I bambini e la vista

Dai recenti studi internazionali è emerso che circa il 20% dei bambini sotto i 4 anni di età soffre di disturbi della vista. La vista di un neonato richiede anni per svilupparsi e affinarsi come di quella di un adulto.

La formazione delle capacità visive di un bambino è quindi un processo lento, per cui è molto importante saper riconoscere eventuali anomalie ed intervenire tempestivamente, per poter porre rimedio in tempo.

Come si evolvono le capacità visive

Se nel corso del primo mese di vita, la vista del neonato può solo distinguere tra buio e luce e l’orizzonte visivo si ferma ai 30 cm, già al sesto mese il bambino è in grado di vedere e riconoscere cose lontane. Entro il quarto anno di vita del bambino, la sua acutezza visiva raggiunge lo stesso livello di quella di un adulto.

L’apprendimento e la funzione visiva sono strettamente legate tra loro, per questo la seconda evolve nel corso dei primi anni visivi e si affina lentamente.

Questo significa che impariamo a vedere in modo corretto se ne abbiamo la possibilità, per questo è indispensabile diagnosticare tempestivamente un difetto visivo per correggerlo e consentire così uno sviluppo completo delle funzionalità (come la visione tridimensionale e l’acuità visiva per lontano e vicino).

Un problema di vista diagnosticato subito, in questa età, spesso significa poter sviluppare una vista normale. È quindi fondamentale effettuare una prima visita oculistica dal medico specialista all’età di 3 anni, per individuare in tempo problematiche trattabili come:

  • Occhi troppo grandi;
  • Scorretta postura del collo e della testa;
  • Strabismo, sensazione che gli occhi non siano in asse tra loro;
  • Rotazione degli occhi senza riuscire a fissarli su un oggetto specifico;
  • Inciampare e sbattere frequentemente contro mobili ed oggetti;
  • Mal di testa ricorrente (dopo i 4 anni di età);
  • Tendenza ad isolarsi;
  • Stropicciarsi spesso gli occhi;
  • Fastidio eccessivo alla luce.

L’importanza degli stimoli visivi nei bambini e i problemi più comuni

I bambini, attraverso gli occhi, imparano e assorbono quasi il 90% del mondo che li circonda. Una mancanza o un problema in quest’ambito può avere ripercussioni non solo fisiche ma anche relazionali. I problemi visivi che più comunemente colpiscono i bambini sono:

  1. Strabismo: causa spesso l’occhio pigro e la condizione definita come ambliopia. Il bambino colpito da strabismo ha più difficoltà a sviluppare una visione spaziale, l’equilibrio e il coordinamento motorio;
  2. Ipermetropia: difficoltà nel riconoscere gli oggetti vicini, buona visione degli oggetti lontani;
  3. Miopia: difficoltà nel riconoscere gli oggetti lontani, buona visione degli oggetti vicini;
  4. Astigmatismo: irregolare curvatura della cornea che causa una vista confusa e distorta.

Gli occhiali per bambini: non più un segno di esclusione!

Una volta, gli occhiali rappresentavano per un bambino un segno di esclusione, l’evidenza di un problema. Oggi, gli occhiali sono un accessorio spesso considerato bello ed esistono montature comode e personalizzabili su misura per i piccoli.

Riconoscere e arginare un problema di vista è dunque più facile e meno traumatico: per questo è importante che i genitori prestino attenzione a eventuali segnali di disturbi e intervengano tempestivamente. Non abbiate paura di portare il vostro bambino dall’oculista, che seguirà i vostri piccoli alla scoperta del mondo, attraverso il lungo percorso dell’evoluzione della vista.

A cura della redazione di MioDottore, con la consulenza del Dott. Raffaello Tidore, oculista e chirurgo generale.