San Francesco d’Assisi patrono d’Italia

Francesco Giovanni di Pietro Bernardone (il nome completo di San Francesco) nacque ad Assisi nel 1181.
Il padre, Pietro di Bernardone, era un ricco commerciante di tessuti. Francesco da ragazzo studiò il latino, il francese ma non imparò mai a scrivere bene. Ebbe un’infanzia e una giovinezza serena e spensierata, come tanti ragazzi benestanti dell’epoca. Tentò anche la carriera delle armi ma, nel 1206, a 25 anni arrivò la sua conversione.
La sua educazione cattolica divenne una strada su cui camminò con umiltà e amore; Francesco predicava la gioia spirituale e non quella materiale che deriva dal possesso delle cose.
Nel 1206, dopo un mese di ritiro, solitudine e preghiera, decise di dedicare la sua vita ai fratelli , a chi non aveva nulla; nel 1207, ritornato ad Assisi rinunciò all’eredità del padre e davanti al Vescovo si spogliò persino degli abiti che indossava.
Nel 1209, insieme a sette compagni iniziò a predicare il Regno dei cieli e, senza portare con sé oro né argento, né bisacce, né tuniche, né sandali, né bastone, cominciò ad entrare nelle case salutando e dicendo “pace a questa casa” (Matteo 10, 7 segg.; 19, 21; Luca 9, 2 segg.).
Questo modo di vivere la fede furono la sostanza del programma religioso di frate Francesco. Nel 1210 a Innocenzo III, a Roma gli impartì la tonsura (rasatura dei capelli a forma di cerchio) e diede l’approvazione per la nascita dei Francescani.
La predicazione di Francesco non si fermò solo in Italia: alcuni frati si recarono in Marocco, Francesco (nel 1219), si diresse in Oriente, a Damietta che era assediata dai Crociati. Subito dopo si presentò al sultano al-Malik al Kāmil, per annunciargli il Vangelo e anche se non lo convertì fu trattato bene e fu aiutato ad arrivare in Palestina.
Nel 1220 Francesco tornò in Italia, il suo ordine stava crescendo e aveva bisogno una regola: nel 1223 la regola scritta e approvata da Onorio III. La data di nascita dell’ordine Francescano è quindi il 29 novembre 1223.Questo è un momento importante per la storia della Chiesa ma è anche la data che segna l’inizio di una parte molto difficile della vita di Francesco che sentiva il dissidio fra quanto aveva sognato e la realtà dei fatti, che era indebolito dalle varie malattie e dalle fatiche e le austerità della vita che aveva scelto.
Durante la Quaresima del 1224, mentre era in preghiera ebbe da Gesù un segno importante: le mani e i piedi iniziarono a mostrare i segni chiodi della crocefissione e nel petto si era prodotta una ferita sanguinante. In quel periodo era quasi cieco e soffriva fisicamente per la malattia eppure scrive (1225) il Cantico delle creature.

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Il 3 ottobre 1226 morì, era circondato dai suoi frati.