Progetto musicale nella scuola dell’infanzia

Sonia Vettorato, pianista di formazione classica ( diplomata in conservatorio) e docente di pianoforte ci parla dell’importanza della musica nel mondo dell’infanzia.
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Perché un progetto musicale nella scuola dell’infanzia?
Sin dalla nascita la realtà sonora e la musica diventano parte integrante della vita del bambino.
Ancor prima che si stabiliscano i primi contatti con l’ambiente attraverso la vista e il tatto, al bambino giungono i suoni e i rumori della vita quotidiana: la voce di mamma, i rumori di casa, la televisione ecc.
A questo sfondo sonoro si aggiungono le prime canzoni e melodie che il bambino ascolta e che costituiscono un punto di partenza per lo sviluppo della sua sensibilità, del suo orecchio e della sua musicalità. Il bambino comincia ad esplorare le potenzialità sonore del corpo e degli oggetti, individuare il rapporto causale fonte sonore-suono codificare e decodificare i suoni attraverso il linguaggio mimico-gestuale colorico-pittorico, grafico, verbale.
Il suono come la forma, il colore, il tatto, il sapore, l’odore è una delle fonti primarie del conoscere e ancor prima di essere considerata essenziale allo sviluppo cognitivo, la musica fa parte del vissuto emotivo del bimbo.
E’ chiaro quindi che una buona educazione musicale gli permetterà di esprimere liberamente la ricchezza multiforme del suo mondo interiore e dare un volto ed una consistenza all’insieme delle stimolazioni acustiche e musicali a cui viene sottoposto ogni giorno.
Alla luce di queste premesse e in relazione ai programmi delle scuole materne, tale progetto è l’inizio di un percorso (che dovrebbe continuare per tutta la vita) che non vuole solo avviare il bambino al grande universo musicale, bensì contribuire con efficacia alla sua formazione e alla sua crescita globale.

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Perché l’educazione musicale è un valido strumento di crescita?
E’ ormai assodato che la musica influisce positivamente sulla formazione del cervello, accresce l’intelligenza, la sensibilità e il senso estetico del bambino.
Fare musica favorisce il coordinamento motorio, l’attenzione, la concentrazione, il ragionamento logico, la memoria, l’espressione di sé, il pensiero creativo.
Inoltre è un ottimo strumento di socializzazione, esperienza corale in cui vivere e liberare le proprie emozioni, ascoltare il proprio corpo e ciò che lo circonda, mettendo in gioco la personale capacità di improvvisare e usare l’immaginazione.

Perché proprio alla scuola materna?
L’età prescolare è la migliore per l’apprendimento della musica; è stato provato che in questo particolare momento della vita le potenzialità uditive sono massime; ogni linguaggio quindi, compreso quello musicale, viene appreso con estrema facilità e naturalezza.

PRINCIPALI AREE DI LAVORO
Si mira a sviluppare principalmente:
Le fondamentali capacità musicali
– riconoscimento di suoni, senso della melodia, dell’armonia, del fraseggio, della qua-lità dei suoni;
– assimilazione degli elementi costitutivi della musica (ritmo,melodia, armonia, timbro, agogica, dinamica) attraverso l’uso della voce e degli strumenti ritmici.
Le basi dell’espressione musicale
– Pratica vocale, strumentale con strumenti a percussione, ritmica con il corpo ( danza, movimento sincronizzato, gesti-suono ) e con oggetti e strumenti musicali.
Il senso musicale
– Sperimentazione pratica della musica: permette al bambino di apprezzare e condidere questa gioia con il gruppo e aumenta la sua sensibilità nei confronti dell’espressione musicale ponendo le basi per ulteriori sviluppi come suonare uno strumento o creare musica.

Obbiettivo fondamentale
Sviluppare la sensibilità musicale del bambino, trasmettergli cioè le basi del linguaggio musicale attraverso una serie di attività allegre e stimolanti adatte alla sua età.

Obbiettivi specifici:
. sviluppo della sensibilità uditiva ( formazione dell’orecchio )
. sviluppo della voce ( canto e produzione di suoni e rumori )
. sviluppo del senso ritmico
. sviluppo delle capacità psicomotorie e di ordine mentale
. sviluppo della socialità e inserimento armonico nel gruppo
. assimilazione dei primi elementi di lettura ritmica e melodica
. sviluppo della capacità di espressione attraverso il linguaggio musicale
. sonorizzare racconti, esprimere con mimica e gesto motorio eventi musicali

Indicazioni didattiche e metodologiche.
Il programma di educazione musicale viene svolto nel corso dell’intero anno sco-lastico dall’esperto musicale coadiuvato dalle docenti delle cinque sezioni e dalla
responsabile del laboratorio. Tenuto conto del progetto educativo annuale dell’istituto e degli obbiettivi specifici, i docenti in team con l’operatore musicale decidono i contenuti del percorso, definendo argomenti, attività e materiali dello stesso. Il gioco costituisce la risorsa privilegiata di apprendimento: attraverso esso vengono proposte a rotazione attività di tipo pratico ed espressivo che hanno lo scopo di far sperimentare tutto ciò che alla musica è inerente: vocalità, movimento, gesto, scansione verbale, uso di strumenti, drammatizzazione, lettura e scrittura musicale
L’operatore musicale utilizza diverse metodologie in relazione alle attività e agli obbiettivi fissati; in particolare fa riferimento ai seguenti grandi didatti:
– Dalcroze per il movimento inteso come mezzo per vivere pienamente l’evento sonoro in tutte le sue qualità espressive;
– Orff per il far musica insieme e la produzione di eventi musicali con parola, musica, danza e l’uso di strumenti ritmici;
– Willems per l’educazione delle facoltà percettive;
– Kodali per la pratica del canto;
– Zucchini per l’espressione di sé e la socializzazione attraverso la musica;
– Rizzi e Pastormerlo per la lettura e la scrittura musicale.

Attività
Vengono scelte in modo da sviluppare un percorso didattico che inglobi il potenziale creativo e il bisogno di socializzazione dei bambini.
Si alternano velocemente ( circa cinque minuti ciascuna ) in ogni lezione e fanno sperimentare la musica in ogni suo aspetto.

Cantare
. canto di canzoni con testo verbale
. canto di canzoni con note musicali
. esercizi per lo sviluppo dell’orecchio
. sperimentazione di lettura cantata

Fare ritmo
. su canzoni
. su brani musicali ascoltati con impianto stereo
. su esercizi speciali ideati per quasta attività
. a imitazione con l’operatore
( si fa ritmo con il corpo, gesti-suono, strumentini

Danzare
. esecuzione di semplici coreografie su brani infantili
. gestualizzazione e mimo su canzoni e brani sinfonici ascoltati

Ascoltare
. eventi sonori naturali e artificiali
. esercizi-gioco che stimolano a riconoscere le caratteristiche del suono ( altezza, intensità, timbro, durata)
. esercizi-gioco che stimolano a riconoscere le caratteristiche dei brani ( tema,forma,strumenti, aspetto espressivo ecc.)
. ascolti guidata in forma di fiaba

Esprimere
. esprimere sé stessi e le proprie emozioni attraverso la musica
. sonorizzare racconti
. drammatizzare brani musicali
. interpretare con il corpo brani musicali
. esprimere le emozioni che l’ascolto di un brano suscita con vari linguaggi ( verbale, mimico, pittorico, gestuale )

Leggere e scrivere
. leggere le note e i ritmi contenuti nel testo di riferimento
. realizzare simpatiche attività scritte contenute nel testo relative in particolare alla scrittura dei simboli delle note sul pentagramma e a quelli di durata

Inventare
. dare spazio alla creatività dei bambini passando da attività guidate a semilibere: improvvisazioni melodiche, improvvisazioni ritmiche, attività motorie, attività mimiche.

Per saperne di più: http://www.ilgustodellamusica.it

Per i genitori: con le Regole ci vuole Saggezza e Perseveranza

Con i bambini ci vuole, oltre che tanta pazienza ed entusiasmo, perseveranza nel dire, ridire e ribadire le regole.
Perché? Perché i bambini e le bambine se le dimenticano troppo in fretta, le regole; e noi adulti, purtroppo, ci stanchiamo di ripeterle preferendo soprassedere.
Quante volte abbiamo detto a nostro figlio: «A tavola si sta seduti… Non si può volere ogni giorno un giocattolo nuovo… Non si getta la carta in terra…» e via discorrendo. Poi, però, quando nostro figlio si alza da tavola e noi, stanchi della giornata, facciamo finta di non vedere o quando fa i capricci davanti alla vetrina del giornalaio e non sappiamo più che pesci pigliare ci viene più facile accontentarlo. È vero, non è bello che nostro figlio pianga e si disperi davanti al giornalaio, tutta la gente poi si gira a guardare con quell’espressione interrogativa come se avessimo fatto chissà qual torto a quel ‘povero piccolo’ che proprio in quel momento si fa letteralmente trascinare via. Tuttavia, è qui che ci sbagliamo. Il bambino, anche se piccolo – soprattutto se piccolo -, capisce al volo quando un adulto è prossimo a cedere, ha un sento senso, e scatena tutte le sue armi più sofisticate per farvi impietosire; ne approfitta è ovvio, non facciamo così anche noi in certe circostanze? Davanti all’argomento REGOLE, alcuni potrebbero obiettare che inculchiamo ai nostri bambini troppe regole e che invece sarebbe meglio che i bambini crescessero liberi, senza alcuna regola. In un certo qual modo non hanno torto, costoro, uno psicologo diceva sempre a noi insegnanti che “il troppo e il niente danno lo stesso risultato”.
Ecco allora gli ingredienti necessari: saggezza nel discernere bene quali e quante regole dare al bambino e perseveranza nel mantenere fede a quelle regole, costi quel che costi.
Solo così faremo di quel bambino, bambina un adulto di spessore.
Sinforosa castoro

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I consigli della Maestra Sinforosa castoro

Con le Regole ci vuole Saggezza e Perseveranza

Con i bambini ci vuole, oltre che tanta pazienza ed entusiasmo, perseveranza nel dire, ridire e ribadire le regole. Perché? Perché i bambini e le bambine se le dimenticano troppo in fretta, le regole; e noi adulti, purtroppo, ci stanchiamo di ripeterle preferendo soprassedere.
Quante volte abbiamo detto a nostro figlio: «A tavola si sta seduti… Non si può volere ogni giorno un giocattolo nuovo… Non si getta la carta in terra…» e via discorrendo. Poi, però, quando nostro figlio si alza da tavola e noi, stanchi della giornata, facciamo finta di non vedere o quando fa i capricci davanti alla vetrina del giornalaio e non sappiamo più che pesci pigliare ci viene più facile accontentarlo. È vero, non è bello che nostro figlio pianga e si disperi davanti al giornalaio, tutta la gente poi si gira a guardare con quell’espressione interrogativa come se avessimo fatto chissà qual torto a quel ‘povero piccolo’ che proprio in quel momento si fa letteralmente trascinare via. Tuttavia, è qui che ci sbagliamo. Il bambino, anche se piccolo – soprattutto se piccolo -, capisce al volo quando un adulto è prossimo a cedere, ha un sento senso, e scatena tutte le sue armi più sofisticate per farvi impietosire; ne approfitta è ovvio, non facciamo così anche noi in certe circostanze? Davanti all’argomento REGOLE, alcuni potrebbero obiettare che inculchiamo ai nostri bambini troppe regole e che invece sarebbe meglio che i bambini crescessero liberi, senza alcuna regola. In un certo qual modo non hanno torto, costoro, uno psicologo diceva sempre a noi insegnanti che “il troppo e il niente danno lo stesso risultato”.
Ecco allora gli ingredienti necessari: saggezza nel discernere bene quali e quante regole dare al bambino e perseveranza nel mantenere fede a quelle regole, costi quel che costi.
Solo così faremo di quel bambino, bambina un adulto di spessore.
Sinforosa castoro