolare, endovena o tramite altri strumenti in grado di trasmettere gravi malattie infettive (sostanze stupefacenti, steroidio o ormoni a scopo di culturismo fisico);
– rapporti sessuali continuativi nel tempo (protetti o meno da profilattico) che espongano il donatore a contrarre malattie infettive trasmissibili con il sangue: con persone infette da HBV (se il donatore non è vaccinato), con persone HCV+ o HIV+, abitudine a rapporti occasionali con persone sconosciute, abitudine a rapporti con persone in cambio di denaro.

Ancora più numerosi sono i casi di sospensione temporanea.
Ricordiamo, tra gli altri:

– i viaggi in zone tropicali;
– l’assunzione di antinfiammatori non steiroidei (aspirina), antimicotici, antibiotici e antipetensivi;
– varie vaccinazioni (epatite, tetano, colera, influenza, rabbia, ecc.);
– cure odontostomatologiche;
– interventi di chirurgia;
– tatuaggi o body-piercing (compresa foratura orecchie);
– rapporti sessuali occasionali (protetti o meno con profilattico) con persone sconosciute;
– gravidanza.

Visita di idoneità Per conoscere tutta la casistica relativa alle sopensioni (compresi i periodi), qualsiasi ulteriori dettaglio e/o chiarimento (ad esempio le casistiche per le donazioni mirate e le aferesi) e sciogliere tutti i dubbi, si consiglia vivamente di rivolgersi presso la segreteria dell’AVIS Comunale di Monza.

IL SANGUE a cura di AVIS MONZA: il donatore

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L’aspirante donatore viene sottoposto ad una accurata visita medica e ad esami di laboratorio per accertarne l’idoneità o meno alla donazione di sangue.
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Viene informato in modo approfondito sulle procedure di donazione ed una volta ottenuto il suo consenso può iniziare a donare.
E’ estremamente importante che il donatore sia in buona salute e non corra rischi di contrarre infezioni per sé e per gli ammalati che riceveranno il sangue donato.

Prima di ogni singola donazione il donatore dialoga con il medico circa il proprio stato di salute, esegue una visita di idoneità (proprio così: una visita per ogni donazione!), nel corso della quale vengono controllate, oltre all’emoglobina, anche la pressione arteriosa del sangue: la massima deve essere compresa tra 110 mmHg e 180 mmHg, la minima non deve essere superiore a 100 mmHg.

La rilevazione della pressione arteriosa Al donatore vengono prelevati di norma circa 450 gr. di sangue intero e tra una donazione e l’altra devono trascorrere almeno 3 mesi per gli uomini, sei mesi per le donne in età fertile.

Con la plasmaferesi possono essere donate quantità superiori di plasma (650 ml), poiché viene prelevata soltanto la parte liquidoproteica e vengono reinfuse le cellule.

Ad ogni donazione, sul sangue del donatore sono controllati vari parametri, tra cui:
– HIV (AIDS);
– HbsAg (epatite “B”);
– HCV (epatite “C”);
– Ricerca malattie veneree;
– GOT e GPT (eventuale sofferenza del fegato).

Periodicamente il donatore esegue esami completi del sangue tesi a verificare il permanere del suo buono stato di salute.