Moloch australiano

Il moloc (Moloch horridus), detto anche diavolo del deserto, è una specie di Rettile Squamato Agamide dell’Australia.

Ha corpo largo e appiattito, lungo 20 cm, testa piccola, grandi tubercoli appuntiti che sporgono sul dorso, sulla coda e sugli arti, dalla superficie del tegumento. Due tubercoli, più vistosi degli altri, sporgono sulla fronte come cornetti.

Le spine appuntite (tubercoli) sono assolutamente inoffensive, servono a questo pacifico animale per difendersi dai predatori e per idratarsi nei torridi deserti australiani.

Uakari calvo rosso

Vive in Amazzonia, nella foresta equatoriale, vicino a corsi d’acqua.

E’ alto dai 35 ai 60 cm. e si alimenta di frutta, foglie, semi, insetti e nettare.

La sua peculiarità sono il volto e le orecchie scarlatti. E’ calvo, ha una coda corta e non prensile e le dita lunghe e prive di artigli. La sua vita media è di 15-20 anni. Le femmine partoriscono un cucciolo per volta ogni due anni e se ne occupano da sole.

Questa scimmia (Cacajao calvus rubicundus) è minacciata di estinzione a causa della caccia di frodo e della deforestazione.

Tenrec striato di pianura

Il Tenrec striato di pianura è un piccolo mammifero (lungo 25-40 cm) che assomiglia ad un riccio (Hemicentetes semispinosus) perchè ha il corpo ricoperto da più strati di aculei di color giallo acceso.

Ha una particolarità: è il solo mammifero che comunica per stridulazione, cioè sfrega alcune parti del corpo per produrre suoni.

L’Okapi.

Potrebbe sembrare l’incrocio tra una zebra e una giraffa. L’okapi (Okapia johnstoni) è un ruminante che vive nelle foreste nordorientali del Congo. E’ alto circa 2,5 metri.

Non è l’incrocio di due specie distinte, ma una specie a sé.

Si mimetizza nel suo habitat per via delle strisce bianche e nere sulle zampe e il lungo collo permette all’animale di mangiare foglie, gemme e germogli di almeno un centinaio di varietà di piante.

Kahlil Gibran – Amicizia

“Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il vostro campo che seminate con amore e mietete con più riconoscenza.
È la vostra mensa e la vostra dimora. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo cercate per la vostra pace. Se l’amico vi confida il suo pensiero, non nascondetegli il vostro, sia rifiuto o consenso.
Quando lui tace, il vostro cuore non smette di ascoltare il suo cuore; poiché nell’amicizia ogni pensiero, desiderio, speranza nasce in silenzio e si divide con inesprimibile gioia.
Se vi separate dall’amico, non provate dolore; poiché la sua assenza può schiarirvi ciò che più in lui amate, come allo scalatore la montagna è più chiara dal piano.
E non vi sia nell’amicizia altro intento che scavarsi nello spirito, a vicenda. Poiché l’amore che non cerca soltanto lo schiudersi del proprio mistero, non è amore, ma il breve lancio di una rete in cui si afferra ciò che è vano.
La parte migliore sia per il vostro amico.
Se egli dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che conosca anche il flusso. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché egli può colmare ogni bisogno, ma non il vostro nulla.

E dividetevi i piaceri, sorridendo nella dolcezza amica. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore scopre il suo mattino e si conforta.”