L’attenzione verso la prevenzione del melanoma è aumentata notevolmente nel giro di pochi anni.

I motivi sono diversi e fra i principali è possibile citare l’incremento delle diagnosi, sia a causa dell’affinamento delle tecniche, sia per via della mancata osservanza, in età adulta, di alcune semplici norme di protezione della salute della pelle.

Cosa dire, invece, dell’età pediatrica? Ai bambini possono venire i melanomi? 

Vista l’aggressività del tumore, questa preoccupazione è al centro dei pensieri di tantissimi genitori.

Iniziamo con una buona notizia: i casi di melanoma fra i pazienti pediatrici sono estremamente rari.

Questo non deve far pensare che non serva rivolgersi a un dermatologo specializzato: davanti a evenienze come nei dalla forma irregolare o che cambiano colore un consulto ha sempre il suo perché.

Essenziale, però, è mettersi nell’ottica del fatto che la comparsa di nuovi nei rappresenta un fattore comune nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza.

Un aspetto da non sottovalutare sono i nevi congeniti. Queste lesioni, presenti dalla nascita o che si palesano entro i primi anni di vita, possono avere un diametro estremamente variabile: si va da pochi mm a oltre 20 cm.

Soprattutto nel secondo caso, è necessario procedere con un monitoraggio costante: rispetto ai più piccoli, sono associati a un maggior rischio di degenerazione in melanoma.

Altri fattori di rischio

Oltre ai nevi congeniti, esistono altri fattori di rischio legati all’insorgenza del melanoma pediatrico.

Nell’elenco è possibile includere l’esposizione incontrollata alla luce solare.

Premettendo il fatto che, come ricordano anche fonti autorevoli, a partire dal sito ufficiale dell’AIM at Melanoma Foundation, ha un impatto meno rilevante rispetto a quello che si può apprezzare negli adulti, è bene ricordare che l’utilizzo delle creme protettive è comunque raccomandato.

Questi prodotti andrebbero usati fin dai primissimi mesi di vita, periodo nel corso del quale è opportuno limitare fortemente le porzioni di pelle esposte ai raggi UV in estate.

Ovviamente è fondamentale scegliere con cura: esistono diverse creme solari per bambini in offerta online e, tra queste, è opportuno selezionare quelle proposte da e-shop sicuri e referenziati come gli e-commerce di farmacia, attivi in rete dopo aver superato un lungo iter normativo.

Proseguendo con l’elenco dei fattori di rischio per il melanoma pediatrico troviamo la pelle chiara, la presenza di lentiggini e gli occhi azzurri.

Pure l’anamnesi familiare con casi di melanoma ha un ruolo e lo stesso si può dire per i quadri di immunodeficienza o immunosoppressione.

mappatura dei nevi

Quali sintomi devono mettere in allarme?

Esistono alcuni segnali davanti ai quali è opportuno che qualsiasi genitore o caregiver contatti un dermatologo pediatrico.

Ai primi posti troviamo indubbiamente i cambiamenti nella forma, nel colore e nelle dimensioni.

Pure la pigmentazione ridotta è un segnale che va attenzionato, così come il neo che continua a causare dolore.

Da non trascurare sono anche i nei che sanguinano e quelli caratterizzati dalla presenza di crosticine.

Oltre alla cute, vanno tenute sotto controllo pure le unghie. Se sotto di esse compaiono delle macchie scure e non c’è stato alcun evento traumatico precedente, anche lieve, è opportuno contattare tempestivamente il proprio dermatologo pediatrico di fiducia.

Altri consigli di prevenzione

Nelle righe precedenti, abbiamo fatto cenno all’importanza dell’utilizzo delle creme solari a fini preventivi.

Molto utile è anche far indossare al bambino occhiali da sole nei mesi caldi dell’anno, avendo cura di scegliere un modello con marchio CE.

Soprattutto se il bambino è molto piccolo, quando ci si trova in vacanza al mare è bene evitare il sole nel lasso di tempo compreso fra le 10 e le 16 circa.

Come già accennato, nel caso dei neonati è essenziale proteggere completamente la pelle con gli indumenti (nei primi sei mesi di vita, è troppo sottile per essere esposta direttamente ai raggi UV).