Shoah, il genocidio del popolo ebraico.

Shoah (“tempesta devastante”, dalla Bibbia, per es. Isaia 47,11).

Nel periodo che va dal 1939 al 1945 si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico. Con l’obiettivo di creare un mondo più “puro e pulito” i nazisti del Terzo Reich sterminano tra i cinque e i sei milioni di Ebrei, due terzi circa degli Ebrei europei.
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Nel 1933 Hitler sale al potere in Germania e con la pubblicazione del libro Mein Kampf “La mia battaglia” pone le fondamenta di un’ideologia razzista e antisemita.
Alla “soluzione finale” (così i nazisti chiamano lo sterminio) si arriva attraverso un processo di progressiva emarginazione degli Ebrei dalla società tedesca. Le leggi di Norimberga (1935) legittimano il boicottaggio economico e l’esclusione sociale dei cittadini ebrei. Dalla ‘notte dei cristalli’ (8-9 novembre 1938) quando in tutta la Germania furono date alle fiamme le sinagoghe e i negozi ebraici vengono completamente devastati, il processo di segregazione e repressione viene accelerato fino alla decisione (presa dai vertici nazisti nella Conferenza di Wannsee, gennaio 1942), di chiudere la questione ebraica con lo sterminio sistematico affidato ad Adolf Eichmann che organizza i convogli che da tutta Europa portano gli ebrei verso i campi di sterminio tedeschi.

Lo sterminio parte dalla Germania, ma si espande via via con le conquiste del Terzo Reich, colpendo gli Ebrei dei paesi occupati, cioè di quasi tutta l’Europa.
Gli ebrei da principio vengono ‘ghettizzati’, cioè con la forza concentrati in appositi quartieri delle città (il principale ghetto europeo, per estensione e numero di abitanti, è quello di Varsavia), e in seguito vengono deportati nei campi di concentramento e di sterminio che sono costruiti soprattutto in Europa orientale: Auschwitz, Treblinka, Dachau, Bergen Belsen, Mauthausen.shoah4
Tutto viene pianificato e nei campi arrivano ogni giorno i convogli carichi di persone che vengono selezionate all’arrivo e divise in “quelli che possono lavorare” e quelli sono immediatamente destinati alle camere a gas (vecchi, bambini, ammalati…). I campi sono anche luoghi di torture, di lavori disumani. Ogni giorno avviene la selezione tra chi può continuare a vivere e chi viene condotto al crematoio. Oltre agli Ebrei, sono vittime di tanta atrocità anche gli zingari, gli omosessuali, i testimoni di Geova e gli oppositori politici.
Nei campi vengono effettuati esperimenti pseudo scientifici.
Il dott. Mengele, medico e membro delle SS, è uno dei più efferati criminali nazisti. I suoi studi di medicina, orientati sulla morfologia razziale, lo portano a diventare nel 1937 assistente di O.Freiherr von Vershuer, specialista di eugenetica. Nel 1939 Mengele è arruolato nelle Waffen-SS e poi destinato (1940-42) all’ufficio per la razza e gli insediamenti umani. Nel 1943 entra nel lager di Auschwitz-Birkenau per approfondire la sperimentazione su centinaia di migliaia di detenuti ebrei e zingari, considerati subumani, in particolare sperimenta sui gemelli, circa tremila bambini e adolescenti vengono torturati sino alla morte.
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Gli ebrei, prima del genocidio, non compiono alcun atto di ostilità nei confronti dei tedeschi, ma vengono comunque presentati come nemici. La pianificazione del genocidio avviene con la Conferenza di Wannsee del 1942, nella quale si programma lo sterminio di 11.000.000 di ebrei. Il movente di tanta crudeltà è il razzismo, l’affermazione della superiorità del popolo tedesco, della ”pura razza ariana”. Gli Ebrei vengono considerati responsabili della debolezza economica della Germania e ostacolo sulla via della realizzazione del magnifico mondo tedesco progettato da Hitler.

Nel 1938, in Italia il regime fascista emana le leggi razziali che escludono gli Ebrei dalle scuole, da molte professioni, dalla vita sociale. Quando i Tedeschi, nel 1943, occupano l’Italia settentrionale, iniziano le deportazioni e lo sterminio con la collaborazione delle autorità della Repubblica sociale italiana.
Uno dei primi episodi è il rastrellamento del ghetto di Roma, il 16 ottobre 1943, nel corso del quale vengono catturate oltre 1.000 persone. Il campo di Fossoli, in provincia di Modena, diventa il luogo di transito verso i campi dell’Europa orientale, in cui trovano la morte circa 8.000 Ebrei italiani.