The White House Welcomes His Holiness Pope Francis

presidentobama_popefrancisPapa Francesco è arrivato alla Casa Bianca per la cerimonia di benvenuto negli Stati Uniti d’America a bordo di una Fiat 500.

 

 

Visitare i Piccoli Musei con i bambini…

Quanti Musei visitiamo in un anno? Quante volte lo facciamo con i nostri bambini? I Piccoli Musei
Italiani sono davvero nella ‘preistoria’ della comunicazione?

Sono sempre stata convinta che i bambini vadano portati ovunque!
Rispettando i loro tempi, le età, i contesti. Portati al parchi di divertimento, ai giardini pubblici, al mare, in montagna, al cinema, al teatro, in palestra, in biblioteche, dagli amici..e anche al museo. Zaino in spalla, carta alla mano, curiosità nella testa!
Patire per un’esplorazione di qualunque tipo essa sia può solo arricchire!
Grandi e piccoli. Ogni luogo ha le sue regole! Per evitare stress inutili e amplificare la soddisfazione di tutti, occorre considerare delle esigenze di ciascun bambino, gli interessi, il livello di attenzione, la durata e la fattibilità dell’esperienza. Anche andare in un posto che non piace può essere frutto di dialogo costruttivo e veicolo di informazioni.
DSC_0820Ci sono dei luoghi che si prestano più di altri ad attirare l’attenzione de bambini per loro stessa natura e altri, con meno appeal, in cui il grande lavoro di mediazione di operatori colma un apparente vuoto. Esiste la tecnologia che incuriosisce ma anche la voce di un racconto che rapisce. Esistono le nostre reazioni e la relazione che si crea quando parliamo con i nostri bambini e bambine.

Da circa un anno ho iniziato un progetto – #DABinVisita- che coinvolge tutta la mia famiglia e che mi porterà su e giù per l’Italia a visitare, rivisitare e scoprire i Musei Italiani, attraverso lo sguardo speciale dei bambini. L’obiettivo non è quello di stilare una classifica, ma di conoscere il nostro stato dell’arte per raccontare le iniziative, gli sforzi, le storie di chi lavora per mediare e raccontare la nostra identità, storia e arte anche ai più piccoli!
E’ un’occasione per vivere un’esperienza familiare che ha come obiettivo, medium e legante il nostro Patrimonio Culturale!

Miti e realtà
Insieme ai miei bambini ho visitato tanti Piccoli Musei, siamo stati nelle Marche, in Toscana, in Lombardia, in Campania. Ma tanti ancora mi aspettano: musei civici, statali o privati. Se è vero che le risorse non sono proporzionate alla quantità di Musei disseminati sul territorio Nazionale, è anche vero che molti vanno avanti grazie alla passione di singole persone o gruppi che, insistendo su un territorio, tengono viva storia, tradizioni e arte locali. Ognuno di questi Musei compone un pezzetto di mosaico che rende vivo e pulsante il Patrimonio Italiano. In un circuito culturale interessante e unico.
Il personale è sempre competente (anche se a volte volontario) e grandi passi si stanno facendo nella comunicazione.

Ho visto con mano:
– L’importanza di usare canali strategici come social network e ricerca, di molti eventi sono venuta a conoscenza tramite Twitter.
– Utilizzo funzionale della tecnologia (da solo un totem a Musei completamente interattivi). Tecnologia che arriva bene se dietro c’è una storia da raccontare, e che non sempre è necessaria, talvolta basta la suggestione di un voce.
– L’utilizzo del mezzo televisivo per fare didattica, per chiudere un progetto magari iniziato a scuola che racconta un percorso, accanto a strumenti tradizionali e sempre incisivi come un semplice libro letto o sfogliato.
– Lo sforzo di voler essere incisivi e puntare sulla divulgazione capillare, per arrivare in maniera diretta al pubblico autoctono e giovane per stimolare dialogo e curiosità.

Partecipare per crescere
Non tutto quello che ho visto mi è piaciuto. Non è tutto ‘rose e fiori’! Ma generalizzare non è mai un bene: né per chi denigra né per chi esalta. In ogni luogo ho potuto confrontarmi, scambiando opinioni, capendo che una mia perplessità è già rilevata, e il museo, con il personale, stanno cercando di dare risposta. Senza la partecipazione collettiva, non aumenta la conoscenza, la diffusione, ma neanche la qualità dell’offerta.
Se anche voi avete un Museo sotto casa, è tempo di mostrarlo ai nostri bambini e alle nostre bambine!

Leontina!

Vangelo da vivere…[Luca 18,23 e 18,27]

Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!».
Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.
(Luca 18,23)

Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato». Rispose:
«Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio»
(Luca 18,27)

Tutto l’occorrente da portare nella valigia per l’ospedale.

Prima del parto, la futura mamma e il suo compagno devono preparare tantissime cose, in vista dell’arrivo del piccolo: devono acquistare i mobili per la cameretta, il corredo, la carrozzina e i vestiti per i primi mesi di vita del bambino. Nei giorni che precedono il momento del parto, la donna deve incominciare a preparare anche la valigia per l’ospedale, con tutto l’occorrente per lei e per il nascituro. Per facilitare le donne in dolce attesa in questo compito, gli operatori dei corsi preparto in ospedale spesso predispongono una lista chiara delle cose che servono in quest’occasione e che possono essere diverse in base alla struttura prescelta.

Ciascuna struttura ospedaliera, infatti, segnala un certo numero di vestiti e alcuni oggetti che possono essere necessari alla donna. Generalizzando, cerchiamo di individuare un breve elenco di cose utili per la mamma e per il piccolo durante i giorni del ricovero. Ovviamente occorre tenere in considerazione la stagione in cui è previsto il parto, selezionando gli indumenti più adeguati, per evitare di soffrire il caldo o il freddo; per non essere presi alla sprovvista, è importante inoltre cominciare a predisporre l’occorrente già dal settimo mese. Alcuni poi consigliano di preferire un borsone alla tradizionale valigia rigida, poiché può essere più agevolmente richiuso nell’armadio della camera.

Per la futura mamma nella valigia per l’ospedale non potranno mancare camicie da notte o pigiami (sempre aperti sul seno per agevolare l’allattamento), una vestaglia, calzini, asciugamani puliti, tutti i prodotti per l’igiene personale e reggiseni per allattamento e coppette salvalatte. Allo stesso modo, le mamme dovranno acquistare anche mutandine a rete e gli appositi assorbenti per il post parto. Si consiglia inoltre di portare in ospedale anche uno spray per disinfettare il bagno e delle ciabattine da indossare anche mentre si fa la doccia. Infine, occorre tenere in valigia anche un cambio di vestiti per quando si verrà dimesse dalla struttura, documenti personali (carta d’identità e tessera sanitaria) e tutta la cartella clinica relativa ai mesi della gravidanza.

Per quanto riguarda invece il neonato, occorre portare un cambio d’abito per ciascun giorno che trascorrerà in ospedale. In particolare, è importante optare per vestitini comodi e pratici: tutine di cotone o in ciniglia (dipende se il parto è in estate o in inverno), alcuni body, calze, bavaglini, un cappellino, una copertina e almeno un cambio d’abito per il giorno dell’uscita dall’ospedale. Per lavarlo e proteggerlo, non bisogna dimenticare di acquistare salviettine umidificate, una crema protettiva, asciugamani morbidi, un sapone detergente delicato e un paio forbicine per le unghie. Alcune strutture ospedaliere forniscono alle donne i pannolini, ma è necessario accertarsene primi del ricovero.

Per prepararsi al momento del travaglio, alcune donne trovano particolarmente utile avere delle canzoni da ascoltare, che agevolino il rilassamento nelle ore di attesa. Sempre nel momento del travaglio, è molto importante avere a portata di mano dei calzini: alcune donne infatti soffrono il freddo ai piedi, soprattutto quando il travaglio arriva a durare diverse ore. Come per ogni “trasferta” occorrerà poi non dimenticare il caricabatterie del cellulare, in modo da poter avvisare e dare informazioni puntuali ad amici e parenti, un lucchetto per l’armadietto e, per non annoiarsi, qualcosa da leggere e delle cuffie per ascoltare la musica.

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A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Sport e divertimento con Jedi Generation!

Jedi Generation è l’accademia di spettacolo che si ispira ai combattimenti di Star Wars più popolare d’Italia.
Gli allievi imparano tecniche di acrobatica, interpretazione e di spada, suddivise nei vari stili e livelli, che i fan della saga conoscono.

I componenti della Jedi Generation hanno diverse fasce d’età, sono fan di Star Wars, ma quello che li spinge ad esibirsi è la forma artistica di ciò che fanno. Cercano, infatti, di rendere i loro combattimenti il più simile possibile a quelli dei film senza usare effetti speciali, ma solo velocità e acrobazie.

L’allenamento talvolta può essere duro, ma serve per portare spettacolo anche al pubblico più esigente. Infatti, fa si che si possa rotolare sui terreni più duri, fare acrobazie e combattimenti anche in spazi ridotti, il tutto recitando una parte che può essere quella dello Jedi o del Sith.

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