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Le malattie esantematiche

Cosa sono?
Le malattie esantematiche sono malattie infettive. Si manifestano con la comparsa di un esantema, cioè un’eruzione cutanea che è variabile: puntiformi o papulose che si presentano prima in sedi specifiche e poi si diffondono su tutto il corpo. La malattia è infettiva e spesso smette di essrelo proprio con la comparda comparsa dell’eruzione cutanea.

Quali sono?

  • il morbillo

  • la parotite

  • la pertosse

  • la rosolia

  • la scarlattina

  • la quarta malattia (Scarlattina abortiva)

  • la quinta malattia (Megaloeritema)

  • la sesta malattia (Esantema critico

  • la Malattia mano-piede-bocca

  • la Mononucleosi infettiva

Autismo, la Dott.ssa Anna Pazzaglia ci aiuta a capirlo.

Iniziamo la collaborazione con la Dott.ssa Anna Pazzaglia cercando di rispondere nel modo più semplice possibile alle domande che ci avete fatto.

Che cos’è l’autismo?

L’autismo è un disturbo della sfera della comunicazione verbale e non verbale (gestuale) che impedisce al bambino di decodificare la realtà che gli sta intorno e le relazioni con gli altri nella loro reciprocità.

Che cosa caratterizza il bambino autistico?

Il bambino autistico ha serie difficoltà a sviluppare il linguaggio verbale e non verbale che può mancare del tutto o può manifestarsi con frasi ripetute e senza significato (per il linguaggio verbale).
Non riesce a relazionarsi con gli altri e vive stati di tensione emotiva che si manifestano con le stereotipie (comportamenti ripetitivi e ossessivi).

Il bambino autistico ha risposte sensoriali incoerenti sembra sordo e sembra pure che nn avverta il dolore il caldo il freddo.

Può essere un idiot savant ovvero sviluppare grosse capacità in ambiti particolari come la pittura oppure semplicemente la ripetizione mnemonica di numeri complessi in sequenza pur presentando un ritardo mentale.

Da cosa deriva l’autismo?

Non è ancora chiara l’origine ma sembra che ci siano cause ereditarie fattori dovuti a infezioni del feto danni al cromosoma X oppure al dna. E’ quai sempre presente una lesione a livello cerebrale.

Il bambino autistico ha un’intelligenza normale?

Il bambino autistico presenta un ritardo mentale atipico che è dovuto alla mancanza di possibilità di mettersi in relazione con gli altri e col mondo.Usa gli oggetti in maniera impropria cominciando dai giochi.

I bambini autistici possono parlare?

Ci sono bambini che parlano ripetendo frasi in maniera ossessiva anche frasi che hanno sentito mesi prima e che si ricordano perfettamente. Si può con una logopedia adeguata ai bisogni del soggetto agire attraverso ad esempio l’autoconversazione modalità in cui il terapista parla da solo a voce alta producendo nel bambino uno specchio per relazionarsi.

Si può aiutare un bambino nelle sue difficoltà di coordinamento psicomotorio?

Si agisce con la psicomotricità che prenderà in considerazione una dimensione ludica per il suo intervento nella quale si forma una relazione fondata sul gioco che sarà matrice di dei primi apprendimenti e delle prime comunicazioni in maniera integrata.

Come può aiutarlo un genitore?

Un genitore non deve adattarsi alla sua mancanza di movimento ma può aiutarlo insieme allo psicomotricista attraverso giochi di movimento in maniera indiretta giochi che presuppongono una distanza per indurli al movimento.

Ci sono persone che possono aiutare mio figlio a svolgere le attività quotidiane?

Si gli educatori possono realizzare un progetto su misura osservando le abilità acquisite e sviluppando quelle mancanti.

Come lavora un educatore su mio figlio?

L’educatore darà degli aiuti relazionali ovvero guiderà vostro figlio con le sue mani facendogli fare il gesto ad esempio di lavarsi le mani, farà da specchio eseguendo l’azione e poi in un secondo momento chiederà aiuto nello svolgerlo, indicherà in maniera gestuale o attraverso cartelli dove sta l’oggetto che serve in quel momento userà un suggerimento verbale come allacciati le scarpe. Tutte queste azioni mirano ad un’indipendenza graduale raggiunta con l’educatore.

Mio figlio si fa i bisogni addosso come posso aiutarlo?

Sia gli educatori che i genitori possono aiutarlo. Innanzitutto osservando i momenti della giornata in cui si fa i bisogni addosso e poi per aiutarlo a raggiungere il controllo sfinterico bisognerà anticiparlo ed accompagnarlo in bagno nei momenti rilevati con l’osservazione facendoli eseguire la sequenza senza stress e premiandolo se questa verrà svolta in maniera corretta. Di notte bisognerà svegliarlo prima dell’orario del bisogno utilizzare un pannolino mutandine e usare una luce tenue per farlo andare in bagno non immettendo nella sequenza anche l’accensione della luce principale (creando così un ulteriore complicazione nella sequenza).

Anna Pazzaglia ha master in Pedagogia speciale: progettista specializzato in percorsi di inclusione/integrazione per il “superamento degli handicaps” di 1.500 ore attivato presso l’Università di Bologna. Vive a Bologna e potete contattarla tramite la sua E-mail: annapazzaglia@alice.it o presso la nostra redazione.

Odontoiatria e autismo

A 4 anni i bambini autistici hanno il doppio degli elementi cariati rispetto ai coetanei non affetti dalla patologia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha, ormai da tempo, sottolineato la grande importanza della salute orale ponendola tra gli Health Topics che ogni Paese Membro dovrebbe perseguire. E’ ormai chiaro come lo stato di salute orale della popolazione italiana stia migliorando; tuttavia esistono ancora dei gruppi di popolazione ad alto rischio per questo tipo di problematiche.
È infatti estremamente importante mantenere uno stato di salute orale elevato, così da poter contribuire al miglioramento delle condizioni di vita generali dell’individuo. E’ il caso dei soggetti affetti da autismo sui quali è fondamentale attuare dei programmi di prevenzione delle patologie orali e ottenerne la collaborazione, qualora vi fosse la necessità di specifici trattamenti alla poltrona.
L’attenzione dell’odontoiatria pediatrica nei confronti di questa tipologia di pazienti con necessità specifiche, è attualmente insufficiente, come scarsa è anche la letteratura internazionale a riguardo. E’ pertanto necessario cercare di colmare questo deficit attraverso la realizzazione di progetti che mirino all’ottenimento della collaborazione del bambino autistico durante la visita odontoiatrica e all’eventuale trattamento.
È alla luce di queste considerazioni che nel Marzo 2006 è nato un progetto di collaborazione tra il Dipartimento Assistenziale di Odontoiatria diretto dalla prof.ssa Laura Strohmenger e il Reparto di Neuropsichiatria Infantile diretto dal prof. Carlo Lenti, con gli obiettivi di valutare lo stato di salute orale dei bambini da loro seguiti, educare alla prevenzione i bambini e le famiglie e, soprattutto, sviluppare tecniche comportamentali e metodiche di approccio tali da ridurre l’ansia e lo stress del giovane paziente.
Il Centro per la Cura e lo Studio dell’Autismo e i Disturbi Generalizzati dello Sviluppo di Milano ha concordato con la Clinica Odontoiatrica dell’Azienda Ospedaliera San Paolo di inviare per una visita odontoiatrica tutti pazienti ad esso afferenti, provenienti principalmente dalla regione Lombardia, preparandoli adeguatamente alla visita attraverso l’utilizzo di specifici supporti visivi alla comunicazione; grazie a questo materiale le educatrici del Centro e gli insegnati di supporto che seguono i ragazzi presso il Centro e a scuola, hanno potuto preparare i bambini attraverso l’utilizzo di schede con foto, disegni e spiegazioni delle fasi della visita, in modo che essi sapessero fase per fase cosa li aspettava e potessero quindi affrontarla più serenamente.
Al momento della visita e degli eventuali trattamenti la collaborazione dei bambini da parte degli odontoiatri è stata ottenuta applicando le comuni tecniche di approccio dell’odontoiatria pediatrica (tell, show and do) ed alcuni semplici programmi di facilitazione mirati. Gli incontri si sono svolti sempre nella stessa postazione odontoiatrica in quanto l’abitudine ad un luogo conosciuto, per i bambini autistici, è fondamentale per ridurre lo stress, come anche la presenza nella sala clinica dei medesimi professionisti.
Il riunito odontoiatrico è, inoltre, stato fornito di uno schermo per la proiezione di cartoni animati che potessero catturare l’attenzione e distrarre il bambino dalle procedure mediche. Con questo tipo di approccio si è riusciti ad effettuare terapie che richiedevano un buon grado di collaborazione e soprattutto sono stati ridotti gli interventi in narcosi di circa il 60%. La metà dei pazienti visitati fino ad oggi, circa 50, era, infatti, stata in precedenza sottoposta ad interventi in narcosi presso strutture pubbliche. Questo dato dimostra che più della metà dei pazienti avrebbe potuto fare a meno di un intervento di questo tipo se opportunamente preparato.
Il range di età dei soggetti visitati varia dai 3 ai 16 anni ed è quindi stato possibile valutare lo stato di salute orale della dentatura decidua e di quella permanente e confrontarlo con i dati raccolti in un’indagine svolta in Lombardia nel 2005 su bambini non affetti dalla patologia. E’ stato quindi possibile trarre le seguenti conclusioni:
• la patologia cariosa colpisce indiscriminatamente soggetti autistici e non affetti dalla patologia, in tutte le fasce di età
• a 4 anni i bambini autistici hanno il doppio degli elementi cariati rispetto ai coetanei non affetti dalla patologia
• benché anche nei soggetti non affetti da autismo la media degli elementi curati sia inferiore a quella degli elementi malati, questa differenza risulta ancora più rilevante nel gruppo di bambini autistici
• lo stato di salute parodontale è chiaramente inferiore nei soggetti autistici, in qualsiasi classe di età.
Considerando i dati raccolti in questi due anni di attività, risulta che il 40% dei bambini inviati dal Centro per la Cura e lo Studio dell’Autismo e i Disturbi Generalizzati dello Sviluppo non erano stati sottoposti in precedenza a visita odontoiatrica, fatto che rappresenta una causa di tardiva diagnosi delle problematiche odontoiatriche che, a maggior ragione in pazienti che richiedono particolari attenzioni come i soggetti autistici, non dovrebbe verificarsi. In questo senso gli specialisti della prima infanzia, soprattutto pediatri e neuropsichiatri infantili, dovrebbero sensibilizzare i genitori a non trascurare l’aspetto odontoiatrico della salute dei propri figli, perché, come in tutti i campi della medicina, la prevenzione primaria rappresenta l’unica arma per abbattere i costi biologici e sociali delle patologie.
I vantaggi di un cavo orale sano si riflettono, inoltre, sul benessere dei genitori di questi piccoli pazienti, sollevandoli da problematiche aggiuntive e spesso anche dall’ansia di far affrontare al figlio un intervento in anestesia generale per mancanza di un sufficiente grado di collaborazione alla poltrona odontoiatrica. Il peggiore stato di salute riscontrato nei bambini affetti da autismo rispetto al resto della popolazione infantile, dipende principalmente dalla maggiore difficoltà che i primi trovano nel praticare correttamente e con costanza corrette metodiche di igiene orale.
E’ inoltre stato riscontrato come i bambini autistici fossero spesso usi ad un’alimentazione scorretta, a causa anche dell’abitudine ai rinforzi alimentari praticata dai genitori e dai tutori, mirata a stimolare e premiare i bambini a dei comportamenti corretti fornendo premi alimentari, spesso ricchi di zuccheri. Da quanto esposto appare evidente come sia necessario porre maggiore attenzione verso questo tipo di problematiche del paziente autistico, sicuramente di minor rilevanza rispetto alla patologia principale, ma che sono fondamentali per migliorare il benessere dell’individuo e della famiglia.
Risultano, quindi, notevoli i vantaggi di un simile progetto anche per l’Azienda Ospedaliera, che ottiene da un lato un alleggerimento delle liste di attesa per le sale operatorie, dall’altro un notevole risparmio economico, oltre ad offrire un servizio altamente specialistico alla famiglie, rispondendo ad una richiesta di terapia ancora ampiamente insufficiente sul territorio nazionale.

dr.a Angela Malerba – Responsabile Odontoiatria Pediatrica – dr.a Maria Grazia Cagetti – dr. Stefano Mastroberardino – Centro Collaborazione OMS per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it