L’APPARECCHIO ORTODONTICO NEI BAMBINI: UNA MODA O UNA REALE NECESSITA’?

“Ai miei tempi i bambini con l’apparecchio erano una rarità, oggi ce l’hanno quasi tutti. Sembra una moda!”

Sempre più spesso, parlando tra genitori, si sentono pronunciare frasi come questa. Ma è davvero così? L’apparecchio ortodontico nei bambini può essere davvero diventato “una moda”? Scopriamolo insieme.

Sicuramente oggi c’è un’attenzione maggiore ai temi correlati con la salute, soprattutto se si parla di bambini. La parola d’ordine è prevenzione.

Vengono raccomandate le sigillature dei molari permanenti per la prevenzione della carie, vengono intercettate le abitudini viziate (ad es. il succhiamento del dito o del ciuccio se protratto nel tempo) per la prevenzione di alcune anomalie di sviluppo dei denti e, nello stesso modo, viene posta una diagnosi precoce per prevenire, o meglio intercettare (si parla infatti a questa età di “ortodonzia intercettiva”) quadri di malocclusione che possono nel tempo consolidarsi e peggiorare fino a rendere impossibile o molto complessa la loro risoluzione.

Ma quali sono queste situazioni? Vanno fatti dei distinguo. Non basta infatti un dentino storto a 8 anni per giustificare un trattamento ortodontico.

La prima situazione che richiede sicuramente un trattamento ortodontico precoce è il deficit trasversale maxillare, comunemente chiamato “palato stretto”.

Il palato stretto può comportare diversi disturbi che vanno da problemi di riduzione di spazio per i denti al verificarsi di un morso incrociato o cross-bite con relativa alterazione dei rapporti masticatori. La larghezza del palato inoltre influenza la pervietà delle prime vie aeree, in particolare delle cavità nasali, quindi tanto più il palato è stretto tanto più si rischia di non respirare correttamente attraverso il naso.

Sono quindi diversi i motivi che possono rendere necessario un allargamento o espansione ortodontica/ortopedica del palato.

C’è poi da considerare la quarta dimensione, il fattore tempo. Con l’aumentare dell’età infatti la struttura del palato si irrigidisce progressivamente rendendo sempre più complessa e dolorosa (e oltre una certa soglia, impossibile) qualsiasi procedura ortodontica di allargamento del palato. Ecco che quindi in questo caso, un trattamento ortodontico precoce troverebbe piena giustificazione.

Un’altra situazione in cui un trattamento precoce può fare la differenza è quella in cui ci sono gli incisivi superiori molto sporgenti, i classici dentoni “a coniglietto”. In questo caso infatti potrebbe esserci un incremento del rischio di fratturare i denti in caso di trauma accidentale. In poche parole in caso di caduta, gomitata, pallonata (e chi più ne ha più ne metta) un bambino con i denti sporgenti rischierebbe di romperli più facilmente rispetto ad un altro con i denti dritti.

C’è poi una situazione specifica, che si verifica in questi casi, che si chiama “interposizione labiale”. In pratica se gli incisivi superiori sono molto più in fuori o in avanti rispetto agli inferiori si crea uno spazio in cui si posiziona il labbro inferiore, interponendosi di fatto tra gli incisivi superiori e quelli inferiori. Il labbro cioè non riuscendo più a stare davanti ai denti superiori, perchè troppo in fuori, gli si posiziona dietro. Il risultato è che il bambino anche a labbra chiuse ha i dentoni superiori che spuntano fuori dalle labbra. Questa posizione del labbro inferiore tende a spingere sempre più in fuori gli incisivi superiori peggiorando quindi sempre di più il quadro. Anche in questa situazione un trattamento ortodontico precoce risulta davvero cruciale.

I denti sporgenti inoltre impattano tantissimo anche sulll’estetica facciale e l’armonia del sorriso andando ad incidere su elementi importanti sotto il profilo psicologico come l’autostima e l’accettazione di sè.

Diversi studi inoltre hanno purtroppo dimostrato come i bambini con alterazioni dentali (e in particolare i denti sporgenti) siano più a rischio di finire vittime dell’orrendo fenomeno del bullismo che purtroppo ancora oggi continua a rappresentare un problema in fasce d’età, tra l’altro, sempre più precoci. C’è poi una terza situazione in cui un trattamento ortodontico precoce può risultare decisivo per il successivo sviluppo dento-facciale del bambino: la cosiddetta malocclusione di terza classe. Questa malocclusione è caratterizzata da una disarmonia scheletrica in cui la mandibola (quindi i denti inferiori) risultano prominenti o più in fuori rispetto alla mascella (e quindi ai denti superiori).

Qui ci possono essere due differenti quadri: o una crescita eccessiva della mandibola inferiore, verso la quale ci sono minori possiblità di correzione nel lungo termine in quanto una crescita geneticamente determinata è difficilmente correggibile, oppure una mascella superiore deficitaria. In questo secondo caso invece la risposta tende ad essere migliore e spesso definitiva. Tanto migliore e di conseguenza definitiva quanto prima viene iniziato il trattamento ortodontico che, in questi casi, comincia anche al di sotto dei 6 anni.

Abbiamo dunque visto alcune tra le principali indicazioni ad un trattamento ortontico precoce. Ma ce ne sono tante altre, che vanno dal grave malposizionamento dentale al rischio di mancata fuoriuscita di alcuni denti a tanti altri casi ancora che trovano nella specificità individuale di ogni singolo bambino la giustificazione all’esecuzione di un trattamento ortodontico.

Dunque, l’apparecchio ortodontico nel bambino è una moda? Assolutamente no, almeno se vengono individuate determinate caratteristiche ben specifiche.

Come fare allora per essere sicuri di effettuare un trattamento ortodontico che trovi una sua reale giustificazione nel proprio bambino? Sicuramente è importante rivolgersi ad un odontoiatra (importante controllare sempre l’effettiva iscrizione all’Ordine dei Medici per evitare di incorrere in una figura che eserciti abusivamente la professione), meglio ancora se Specialista in Ortodonzia o con una formazione specifica nel settore ortodontico e dell’età evolutiva.

[Dott. Alessandro Musci – Odontoiatra, Specialista in Ortodonzia]

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