Spasmi affettivi, capricci

Spasmi affettivi, capricci [tratto da www.ferrandoalberto.blogspot.it – Dott. Alberto Ferrando]

Un fenomeno abbastanza frequente nei bambini sono gli gli spasmi affettivi (episodi di apnea inspiratoria nei bambini, con possibile perdita di conoscenza dopo essere diventati, nella forma più frequente cianotici). Quando il bambino trattiene il respiro cercate di intervenire prontamente soffiandogli in faccia o ,se avete la possibilità, spruzzandogli un pò di acqua sul volto. Anche se perde coscienza comunque non ci sono conseguenze e la ripresa è rapida per il bambino (un pò meno, psicologicamente, per i genitori e i nonni in quanto ci si trova una bella “paura”).
Gli “spasmi affettivi” compaiono dopo frustrazioni, sgridate o se il bambino è contrariato o in caso di dolore in circa il 5 % dei bambini. Soprattutto nell’età da 6 mesi ai 2 anni e terminano in alcuni addirittura a 6 anni .
Gli spasmi affettivi più frequenti sono quelli in cui il bambino trattiene il respiro e diventa cianotico (più rari alcuni detti “pallidi” che compaiono più frequentemente in caso di stimoli dolorosi). Se contrariati alcuni bambini possono arrivare agli spasmi affettivi, altri arrivano a vomitare o battono la testa ripetutamente al muro o a terra. Molto spesso in queste occasioni viene naturale all’adulto assecondarli e dargliele ed è lì che loro approfittano della situazione e imparano che quella è la strada per ottenere ciò che vogliono, è un precedente. Nei bambini che arrivano ad avere gli spasmi affettivi cianotici bisogna, nel tempo, cercare di non concedere tutto per paura della crisi e se compare, come detto sopra, soffiare in faccia al piccolo o bagnarlo con dell’acqua, mantenendo la calma, perché se il bimbo perde conoscenza, si riprende subito.
In alcuni casi un fattore favorente è la carenza di ferro. Ovviamente quanto scritto deve essere valutato dal proprio pediatra curante sia per la conferma della diagnosi che per una eventuale terapia e soprattutto per consigli su educazione e comportamento.

Come si sviluppa l’abilità di lettura

[Tratto dal libro : “Diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento Scolastico” di Vio, Tressoldi e Lo Presti, Erickson”]

1. Stadio Pittografico.
2. Stadio logografico (5-6 anni)
Anche se non si conoscono i singoli suoni, si riconosce che una determinata parola si riferisce a una determinata cosa. Ad esempio, si riconosce, la parola «casa» che si riferisce al disegno della casa, ma non si conoscono né le lettere,
né il loro singolo suono («c-a-s-a»).
All’interno dello stadio logografico si manifesta lo sviluppo delle seguenti due abilità:
a) Consapevolezza fonologica: concerne la capacità di saper riconoscere le varie parti fonemiche della parola.
b) Abilità visive: premesso che il bambino dovrebbe possedere normale acuità visiva o vista corretta, per abilità visive s’intende il saper riconoscere le varie parti della parola (ad es., grafema, sillaba, morfemi, ecc.).
3. Stadio alfabetico (6-7 anni)
c) Lettura fonologica: è l’acquisizione della capacità di conversione del grafema nel fonema corrispondente.
Nel modello a due vie questa viene anche definita come «via fonologica» o «sub-lessicale».
4. Stadio ortografico (8 anni in su)
d) Lettura lessicale: Con questa modalità di lettura il bambino amplierebbe sempre di più il suo magazzino
di parole (si tratta appunto di un lessico nel quale sarebbe conservato il significato di quella parola e la sua pronuncia).

Non usate la codeina per i bambini!

BASTA CODEINA SOTTO AI 12 ANNI

[tratto da: www.ferrandoalberto.blogspot.it]

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AlFA) ha disposto, con decorrenza immediata, il ritiro delle seguenti confezioni di medicinali antidolorifici contenenti codeina ad esclusivo uso nei bambini al di sotto dei 12 anni:

  1. 1) TACHIDOL “Bambini 125 mg/5 mi+7,5 mg l 5 ml5ciroppo”- flacone da 120 mi
  2. 2) TACHIDOL “Bambini 125 mg/7,5 mg Granulato effervescente”- 10 bustine
  3. 3) LONARID “Bambini 200 mg+5 mg Supposte” 6 supposte
    4) PARACETAMOLO + CODEINA ANGENERICO “125 mg + 7,5 mg Granulatoeffervescente” 10 bustine

PARACETAMOLO+CODEINA ANGENERICO ” 2,5 g+0,150 g Sciroppo” flacone da 120 mi
Nelle more della presentazione, da parte dei titolari AIC, della richiesta di modifica dei fogli illustrativi necessaria per inserire la controindicazione nei bambini al di sotto dei 12 anni, l’AlFA ha, altresì, disposto il divieto di utilizzo nei bambini di tale categoria di età di tutti i medicinali antidolorifici contenenti codeina da sola o in associazione (elenco allegato),
Tali provvedimenti sono stati emanati a seguito del ricevimento della posizione finale del Gruppo di Coordinamento per il mutuo riconoscimento e le procedure decentrate (CMDh), che ha approvato all’unanimità la raccomandazione del Comitato per la Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) sui medicinali antidolorifici contenenti codeina.
Le conclusioni della rivalutazione del rapporto beneficio-rischio di tali medicinali da parte del PRAC e del CMDh portano a considerare ancora favorevole il profilo beneficio-rischio nei bambini solo di età superiore ai 12 anni, mentre al di sotto di tale età la codeina non deve essere utilizzata come antidolorifico a causa del rischio di tossicità da oppioidi. Tale rischio è aumentato nei bambini metabolizzatori ultra-rapidi della codeina e in pazienti pediatrici sottoposti ad rimozione chirurgica di tonsille e/o adenoidi.

5) Al riguardo l’AlFA ha pubblicato in data 1o luglio il comunicato contenente i dettagli relativi alla raccomandazione sui medicinali contenenti codeina:

1) non devono essere usati in bambini al di sotto dei 12 anni di età;
2) non devono essere usati in tutti i pazienti pediatrici (0-18 anni di età) che si sottopongono a interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia per la sindrome da

apnea ostruttiva del sonno;
3) non devono essere usati in pazienti, bambini e adulti, noti per essere metabolizzatori

CYP2D6 ultra-rapidi;
4) non devono essere usati in donne che allattano (perché la codeina può passare alneonato attraverso il latte materno);
5) non sono raccomandati in bambini, di età tra i 12 e i 18 anni, con compromissione della funzionalità respiratoria;
6) devono essere usati alla dose minima efficace per il più breve periodo di tempo.

Eventuali chiarimenti possono essere richiesti al servizio Farmaci-line dell’AlFA all’indirizzo e­ mail farmaciline@aifa.gov.it.

LE 10 REGOLE PER IDENTIFICARE UN GIOCATTOLO SICURO


LE 10 REGOLE PER IDENTIFICARE UN GIOCATTOLO SICURO

Alcune indicazioni utili per identificare un giocattolo sicuro in fase di acquisto:

1 Sulla confezione devono comparire in maniera visibile, leggibile, indelebile e soprattutto in lingua italiana:

–MARCATURA CE rappresenta la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza del giocattolo. I giocattoli possono essere immessi sul mercato solo se provvisti della marcatura CE posta sul giocattolo stesso e/o sul suo imballaggio. La marcatura deve rispettare le specifiche e le proporzioni presenti e deve avere un’ altezza minima di 5 mm;

–IL NOME E INDIRIZZO DEL PRODUTTORE, DELL’IMPORTATORE O DISTRIBUTORE e i dati necessari per poterlo identificare, per poterlo contattare in caso di problemi;

–Le AVVERTENZE: indicazione della fascia di età alla quale il giocattolo è destinato e relativa motivazione, avvertenze d’uso per giocattoli che potrebbero presentare rischi particolari: giocattoli chimici, pattini, skateboard, biciclette e simili, giocattoli nautici, giocattoli funzionali che imitano apparecchiature elettroniche (es: ferro da stiro), giocattoli contenuti nei prodotti alimentari (es: sorprese), imitazioni di maschere e strumenti di protezione individuale, giocattoli da appendere a culle e simili, giocattoli contenenti fragranze.

2 Prestate attenzione alle indicazioni relative alla fascia di età dei bambini per la quale il giocattolo è stato progettato e si ritiene di conseguenza adatto.

–In assenza di un’età consigliata si presuppone che il giocattolo sia destinato a tutte le età (0-14 anni).

–SE ACQUISTATE GIOCATTOLI PER BAMBINI SOTTO I TRE ANNI, È BENE ASSICURARSI CHE NON CONTENGANO PICCOLE PARTI ACCESSIBILI: potrebbero causare rischio di ingestione. I giocattoli realizzati per bambini di età superiore a 3 anni, ma potenzialmente utilizzabili da bambini di età inferiore ai 3 anni, devono riportare la seguente avvertenza: “ATTENZIONE: NON ADATTO A BAMBINI DI ETÀ INFERIORE A 36 MESI” (oppure “3 anni”, oppure il pittogramma del viso del bambino con il segnale di divieto), seguita dalla motivazione di rischio, ad esempio: “CONTIENE PICCOLE PARTI CHE POTREBBERO ESSERE INGERITE O INALATE”.

3 I giocattoli e le loro PARTI SMONTABILI non devono presentare PUNTE O SPIGOLI APPUNTITI, BORDI TAGLIENTI O ANGOLI ECCESSIVAMENTE SPORGENTI.

4 I GIOCATTOLI MECCANICI devono essere costruiti in modo tale che gli INGRANAGGI NON SIANO ACCESSIBILI.

–FRECCE E ARCHI usati come giocattoli dai bambini devono avere adeguate protezioni che proteggano da possibili lacerazioni. Monitorate il gioco dei vostri bambini: un uso improprio può essere molto pericoloso.

–GIOCATTOLI CHE EMETTONO RUMORI E/O SUONI: per prevenire danni all’udito le norme stabiliscono specifici livelli di rumore producibili dai giocattoli che sono considerati sicuri. Se il suono di un giocattolo all’interno del negozio vi pare troppo elevato, non acquistatelo: i bambini sono molto più sensibili ai suoni rispetto agli adulti.

5 GIOCATTOLI che funzionano A BATTERIA destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi devono avere un vano batteria inaccessibile, realizzato in modo tale da richiedere l’intervento di un adulto per essere aperto (ad esempio il vano è chiuso da una vite). Nei giocattoli destinati a bambini di età superiore ai 36 mesi il vano deve essere inaccessibile solo per le batterie a bottone, in tutti gli altri casi può essere facilmente rimovibile. In questo ultimo caso prestate particolare attenzione al possibile surriscaldamento delle pile (derivante da errato posizionamento delle stesse) poiché potrebbero provocare gravi scottature al bambino.

6 Qualsiasi parte del giocattolo deve essere RESISTENTE ALLO STRAPPO. Prestate particolare attenzione alle parti sporgenti rispetto alla sagoma del giocattolo, quali occhi, naso e bottoni.

7 Eliminare sempre i palloncini rotti o sgonfi!

–I PALLONCINI IN LATTICE GONFIABILI SONO PERICOLOSI SE ROTTI O SGONFI poiché potrebbero essere ingeriti. La confezione deve riportare la dicitura: “Attenzione: non adatto ai bambini di età inferiore agli otto anni”.

8 I giocattoli progettati perché il bambino vi giochi all’interno (ad esempio tende da indiano o casette) DEVONO ESSERE ARIEGGIATI e PRIVI DI CHIUSURE AUTOMATICHE che impediscano il passaggio dell’aria o la possibilità al bambino di uscirne facilmente.

9 CORDE, STRINGHE, REDINI E LACCI IN GENERE non devono avere lunghezza e spessore tali da risultare pericolose: potrebbero causare rischi di strangolamento.

10 Una volta aperti, gli imballaggi dei giocattoli DEVONO ESSERE ELIMINATI. I sacchetti di plastica possono risultare PERICOLOSI SE INFILATI IN TESTA (rischio di soffocamento) e gli altri elementi dell’imballaggio potrebbero essere ingeriti.
CONSIGLI

Guardate le istruzioni dei giochi con i vostri figli, appurate che abbiano ben compreso il funzionamento.
Verificate periodicamente che i giocattoli non presentino rotture.
Tenete separati i giocatoli destinati a bambini di fasce di età differenti.
In caso di dubbi sulla sicurezza di un prodotto acquistato, rivolgetevi al vostro punto vendita di fiducia.
Trovate il tempo per giocare con in vostri bambini, farà bene anche a voi.

Per maggiori informazioni: www.giocattolisicuri.com

“Vuoi saperne di più? Clicca due volte su qualsiasi parola e approfondisci con in nostro Dixio… la ricerca diventerà divertente e infinita!”

Mamma, il mio compagno e’ violento.

Mamma, il mio compagno e’ violento.

È un fenomeno sociale purtroppo dilagante. Violenze, soprusi e minacce di ragazzini contro compagni di scuola, bambini. Ma, è possibile fare qualcosa? E come?

Atti di prepotenza e sopraffazione, minacce, furti, tormenti fisici e verbali, insulti. Quando tutta questa violenza si manifesta da minore a minore prende il nome di bullismo, un fenomeno che tende a svilupparsi gia’ in ragazzini di 8-9 anni. Aiutati, nella loro misera impresa, anche dalla tecnologia che rende i ”giovani bulli” ancora piu’ organizzati: telefonini, e-mail, internet consentono di diffondere informazioni delle vittime e di tormentarle piu’ facilmente, costringendole a vivere in un clima di terrore.

I luoghi del bullismo

Tutto questo avviene soprattutto a scuola. Quindi, la collaborazione tra operatori scolastici e famiglia e’ d’obbligo se si vuole prevenire e combattere il bullismo. Aiutando i ragazzi a socializzare, facendo loro capire che la violenza e’ espressione di debolezza e non di forza, educando al rispetto del prossimo. Ma, soprattutto, isolando i soggetti aggressivi.

DA LEGGERE

”Piccoli bulli crescono”
di Anna Oliviero Ferraris
Da consultare in rete:
www.bullismo.com

Cosa fare se…
Il bambino e’ preoccupato e cerca scuse per non andare a scuola? Il suo rendimento e’ calato? Accusa disturbi fisici durante l’anno scolastico che ”magicamente” scompaiono quando e’ in vacanza? Perde troppo spesso oggetti e soldi, non e’ invitato dagli amici e non invita nessuno? E’ irascibile e aggressivo al rientro da scuola o dopo aver ricevuto una telefonata o un sms? Tutti questi segnali devono far sospettare che sia vittima di episodi di bullismo. In questi casi e’ bene parlargli, fargli capire che puo’ fidarsi di voi. Spesso, infatti, subisce ricatti dagli ”aguzzini” e ha paura ad ammettere cio’ che avviene. Subito dopo informate gli insegnanti dei vostri sospetti e chiedete loro maggiore attenzione. O rivolgetevi a una delle associazioni anti-bullismo, presenti nelle principali citta’ italiane, per dei consigli. Se, invece, sospettate che sia vostro figlio ad essere un piccolo bullo, cercate di capire, ma non sottovalutate mai il suo comportamento. Siate un esempio di rispetto e civilta’ e se scoprite un furto, un insulto o una minaccia verso un compagno, obbligatelo a scusarsi e a rendere il maltolto.

Difendiamoli dallo smog.

Difendiamoli dallo smog.

Lo smog è un nemico da cui è sempre più difficile difendersi. Ecco, allora qualche prezioso consiglio anti-inquinamentoTosse, rinite, asma, difficolta’ respiratorie sono alcune delle manifestazioni legate all’inquinamento atmosferico. Disturbi che possono peggiorare coll tempo, fino a causare danni gravi e permanenti.L’organismo dei bambini è delicato e risente di più dei danni provocati dall’inquinamentoA provocarli sono gli scarichi delle auto, i sistemi di riscaldamento delle abitazioni, i fumi e i vapori tossici industriali. Meglio conosciuti come polveri sottili, rappresentano solo una parte degli agenti inquinanti che si diffondono continuamente nell’aria. E i bambini, purtroppo, sono quelli che rischiano di piu’, anche perche’ passano piu’ tempo all’aria aperta, nelle ore dedicate al gioco. Ma difendere la salute dei nostri figli e’ possibile. Vediamo come.

Un po’ di buon senso

Nelle giornate particolarmente a rischio di polveri sottili segnalate dai mezzi d’informazione, e’ bene evitare di uscire o, se proprio dobbiamo farlo, preferire il marsupio al passeggino (che viaggia proprio all’altezza dei tubi di scappamento). Sono sconsigliate, inoltre, le ore di punta, tenendo presente che sciarpe o mascherine sono purtroppo inutili contro l’inquinamento. Le polveri sottili si respirano comunque, arrivano ai bronchi o si depositano sulle corde vocali. Anche gli ambienti chiusi non sono immuni dalla contaminazione, ma molto si puo’ fare per renderli piu’ salubri. Polvere, fumo passivo, composti organici volatili (in detersivi, vernici e simili) sono sempre in agguato dentro casa. Quando acquistiamo certi prodotti e’ importante, quindi, leggere le etichette, evitando quelli contenenti sostanze tossiche quali la formaldeide, e preferendo detergenti privi di silicati. E, poi, eliminare dai fornelli le incrostazioni che, surriscaldate, rilasciano fumi tossici. Attenzione a stufe e caminetti e al giusto ricircolo di ossigeno. Infine, combattere muffe, funghi e acari con una buona aerazione.

 

A TAVOLA

Cibi sani, ricchi di vitamine, quali frutta fresca e verdura di stagione, sono un vero toccasana contro i danni causati dall’inquinamento perchè apportano principi nutritivi importanti. I nostri figli dovrebbero sempre poter scegliere spuntini di questo tipo piuttosto che merendine preconfezionate e troppo grasse. Infine, è bene tenere presente che l’inquinamento si combatte anche con un costante impegno quotidiano: insegniamo ai bambini a non sporcare, a non imbrattare e buttare cartacce per strada e daremo una mano alla salute di tutti.

Un problema senza eta’

Un problema senza eta’

La depressione può colpire anche i più piccoli. Ecco i campanelli d’allarme e i consigli per non farsi cogliere impreparati

La depressione, definita spesso ”la malattia del secolo”, e’ un disturbo contraddistinto da una costante e durevole condizione di tristezza e infelicita’ che puo’ perdurare anche per molto tempo. Un disagio che colpisce il 3% dei bambini e il 9% degli adolescenti italiani: un numero importante e sicuramente in crescita, che ci deve mettere in allarme, inducendoci non solo a capire i problemi dei piu’ giovani e a curarli, ma anche e soprattutto a prevenirli.

I segnali

Vi sono, pero’, alcuni comportamenti che possono aiutare i genitori a comprendere l’insorgere di uno stato depressivo e quindi a consultare un medico che li guidera’ poi alla scelta di uno psicologo o di un neuropsichiatra infantile.

LE COSE DA FARE

Parlare ai propri ragazzi, qualunque età essi abbiano, in maniera sempre molto diretta,< senza ambiguità e mantenendo un comportamento chiaro e prevedibile. Evitare di proteggerli in maniera esagerata rendendoli fragili ed insicuri. Preservarli da discussioni tra coniugi e da tensioni familiari che non li riguardano. Insegnare loro ad accettare gli insuccessi che fanno parte della vita e sostenerli nel superamento delle loro paure, angosce e difficoltà. Sono, questi, tutti gli atteggiamenti che possono difendere e proteggere i nostri piccoli dalla depressione.

I piu’ evidenti: mancanza di interesse verso il gioco o attivita’ che prima entusiasmavano; difficolta’ di concentrazione e poca reattivita’; stati diffusi di tristezza e desiderio di solitudine; rallentamento dello sviluppo psico-motorio e laconicit a’; forte irritabilita’ e mancanza di energia; cambiamento delle abitudini alimentari e del sonno.

A scatenarla, oltre ai fattori ambientali che agiscono sulla psiche, contribuiscono anche cause genetiche

Soprattutto nel periodo dell’adolescenza, fase molto complicata in cui l’autostima subisce forti contraccolpi e in cui i ragazzi sono alla ricerca di una propria identita’, i giovani sono particolarmente soggetti a rischio di depressione. Pur non trascurando che in questa eta’ altresi’ usuale che gli adolescenti si esprimano con comportamenti spesso contraddittori e tendano a staccarsi dalla famiglia o da abituali gruppi, e’ essenziale che i genitori aiutino i propri figli cercando di prevenire il disturbo. Inoltre, e’ bene ricordare che mentre l’adulto e’ in grado di comprendere che cosa sia un comportamento depresso e di poter essere quindi affetto da questa malattia, il bambino e’ incapace di fare questa distinzione. Se non curati e seguiti, i bimbi piu’ piccoli rischiano di crescere sviluppando veri e propri disturbi della personalita’. Conducendo poi ogni giorno una battaglia sfinente contro i propri disagi e l’;impossibilita’ di essere felici e soddisfatti. Infine, facendo i conti con un’accanita ipercriticita’ verso se stessi e indebolendo una gia’ scarsa fiducia verso il prossimo.

Quell’antipatico mal di pancia

Quell’antipatico mal di pancia

La colite e’, oggi, un disturbo molto diffuso che si manifesta con sempre maggior frequenza anche tra i più piccoli. Ecco qualche semplice consiglio per affrontarla al meglio.

Le cause scatenanti la colite sono ancora poco chiare perche’ il problema può presentarsi sia per errori alimentari o disfunzioni, sia per stati psicologici di irrequietezza ed ansia prolungata.
I sintomi, al contrario, sono classici e riconoscibili: dolori e crampi addominali, gonfiore, meteorismo, senso di pesantezza accompagnato da fenomeni di diarrea e/o stitichezza.
Purtroppo, non ci sono cure specifiche per questo disturbo, ma di sicuro i genitori possono intervenire essenzialmente in due modi: supportando il piccolo con pazienza e affetto ed integrando la sua dieta con fermenti lattici. Aiutarlo, quando l’eta’ lo con-sente, a comprendere il malessere di cui e’ vittima, di sicuro e’ un primo passo per sostenerlo.
Spesso la scuola e le difficolta’ ad essa collegate, la timidezza, la paura di non essere adeguati, portano i bambini a scaricare le tensioni proprio sull’intestino, che diventa così una sorta di ”valvola di sfogo” delle loro preoccupazioni, la ribellione di un fisico sotto stress.

SOLO PER I PIU’ PICCOLI

Negli ultimi anni sono stati lanciati sul mercato fermenti lattici probiotici dedicati proprio ai bambini. In grado non solo di migliorare le condizioni della flora batterica, ma anche di apportare vitamine del gruppo B, che contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie e il processo assimilativo dei nutrienti. Soprattutto delle proteine e del calcio.

I fermenti lattici

Contemporaneamente, e’ opportuno parlare con il pediatra e considerare l’utilizzo di fermenti lattici: si somministrano con molta facilita’ e aiutano l’intestino a riprendere le sue normali funzionalita’.
La flora batterica intestinale e’, in fatti, un sistema biologico molto delicato, composto da miliardi di microrganismi che, se correttamente equilibrati tra loro, producono nell’intestino un ambiente favorevole all’assorbimento delle sostanze nutrienti. In questo modo viene facilitata la regolarita’ intestinale, e il sistema immunitario e’ rinforzato. I fermenti lattici (come il Lactobacillus acidophilus) creano un ambiente intestinale ostile ai batteri nocivi inibendone la proliferazione. In commercio esistono molti tipi di fermenti lattici vivi che, se usati come integratori alimentari, servono a riequilibrare la flora batterica e a restituirle efficienza. Tenendo sotto controllo, per quanto possibile, anche gli attacchi di colite.

Addio notti in bianco

Addio notti in bianco

Addormentarsi con facilita’ e riposare per tutta la notte non e’ certo la norma per gran parte dei bambini. In alcuni casi e’ possibile parlare di problemi legati al sonno, in altri e’necessario verificare se ci sono abitudini sbagliate che portano i piccoli ad agitarsi e a fare capricci.Nella prima infanzia e’ abbastanza frequente che il piccolo non riesca a lasciarsi andare nel momento di passaggio tra la veglia e il sonno e che questo fomenti paure ed ansie mentre è solo nel suo lettino. Cio’ lo induce a impuntarsi per non andare a dormire e rimandare il più possibile quel ”brutto” momento. Un consiglio valido, pur nella sua estrema semplicita’, e’ quello di utilizzare il dialogo e il confronto, mantenendo in ogni caso una discreta fermezza. Passare un po’ di tempo con lui mentre si assopisce, raccontare una favola e dargli un morbido orsacchiotto da abbracciare che sostituisca la presenza del genitore sono semplici ma efficaci ”trucchi” che lo aiutano a distendersi.

PER SAPERNE DI PIU’

Per approfondire questi argomenti, un libro interessante e di facile lettura e’ ”Dormi, bambino, dormi – Guida rapida al sonno dei bambini” di Estivill Eduard – Feltrinelli, che insegna ai genitori come disciplinare il sonno dei loro figli sin dalla prima infanzia in modo naturale e concreto.

E’ bene anche rendere la sua stanza il piu’ possibile idonea alle ore notturne: una piccola luce che non lasci il bambino nell’oscurita’ totale e che lo aiuti ad orientarsi nei possibili risvegli e’ un piccolo ma pratico espediente per tranquillizzarlo. Inoltre, e’ importante stabilire delle regole: non addormentarsi sul divano o nel letto di mamma e papa’, osservare gli orari e avere un piccolo rituale da seguire ed eseguire, come ad esempio bere una tisana, lavarsi con calma i denti, dire le preghiere. Questi atteggiamenti predispongono mentalmente il bambino a rilassarsi e ad abituarsi gradualmente al momento di andare sotto le coperte. Se, invece, durante la notte continua a svegliarsi e vuole venire nel lettone, ricordate che non bisogna mai incentivare questa cattiva abitudine, estremamente dura poi da eliminare. Anche se la stanchezza e’ tanta occorre riaccompagnarlo nel suo letto, rassicurarlo e fargli con pazienza capire, soprattutto se ha superato i tre anni, che e’ giusto che lui dorma per conto suo. Anche incentivarlo con piccole ricompense puo’ essere un incoraggiamento utile per trattenerlo nella sua stanza: qualche sacrificio e’ pur sempre accettabile se c’e’ un premio in palio! Se invece ci sono stati dei cambiamenti importanti nella sua vita, quali una nuova abitazione, l’inserimento alla scuola materna o un periodo di tensione tra i genitori (avvertita inequivocabilmente dal piccolo) e’ possibile che il sonno diventi difficile da conquistare ed e’ buona norma avvisare il pediatra che ci consigliera’ quale trattamento seguire.

Nanna: quanta e perchè

Nanna: quanta e perchè

Sono tante le domande, tanti i dubbi che riguardano la durata e la bonta’ del sonno dei bambini, e spesso mamma e papa’ si preoccupano più del dovuto. Ecco qualche consiglio rassicurante.

Il sonno serve al fisico per rigenerarsi, per riacquistare le energie perse, per poter affrontare in forma una nuova giornata. Lo stesso vale per il cervello che si ricarica, memorizza avvenimenti e informazioni. Ma, per aiutare il piccolo a sfruttarne tutti gli effetti positivi, e’ utile capire quando ha effettivamente bisogno di dormire, visto che ogni eta’ e’ diversa. Da neonato vostro figlio dormira’ parecchio, fino a toccare le 15 ore quotidiane, che caleranno in maniera vistosa gia’ attorno al primo anno. Verso i tre anni avrà bisogno di circa 12 ore di sonno per notte e, verso i sei anni, gli saranno invece sufficienti anche solo 9 ore. I risvegli notturni, invece, accompagnati da agitazione e capricci tendono, a lungo andare, a diventare un vero dilemma. In questi casi è bene distinguere le piccole paure, come quella del buio, da problemi comportamentali che cercano uno ”sfogo notturno”. Se in famiglia ci sono delle tensioni, se ci sono stati cambiamenti di scuola o di casa, se ‘ nato un fratellino, e’ possibile che il piccino manifesti inquietudini proprio durante il sonno. Cosa fare per aiutarlo ad addormentarsi e a non svegliarsi durante la notte? Per prima cosa e’ indispensabile dargli delle regole da seguire, ogni sera e con impegno. Non bisogna addormentarsi davanti alla TV ma solo nel lettino. E, quel che piu’ conta e’ far diventare il momento della nanna un rituale piacevole. Il piccolo non dovrebbe andare a dormire agitato per un precedente gioco impetuoso, ma in una stato di tranquillita’ psichica e fisica. Stare con i genitori e sorseggiare una tisana, fare un bagnetto rilassante ed essere accompagnato sotto le coperte dalla lettura di una favola e’ un modo per renderlo più sereno e meno ansioso, donandogli quindi sonni più duraturi e pacifici.

ADDORMENTARSI DA SOLO

I genitori non dovrebbero mai stare accanto al bimbo finche’ non si addormenta ma lasciargli prendere sonno da solo: in questa maniera, se si sveglierà durante la notte, non si troverà in una situazione nuova e paurosa ma sapra’ già che riaddormentarsi senza troppe storie non e’ poi così difficile ed utilizzerà ”i propri mezzi” senza chiedere soccorso. Con un po’ di allenamento vi accorgerete che e’ possibile ottenere velocemente buoni risultati per il sonno sereno dei vostri bimbi e anche per il vostro.

Far dormire il bambino a tutti i costi, imporgli lunghi pisolini pomeridiani non è necessario, soprattutto se non ne sente davvero il bisogno.