GREENPEACE: P&G DISTRUGGE L’HABITAT DELLA TIGRE PER FARNE SHAMPOO

La multinazionale Procter & Gamble (P&G) acquista olio di palma da aziende responsabili della deforestazione in Indonesia, rendendo così i consumatori complici inconsapevoli della distruzione dell’habitat della tigre di Sumatra e dell’orango, entrambe specie minacciate di estinzione.
Lo denuncia, dopo un anno di indagini, Greenpeace International, che rivela come le attuali politiche di approvvigionamento di olio di palma di P&G siano collegate a fenomeni come la conversione di foreste torbiere ed incendi forestali in Indonesia.

Le foreste indonesiane scompaiono a una velocità pari a nove piscine olimpioniche al minuto a causa della coltivazione di palma da olio. L’olio di palma è un ingrediente molto utilizzato nei detergenti come shampoo, detersivi e altri beni di largo consumo che la P&G produce.

«La Procter & Gamble deve smettere di far arrivare nelle nostre docce prodotti che causano la distruzione della foresta pluviale e garantire ai propri consumatori prodotti che rispettino uno dei più importanti polmoni del Pianeta. La multinazionale dovrebbe seguire l’esempio di aziende come Ferrero, Unilever, Nestlé e L’Oréal, che si sono già impegnate a ripulire le loro filiere dell’olio di palma da fornitori controversi» afferma Esperanza Mora, campagna Foreste di Greenpeace Italia.

Grazie ad approfondite indagini, Greenpeace ha dimostrato che nelle concessioni di proprietà del Gruppo Plantation BW, uno dei fornitori di P&G, si sono verificate diverse uccisioni di oranghi e sono stati allestiti dei cimiteri animali clandestini in aree confinanti con il parco nazionale Tanjung Puting – brutale pratica utilizzata per allontanare altri oranghi dalle coltivazioni. Inoltre altri due fornitori della multinazionale sono coinvolti nel taglio a raso di aree di foresta pluviale nelle proprie concessioni.

«Negli ultimi otto mesi abbiamo cercato il confronto con la Procter & Gamble, ma invece di agire in modo serio e concreto, l’azienda si nasconde dietro mere azioni di greenwashing. Ė tempo che P&G si impegni a delle politiche di acquisto a Deforestazione Zero tagliando i propri legami con l’estinzione di specie chiave per questo ecosistema come l’orango e la tigre di Sumatra» continua Mora.

Il commercio dell’olio di palma apporta un reale contributo allo sviluppo economico dell’Indonesia e sempre più produttori di olio di palma sostenibile, parte del “Palm Oil Innovation Group”, insieme a gruppi come GAR e Wilmar si sono dati ambiziosi obiettivi in termini di gestione sostenibile delle coltivazioni dimostrando che si può produrre olio di palma che non costi nulla alle foreste.

“Non ci sono scuse quindi per P&G, o per altre aziende come Reckitt Benckiser o Colgate Palmolive. È tempo che queste aziende prendano subito un impegno come hanno già fatto altre, più responsabili e coraggiose, come l’italiana Ferrero, L’Oreal e Nestlé»

Greenpeace chiede che la Procter & Gamble prenda immediatamente impegni concreti scegliendo solo fornitori che coltivano l’olio di palma in modo sostenibile, per fermare così la distruzione delle foreste.

Leggi il briefing (in inglese): http://www.greenpeace.org/international/Global/international/briefings/forests/2014/ProcterGambleDS_MediaBriefing_Final.pdf

Coccole per neo-mamme e bebè nel network di Bimboinviaggio.com

Non abbiamo ancora lasciato l’ospedale e già sentiamo parlare di baby blues, depressione post-parto, veglie notturne… Una volta a casa, diamo lentamente un senso concreto a queste espressioni e vorremmo tanto che qualcuno si prendesse cura anche un po’ di noi. Quale mamma non ha avuto questo desiderio?

Sogno che può trasformarsi in realtà presso un family hotel dotato di wellness e pacchetti pensati ad hoc per le neo-mamme, mentre i pupi sono accuditi dalle assistenti dei baby-club e, perché no, magari anche coccolati e massaggiati dalle mani esperte delle collaboratrici dei centri Spa degli hotel.

Bimboinviaggio.com, portale dei migliori alberghi per famiglie e delle vacanze con i bambini, è attento alle esigenze delle neo-mamme e ospita nel suo network strutture ricettive altrettanto sensibili verso questa tematica.

Come il Cavallino Bianco Grand Hotel Family Spa****S di Ortisei (Bz) che propone “l’AIKO Program”. “AIKO” (in giapponese “figlio concepito dall’amore”) è il programma per il benessere globale della mamma e per l’armonia psico-fisica di “Mamma-Neonato-Papà”. Le settimane AIKO iniziano ogni secondo sabato del mese e comprendono trattamenti per il recupero post-parto, un programma dettagliato di check up, attività posturali, esercizi di tonicità e acquaticità, massaggi, stimolazioni sensoriali, personalizzati per mamma, bambino e la coppia, nonché incontri su alimentazione, salute, educazione del piccolo (pacchetto completo per famiglia 1.160,00 Euro, escluso soggiorno hotel).

Ai bebè è dedicato anche il “Massaggio Ayurveda per bambini e neonati” con effetti benefici psicologici grazie allo scambio di gesti affettivi e stimolanti, perché la pratica aiuta le funzioni respiratorie, circolatorie ed è molto utile per alleviare piccoli disturbi come le coliche dei neonati (fino a 10 mesi 15 min. 29-32 Euro; fino a 4 anni 20 min. 35-39 Euro). Il “Piccolo corso di massaggio” (40 min. 55-61 Euro) è invece utilissimo per i genitori che vogliono apprendere tutti i movimenti delle differenti tecniche di massaggio, da poter eseguire una volta tornati a casa. Il resort dispone di un Club Asilo nido per bebè da 1 a 24 mesi per permettere anche a mamma e papà di riscoprire attimi di relax in due. Ricchissima è anche la proposta per la remise-en forme delle neo-mamme che spazia dalla Spa Exotique, ai trattamenti bioenergetici per schiena, gambe, corpo, lifting Bustè o al collagene marino e massaggi drenanti (trattamenti di 50 min. da 68 a 113 a Euro).

In Alta Pusteria il Family Resort Rainer****S sorge in una posizione tranquilla e idilliaca incastonato nell’ampia valle di Sesto (BZ) tra i dolci declivi della Cresta Carnica e le imponenti pareti rocciose delle Dolomiti di Sesto. Con le sue 4 strutture – Hotel Rainer****S, Residence Königswarte****, Residence Alma***S, Residence Drei Birken**S – offre una vera oasi di benessere per tutta la famiglia. Grazie all’assistenza professionale dedicata ai bambini, i genitori avranno la possibilità di godersi piacevoli momenti in due, nella pace dell’oasi wellness. La Dolomit Panorama Spa è una distesa di benessere di 2.000 mq con piscina coperta panoramica, piscina outdoor all’acqua salina, piscina dei piccoli riscaldata con scivolo e altre attrazioni, diversi tipi di sauna (sauna finlandese, bio-sauna, bagno turco aromatico, cabina a infrarossi e docce a getto), percorso Kneipp interno ed esterno, bio-vital-lounge con bar dei tè e delle tisane, spaziose zone relax con lettini ad acqua, beauty center con proposte anche per bambini.

Anche il Familienhotel Sonnwies****S, situato a 1.200 metri nel cuore di uno stupendo panorama alpino, non lascia nulla al caso per la felicità di mamme e bebè. I piccoli amano giocare nell’acqua calda: i 35 °C e i 25 cm di profondità della piscina sono perfetti per un divertimento dolce e sicuro con tanti giochini in vasca. Durante i mesi di maggio e settembre gli insegnanti di nuoto offrono corsi per neonati e bambini. E per completare il relax non c’è niente di meglio di un massaggio neonatale a farfalla di Eva Reich e Thomas Harms (ca. 25 min. 32,00 Euro).
Il Dolomit Family Resort Garberhof****S a Rasun Anterselva (BZ), resort per famiglie dall’originale struttura composta da 5 chalet collegati da una galleria, offre nella “SPA del montagne” massaggi per bambini come quello, golosissimo, al cioccolato (30 Euro). Gli adulti saranno coccolati con un salutare massaggio agli oli aromatici, un massaggio antistress, un massaggio rilassante tibetano o uno brasiliano al cioccolato caldo (da 45 a 60 Euro).

Anche il Kinderhotel Muchetta**** a Davos in Svizzera è attrezzato per ospitare famiglie che viaggiano con neonati. I piccoli ospiti in fasce possono accedere con mamma e papà al centro benessere “Babywell” e divertirsi con diversi giochi d’acqua nella piscina per bambini (da 15cm a 40cm di profondità), lasciando poi un po’ di meritato relax ai genitori tra sauna finlandese, bagno turco, solarium e vasca idromassaggio. Il personale del baby club è infatti sempre disponibile ad accudire, coccolare e intrattenere i bebè.

E lo sa bene Chiara Rosati, Managing Director di Bimbo in Viaggio: «Diventare genitori è un’esperienza forte, coinvolgente, alle volte un pochino destabilizzante. Il nostro portale si rivela un aiuto valido per i neo-genitori, perché abbiamo selezionato accuratamente le migliori strutture in grado di offrire servizi per bimbi, anche appena nati, in modo che dopo la gravidanza un soggiorno in uno di questi hotel rappresenti per i genitori una parentesi di relax e di serenità. Le strutture dispongono, tra l’altro, di personale altamente specializzato in grado di fornire consigli utilissimi: il soggiorno si trasforma in un’occasione di apprendimento oltre che di vacanza».

www.bimboinviaggio.com

L’arte da sfogliare. A cura di Leontina Sorrentino.

Quali sono i metodi per parlare di arte ai bambini? Che ruolo può avere l’adulto? Perché è importante personalizzare le esperienze?

Spesso mi viene fatta questa domanda: come si avvicinano i bambini all’arte? Si possono avvicinare in diversi modi, si può parlare di arte a differenti livelli, si possono scegliere argomenti e tagli infiniti. Per alcune cose è necessario l’aiuto di un esperto, ma per altre basta una buona dose di curiosità e la voglia di condividere un momento insieme ai nostri bambini. Occorre partire a piccoli passi, coinvolgere se stessi ed essere disposti a sperimentare. Dove per ‘sperimentazione’ non intendo solo utilizzare tecniche impegnandosi in qualcosa di manuale, attività che tanto piace ai bambini (vedi articolo precedente). Ma anche avere il coraggio di superare la convinzione che vede l’arte come un argomento che dà soggezione e da cui è meglio stare alla larga per non fare ‘brutta’ figura.

L’arte di attirare all’arte
Se voglio avvicinare qualcuno, per esempio ad una vetrina, occorre che io sia in una posizione favorevole e contigua rispetto alla vetrina. Per tendergli la mano e attiralo, per cominciare a illustrargli dettagli che non vede o sensazioni che non riesce a provare se ne rimane lontano. Se siamo distanti entrambi diventa difficile convincere che quello a cui ci avviciniamo è davvero così bello come affermo. La stessa cosa vale per l’arte. Per affacciarmi alla vetrina dell’arte, non devo essere per forza un esperto. Il punto di partenza non è la competenza ma la curiosità! Gli approfondimenti ‘tecnici’, arriveranno in un secondo momento! Esistono tanti modi per suscitare interesse: esistono i giochi, la drammatizzazione, l’enigmistica, la narrazione, la manualità e molto ancora. L’efficacia risiede nel connubio di questi elementi. Per essere incisivi bisogna contaminare generi e situazioni: l’immagine si può guardare, ma si può anche raccontare, si può reiventare, si può manipolare, la si può far parlare. Uno dei miei preferiti sistemi preferiti per avvicinare i bambini all’arte è sfogliare insieme a loro cataloghi di mostre.

Libri per una comunicazione emozionale
Il libro è un oggetto magico. È un oggetto magico per come è fatto, per le immagini o le parole che contiene, per il senso di intimità che riesce a creare quando ci si siede uno accanto all’altro, per l’atmosfera per produce una voce che narra a orecchie che ascoltano.
Se un bambino gioca con un libro che è particolarmente malridotto, con pagine strappate, con piccoli disegni sopra, con la copertina scucita…cosa vuol dire? Che ci è affezionato! Più amiamo un libro più lo consumiamo. Un libro di compagnia, di viaggio, di passione, di rifugio, di avventura. Meno amiamo un libro più ne stiamo alla larga, più rimane nuovo. Sfogliare libri d’arte (come cataloghi, manuali, monografie) dove ci sono tante immagini, rappresenta un primo contatto con un universo sconosciuto ai più piccoli. Può essere il pretesto per conoscere grandi opere, ma anche collezioni minori. Guardare un dipinto, una statua o una architettura ci consente di commentare innanzitutto quello che vediamo – che cosa è? Mi piace? Cosa ti ricorda? Cosa ci racconta?-. Conoscere le informazioni sulle opere e sugli artisti, o sul movimento di appartenenza non è una priorità. Non in questa fase. Esistono dei testi di arte a prezzo democratico, acquistiamoli e diamoli ai bambini. Facciamoglieli toccare, sfogliare, anche piegare le pagine. Sarà un modo per far entrare nel loro mondo pluralità soggetti e di rappresentazioni. Sarà l’occasione per discutere su come cambiano le forme di rappresentare nel tempo, o di quello che potremmo andare a vedere nel Museo vicino casa. Saremo impressionati dalle suggestioni che danno le opere e dei riferimenti anche a lungo temine che saranno in grado di attivare i bambini.
Poi esistono pubblicazioni molto interessanti sull’arte nell’editoria per l’infanzia, ma di questo argomento parlerò altro momento.

Lavorando coi bambini definiamo noi stessi
Grazie a questa semplice attività con i bambini avremo modo di esplorare anche noi argomenti, generi, autori (conosciuti o sconosciuti) per approfondire il nostro rapporto con l’arte. A seconda dell’età del bambino, con cui condividiamo l’esperienza, e della nostra sensibilità sceglieremo le opere da sottoporgli e da fargli tenere sotto occhio e sotto mano. Personalizzare un percorso da presentare ai nostri bambini è un altro piccolo passo verso quella passione e quella educazione all’arte: piacevole a breve termine, interessante per il medio termine e funzionale per il lungo termine.

Al TEATRO BINARIO 7 appuntamento per le famiglie: spettacolo “RIFIUTI UMANI”.

La rassegna dedicata all’ambiente prosegue domenica 9 marzo
con uno spettacolo che affronta il tema dell’accumulo dei rifiuti,
realizzato in collaborazione con WWF Italia.

Rifiuti umani è il quarto appuntamento della stagione “Teatro+Tempo Famiglie” del Teatro Binario 7 di Monza, in programma domenica 9 marzo alle ore 16.00, per i bambini dai 6 anni in su. La rassegna, nata dalla volontà dell’Assessorato alle Politiche Culturali e di Sostenibilità del Comune di Monza e della compagnia teatrale La Danza Immobile, ha l’obiettivo di avvicinare i più piccoli alle tematiche dell’educazione ambientale, che rientrano tra le parole chiave di Expo Milano 2015: cibo, energia, pianeta, vita.

LO SPETTACOLO
Rifiuti umani è nato da un progetto didattico in collaborazione con WWF Italia, per affrontare il tema dell’accumulo dei rifiuti solidi urbani in modo efficace e divertente. Dopo più di 500 repliche si conferma un valido esempio di come si possa fare educazione ambientale con umorismo e leggerezza e senza annoiare.
Comicità e semplicità di linguaggio, unite alla simpatia degli attori e delle situazioni mostrate ben si combinano con l’intenzione di far conoscere al pubblico utili informazioni, recepibili ad ogni livello di età e istruzione.

Lo spettacolo è la parodia di un documentario ambientato in una discarica, con una voce narrante che illustra genesi, evoluzione e attualità del problema dei rifiuti, analizzando i comportamenti quotidiani che ne sono la causa e fornendo una serie di esempi concreti che ne mettono a fuoco gli aspetti storici, culturali, economici ed ecologici.
Tre attori-spazzini-clown in tuta bianca esemplificano e interpretano i concetti e le situazioni annunciate, cambiando continuamente scene e caratteri, tra canzoni ironiche e azioni mimate, utilizzando gli oggetti raccolti in discarica, con effetti sorprendenti ed esilaranti.

Lo spettacolo è costruito sulla tecnica del teatro d’attore, con costumi e scenografie ridotti al minimo in modo da consentire rapidi cambi di carattere e di ambiente. Elementi caratteristici sono le canzoni dal vivo e l’interazione con la musica, che di volta in volta racconta, accompagna o sottolinea i momenti dell’azione, più delle parole stesse, che per scelta sono state ridotte al minimo.

Dopo lo spettacolo Rifiuti umani saranno offerti, a tutti i bambini, golosi assaggi equosolidali a cura della cooperativa “Il villaggio globale di Monza”.

LA COMPAGNIA
Luna e GNAC Teatro è una compagnia teatrale fondata nel 2008 da Michele Eynard e Federica Molteni. La ricerca sul comico, sulla comunicazione non verbale, sulla naturalezza in scena, sul mescolamento e la contaminazione dei linguaggi, il tratto ironico e leggero, fanno parte del bagaglio di esperienza e sensibilità della compagnia. Dal 2010 la compagnia, insieme a Slapsus e Ambaradan, diventa residenza teatrale negli spazi dell’ex monastero di Valmarina a Bergamo, con il contributo di Fondazione Cariplo.
Riconoscimenti alla compagnia:
– Miglior spettacolo ragazzi International Theatre King-festival-Velikiy Novgorod (Russia, 2011)
– Vincitore del FIT Festival di Lugano (Svizzera, 2010)
– Vincitore del Premio Ribalta 2010 come migliori attori
– Vincitore del Lalka tez czlowiek Festival di Varsavia (Polonia, 2010)
– Pick of the Edinburgh Fringe Festival (Regno Unito, 2009)

TEATRO BINARIO 7
Stagione “Teatro+Tempo Famiglie”

RIFIUTI UMANI

con Michele Eynard, Barbara Menegardo e Federica Molteni
testo e regia Michele Eynard
produzione Luna e Gnac Teatro in collaborazione con WWF Italia

età dai 6 anni in su

domenica 9 marzo 2014, ore 16.00

Durata: 50 minuti

Biglietti: intero € 8, ridotto € 6 (under25, over65, allievi LSDA,
abbonati altre stagioni, convenzionati), under14 € 4

Per info e prenotazioni:
Teatro Binario 7
via Filippo Turati 8, Monza
biglietteria@tetrobinario7.it
tel. 039 2027002
www.teatrobinario7.it

Leonardo musicista, costumista e scenografo. A cura di Luigi Chiesa.

All’età di trent’ anni capita a Leonardo un’occasione straordinaria: nel 1482 va a Milano come ambasciatore culturale della Signoria fiorentina, incaricato da Lorenzo de’ Medici di consegnare al duca Ludovico Sforza un raffinato strumento musicale, una lira a forma di testa di cavallo, costruita dallo stesso giovane Leonardo.
Egli, però, intende trasferirsi a Milano e presenta al duca Ludovico una lettera che documenta le sue competenze e la straordinaria vastità degli interessi che lo muovono.
Benché avesse privilegiato, nel “curriculum” presentato, le sue capacità di ingegnere militare non disdegnò affatto di impegnarsi come scenografo e musico nell’organizzazione dei festeggiamenti delle nozze di Gian Galeazzo con Isabella d’Aragona (1489), di Ludovico con Beatrice d’Este (1491) e di Bianca Maria con l’imperatore Massimiliano (1493).
Nel primo caso i festeggiamenti, ricordati dalle fonti come fatti memorabili con il nome di “Festa del Paradiso a laude della duchessa di Milano.”
Leonardo si occupò, quindi, anche di meccanismi teatrali – lui poeta della meccanica – di stoffe, di colori e di danze e nell’arte di allestire spettacoli di magia scenica fu, manco a dirlo, inarrivabile.
L’esibizione del famoso “leone meccanico” che compiva più di venti movimenti diversi, terrorizzò con le sue evoluzioni tutta la platea. Fu ideato per la trionfale accoglienza a Pavia di re Francesco I di Francia (1515): “un leone meccanico che fa molti passi, poi si apre il petto e lo mostra pieno di gigli”.

PIRATI, Domenica 2 Marzo – Teatro Helios!

Prossimo evento del teatro Helios:lo spettacolo teatrale con attori, musiche e pupazzi “PIRATI” presso il locale Cross Roads di Osteria nuova in via Braccinanase 771 (Roma).

 

Una ciurma di pirati squinternata in cerca di tesori, isole e mostri marini …tutti a bordo della nave Pesce Lesso , si parte alla ricerca di nuove avventure.

 

Domenica 2 marzo 2014 ore 15,30

dopo lo spettacolo pizza e bibite e ingresso parco giochi per bambini .
Prenotazioni su info@teatrohelios.it
biglietto unico 15 euro
3203106062

GREENPEACE A VERSACE: IL RISPETTO DELLE NORMATIVE NON BASTA. CHIEDIAMO ELIMINAZIONE SOSTANZE TOSSICHE DAI VOSTRI PRODOTTI.

ROMA, 20.02.2014 – A seguito dell’azione di ieri di Greenpeace nella Galleria Vittorio Emanuele all’apertura della settimana milanese della moda, Versace risponde a mezzo stampa (Reuters) alle rivelazioni dell’organizzazione che denuncia la presenza di sostanze chimiche pericolose nei vestiti per bambini del noto marchio di Alta Moda.

L’azienda afferma: “di operare in conformità con le leggi vigenti in materia di prodotti tessili (…) e che “ l’azienda continuerà a lavorare nella ricerca di materie prime e soluzioni tecnologiche eco-sostenibili, con requisiti ancora più stringenti di quelle previste ai sensi delle norme vigenti, rinnovando il suo impegno per la sostenibilità del pianeta.”

“Non siamo soddisfatti di questa risposta, cosi come crediamo non lo siano le migliaia di persone che in questi giorni hanno scritto a Versace per chiedere l’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dalle sue filiere. Abbiamo fatto all’azienda una domanda precisa, e abbiamo ricevuto una risposta generica che si limita a ribadire l’ovvio, e cioè che vengono rispettate le normative europee. Peccato che queste ultime non garantiscano ai consumatori che le sostanze pericolose non siano presenti nei prodotti e che non vengano usate inquinando le risorse idriche di quelle comunità che non hanno normative a loro tutela. Crediamo che un brand come Versace possa fare di meglio, e che per essere all’altezza dell’immagine che vende ai propri clienti possa davvero impegnarsi a una politica di Scarichi Zero” commenta Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel”.

Leonardo bozzettista. A cura di Luigi Chiesa.

leonardo bozzettista2La curiosità fu lo stimolo che animò Leonardo per tutta la vita: verso le persone, gli animali,
le piante; verso i fenomeni naturali e gli astri del cielo.

Curiosità e passione; passione e studio; studio ed applicazione. Senza limiti di tempo!
Ore, giorni passati interi a guardare il mondo che lo circondava, prendendo appunti e disegnando, facendo schizzi ovunque ci fosse spazio per lasciare un segno.
Tante idee riportate sui fogli dove c’era posto: questo sono le pagine dei Codici di Leonardo . Bisogna pensare che allora la carta era un bene prezioso e non se ne poteva sprecare neanche un angolo. Inoltre, a Leonardo le idee sono spesso venivano di getto, all’improvviso, e per non perderle aveva preso l’abitudine di appuntarle dove capitava: l’importante era fermarle su carta.
Per questo abbiamo trovato sui suoi fogli appunti di genere diverso, con considerazioni personali accanto a raffinati disegni.

Quella che più di ogni altra cosa influì sulla formazione di Leonardo fu la n a t u r a.
Fin da bambino imparò a guardarsi attorno, a seguire i ritmi e la varietà della campagna circostante, scoprendo ogni giorno cose nuove.
leonardo bozzettistaLe sue osservazioni sulle tante piante che incontrava nell’immensa campagna fiorentina, gli permetteranno, tanti anni dopo, di dipingere i paesaggi naturali con la competenza di un esperto botanico, disegnando foglie, fiori e frutti con un’ incredibile precisione.
Negli anni della sua vita a Vinci, Leonardo sviluppò un gusto per l’osservazione così forte ed intenso da caratterizzare tutto il suo futuro lavoro artistico.
Gli studi di piante, fiori ed animali furono indispensabili per la pittura di Leonardo: da vero esperto di botanica ha dipinto, nelle sue opere, con grande accuratezza fiori, erbe, alberi ed arbusti. Allo stesso modo prestò attenzione ad ogni movimento ed a ogni particolare del corpo degli animali e ciò lo ha portato a disegnare cavalli meravigliosi, ermellini, draghi e tante altre figure con una veridicità impressionante.
Tra le sue carte troviamo anche schizzi di paesaggi, famoso è quello della valle dell’Arno, disegnato nel 1473 con penna ed inchiostro, e illustrazioni di fenomeni naturali come il “temporale su una valle montana”.

Per conoscere “dal vero”, come lui diceva, i segreti della natura umana si dedicò all’anatomia e gli studi che fece diedero una svolta non solo alla pittura ma anche alla rappresentazione scientifica del corpo umano.
Ogni suo dipinto era studiato nei minimi particolari e meticolosamente elaborava schizzi e disegni preparatori.
Osservare, studiare e poi ragionare con la propria testa, cercando di carpire i segreti alla natura: ecco il segreto del giovane artista prima e del rinomato pittore poi.
Egli, cresciuto in un piccolo centro, libero ed in continuo contatto con la natura ha potuto conoscere il mondo attraverso l’azione, mettendo in secondo piano la cultura teorica. Questo “habitus mentale” lo accompagnerà per tutta la vita.

Leonardo, pittore e paesaggista. A cura di Luigi Chiesa.

Leonardo fu un disegnatore instancabile.
I dipinti che completò,mai soddisfatto del proprio lavoro, non furono però molti.
Invece, disegni, schizzi, bozzetti sono giunti fino a noi in numero consistente. La qualità del lavoro a matita è ineccepibile. Egli fu in grado di riprodurre fedelmente e felicemente ogni particolare della realtà.
Le figure di Leonardo sono dotate di una vivacità e di una vitalità senza precedenti. Egli voleva riprodurre la natura nel modo più scientifico possibile, ma la sua ineguagliabile tecnica pittorica conferisce ai suoi soggetti una sorprendente bellezza.
La pittura, per Leonardo, fa sentire la presenza di un’anima, fa percepire la vita e la forza della natura.
Le sue sono opere straordinarie anche perchè egli aveva ideato un nuovo modo di dipingere che trasmetteva alle sue figure “moto e fiato”.

Gli studiosi sono concordi nel sostenere che se “il paesaggio” non fu invenzione di Leonardo da Vinci, certamente nessun pittore, prima di lui e dopo di lui, ebbe la capacità di trasfigurare le atmosfere della natura nella realtà pittorica in un modo paragonabile.
Il paesaggio, nei dipinti del Maestro, è così ben “inserito nel quadro” da risultare un soggetto, al pari delle persone raffigurate. Egli rappresenta paesaggi di cui ha studiato le origini geologiche e le trasformazioni di colori legate
ai cambiamenti atmosferici ed alla “pesantezza” dell’aria.
Per quanto riguarda la collocazione di piante ed arbusti, come qualunque piccolo elemento vegetale, sono collocati nel giusto habitat naturale.
Per questo i suoi paesaggi risultano ai nostri occhi così “veri”e altrettanto “vivi”. Egli ha “vissuto” il paesaggio in modo scientifico ed in modo esperienziale. Si è fatto paesaggio egli stesso, poi ha dipinto.
Inoltre, Leonardo sosteneva che anche nei corpi inanimati ( le rocce, le montagne, l’acqua, gli alberi, l’aria) c’è una virtù spirituale, una potenza invisibile che li rende simili a quelli viventi. Ed è, forse, per questa sua convinzione che le “sue rocce” ci trasmettono una sensazione di vitale “possanza”.
Si può dire che Leonardo pensò da scienziato ed operò da artista.

Un altro elemento di novità è l’uso che egli fa dello “sfumato”; un espediente tecnico consistente in delicati passaggi successivi di colore, steso con maestria impareggiabile, che conferiscono all’immagine una profondità ed una luminosità totalmente nuove.

leonardo annunciazioneANNUNCIAZIONE
(1470 – 1475) 98 x 217 cm. – olio e tempera su tavola – Galleria degli Uffizi – Firenze

Il dipinto fu commissionato dal convento di San Bartolomeo di Monteoliveto. E’ opera di Leonardo e della bottega del Verrocchio. Presenta diversi livelli di qualità con dettagli talvolta differenti. Alcune architetture sono riconducibili alla mano dell’artista, invece i particolari del porto con i profili delle navi sono stati eseguiti certamente da lui. Molti hanno notato il difetto anatomico della vergine: il suo braccio destro è in una posizione anatomicamente difettosa in quanto per raggiungere l’angolo del libro sul leggio è stato allungato e piegato in modo non naturale.

Al centro del dipinto, nel paesaggio, è utilizzata la tecnica di velatura per simulare la profondità. Questa tecnica è caratteristica di Leonardo. Leonardo lavorò a quest’opera prima di partire per Milano nel 1482.
La “sua mano” è certamente riconoscibile nell’attenzione minuziosa con cui sono resi i panneggi delle due figure. Ma soprattutto il suo intervento si distingue nella concezione d’insieme della scena e nella gestualità trattenuta dei due personaggi. Le teste reclinate in avanti l’una verso l’altra stabiliscono il dialogo silenzioso tra l’Arcangelo
e la Vergine.

leonardo ginevraRITRATTO DI GINEVRA BENCI

(1474 – 1476) 38,8 x 36,7 cm. – tempera ed olio su tavola – fronte e retro – National Gallery of Art, Washington

C’è la possibilità che la tavola sia stata tagliata, subendo l’asportazione della parte inferiore del busto; è stato dipinto in occasione delle nozze di Ginevra con Luigi di Bernardo di Lapo Piccolini. La donna è ripresa con tutto il suo chiarore diafano, contro un ginepro fortemente in controluce. Leonardo ha usato le dita per sfumare il colore del volto, lasciando così sulla tavola le sue impronte digitali. Anche il retro della tavola è dipinto.

Lo stendardo recita: “VIRTUTEM FORMA DECORAT” “ LA BELLEZZA ORNA LA VIRTU’ “

E’ il primo ritratto eseguito da Leonardo, il dipinto potrebbe risalire al 1474 oppure agli anni Immediatamente successivi. La consistenza diafana dell’immagine ritratta è sottolineata anche dal particolare quasi impercettibile del velo trasparente chiuso alla base del collo. In accordo con la sensibilità atmosferica che viene maturando, Leonardo introduce nella rappresentazione la sottile vibrazione delle superfici: dalle morbide volute dei riccioli che incorniciano il volto, fino agli alberi in lontananza che si riflettono nello specchio d’acqua.

leonardo vergineVERGINE DELLE ROCCE

(1483 – 1486) 189,5 x 120 cm. Olio su tavola – Museo del Louvre, Parigi. Fu commissionato il 25 aprile 1483 dai fratelli de Predis.

Di questo quadro esistono due versioni, la seconda delle quali è conservata a Londra. Negli squarci di paesaggi, carichi di sottili e misteriose risonanze, che si può facilmente avvertire la suggestione della pittura leonardesca: nel magico sfondo roccioso si avverte la stessa inquietante vita spirituale che definisce il volto sensibilissimo della Vergine. Leonardo concepisce una scena ricca di complesse implicazioni simboliche, a cominciare dall’ambientazione in un paesaggio roccioso, attraversato da corsi d’acqua che si perdono nella distanza.
In questo scenario, creato dalle stratificazioni geologiche in cui le figure sono immerse,circondate da una vegetazione rigogliosa, la cavità oscura della grotta si schiude a suggerire l’idea del mistero della natura e dell’origine della vita.

leonardo madonnaMADONNA DEL GAROFANO

(1470 – 1473) 62 x 47,5 cm. – olio su tavola – Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

L’attribuzione a Leonardo di questa tavola conservata a Monaco è relativamente recente. Si basa su considerazioni tecniche e valuta le affinità esistenti con altre opere dell’autore dello stesso periodo, come l’Annunciazione. La Madonna presenta analogie nella testa e nel trattamento del ricco panneggio. Comunque storicamente è stata impostata dallo stesso Verrocchio, e poi forse affidata ai giovani allievi, tra i quali probabilmente c’era anche Leonardo. La raffinatezza dei dettagli contraddistingue l’intera composizione, a partire dai ricercati accostamenti cromatici delle vesti, passando per i riflessi della spilla incorniciata di perle ed il gesto elegante della mano che porge il garofano rosso intenso.
La figura della Madonna si iscrive fra le due finestre, oltre le quali la vista spazia su un vasto paesaggio.

leonardo cenacoloIL CENACOLO

(1494 – 1498) 460 x 880 cm – dipinto murale con tempera ed olio – Santa Maria delle Grazie, Milano

L’ultima cena (detta anche Il Cenacolo) è un dipinto a tempera e olio su due strati di preparazione gessosa, stesi su intonaco. Il Cenacolo è il più grande tra i dipinti di Leonardo ed il suo unico affresco sopravvissuto. Viene rappresentata l’istituzione dell’ Eucaristia nel momento in cui Cristo pronuncia la frase: “Uno di voi mi tradirà”. Già pochi anni dopo che fu terminato, questo dipinto cominciò a deperire rapidamente a causa della tecnica inconsueta e delle infiltrazioni di umidità nella parete. Nella speranza di salvare la preziosa opera, i restauri si succedettero nel corso dei secoli. L’ultimo iniziò nel 1977 ed è durato 20 anni. Ora , gruppi di 25 persone ogni 15 minuti possono visitare il nuovo “Cenacolo “ di Leonardo. Alle persone raffigurate manca la parola!
Questo dipinto è la dimostrazione della capacità di Leonardo di conferire alle figure la capacità di esprimere, attraverso gli atteggiamenti,con le posizioni delle mani e le espressioni del volto, vale a dire “co’ le membra” il contenuto del loro pensiero, ovvero “il concetto della mente loro”.

leonardo sant'annaSANT’ANNA, LA VERGINE E IL BAMBINO CON L’AGNELLO

(1508 – 1510) 168 x 130 cm. – olio su tavola – Museo del Louvre (Parigi)

Fu commissionato a Leonardo all’inizio del 1500 per l’altar maggiore della SS. Annunziata a Firenze. Nel 1501 il cartone del dipinto fu esposto al pubblico suscitando un vero entusiasmo. Soltanto nel 1510 e con la collaborazione degli allievi, Leonardo tradusse in pittura il cartone, ma il dipinto non fu mai spedito a Firenze, e fu portato da Leonardo in Francia. Questo dipinto rappresenta la soluzione a cui Leonardo giunge dopo un lungo processo di elaborazione grafica.
L’interazione degli sguardi e dei gesti circola fra le figure e sembra propagarsi come un’eco partendo da sant’Anna, che abbassa gli occhi verso la Madonna, la quale si sporge per portare a sé il Bambino, che volgendosi indietro, ricambia lo sguardo della madre, mentre ne replica il gesto delle braccia stringendo nelle mani le orecchie dell’agnellino. Sul volto dei tre personaggi il sorriso appena accennato, accompagna lo scambio intenso degli sguardi.

leonardo giocondaLA GIOCONDA

(1503 -1514) 77 x 53 cm – olio su legno di pioppo – Museo del Louvre (Parigi)

Questo dipinto è uno dei più celebri al mondo, è identificato ormai tradizionalmente col ritratto di Monna Lisa del Giocondo e iniziato a Firenze intorno al 1503. Leonardo tuttavia non consegnò mai l’opera al committente e la portò con sé in Francia, considerandola tra le cose più care. L’opera è l’esito finale di una elaborazione iniziata nei primi anni del 500 e protrattasi fino all’ultimo periodo della vita del maestro: fu un processo di progressivo completamento. Il dipinto diventa un’immagine cumulativa in cui si stratificano i significati e le conoscenze,
in analogia con la tecnica utilizzata da Leonardo che consiste nella sovrapposizione di strati sottilissimi di vernice sulla superficie pittorica. Il risultato ottenuto, per trasparenze e sfumature indefinibili, rispecchia chiaramente i lunghi tempi d’esecuzione congeniali a Leonardo e rivela la sua inclinazione più che al “non finito”, al “mai finito”.

leonardo ermellinoDAMA CON L’ERMELLINO (RITRATTO DI CECILIA GALLERANI)

(1488 – 1490) 54,8 x 40,3 cm – olio su tavola – Czartoryski Muzeum, Cracovia

Commissionata a Leonardo da Ludovico il Moro, il dipinto ritrae Cecilia Gallerani una dama di corte che si distingueva per le sue doti intellettuali, coltivava la musica, la filosofia e la letteratura. Qui appare nell’atto di voltarsi verso destra per attraversare con lo sguardo lo spazio del quadro, accennando forse un saluto con gli occhi che si illuminano e le labbra che si increspano impercettibilmente. Sorprendente è la capacità di Leonardo di cogliere la spontaneità dell’atteggiamento e la mobilità dell’espressione. L’ermellino, con il candore del suo manto, allude alla nobiltà d’animo del personaggio femminile ritratto: Leonardo aveva compilato un elenco di animali ed a ognuno associava una o più caratteristiche morali. L’ermellino rimandava alla moderazione, alla gentilezza, alla nobiltà d’animo.

 

 

La Bella e la Bestia… Preparatevi a vedere con il cuore!

Domenica 23 marzo, all’ Auditorium Pime Via Mosè Bianchi 94, alle ore 16.30

la pluri premiata compagnia teatrale Kairos metterà in scena per la gioia di grandi e piccini una bellissima edizione de La Bella e la Bestia.

Lo spettacolo, liberamente adattato dalla regista Maria Luisa Desiderio, ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui “Miglior spettacolo” (Carnago), “Migliori costumi” (Busto Arsizio) nei concorsi per gruppi teatrali amatoriali.

Tutto il ricavato della giornata andrà a sostegno di ASBIN, , attiva presso l’Unità Spinale di Niguarda a favore di 400 bambini con Spina Bifida e delle loro famiglie provenienti da tutta Italia.

La spina bifida è una grave malformazione congenita, che in Italia colpisce un bambino ogni 1300 nascite e che comporta problemi motori, sensoriali e in alcuni casi di ritardo cognitivo.

Presso il Centro Spina Bifida di Niguarda, grazie ai fondi raccolti da ASBIN i bambini trovano le migliori cure mediche, percorsi riabilitativi personalizzati, sostegno psicologico durante la crescita, attività sportive e socializzanti.

Ingresso con donazione di 10 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini fino ai 10 anni

Per informazioni e prenotazioni: ASBIN Onlus – Tel 02 6472490 – comunicazione@asbin.it – www.asbin.it

 

 

Dalla teoria (dei Colori) alla pratica. A cura di Leontina Sorrentino.

Come si può parlare di arte con i bambini?

Solo facendogli vedere le opere o portandoli nei Musei? Farli “pasticciare” con i colori è la prima lezione sull’arte.
La teoria dei colori ci introduce al significato di colori primari, secondari, terziari, al concetto di sintesi additiva e sottrattiva e molto altro. Interessante fatta al momento giusto! Se vogliamo affascinare i bambini, anche molto piccoli, e regalargli un alone di magia, procuriamoci la goccia di uno di quei vecchi lampadari e, accostandolo alla finestra, facciamo osservare quello che compare. Come la scena di un datato film in cui la piccola Pollyanna, aprendo le tende di una finestra lega tutti i prismi di una lampada, creando un magnifico arcobaleno sulla parete della camera. Parlare di arte ai bambini non vuol dire fargli vedere dipinti, sculture, siti archeologici. Raccontargli la vita, le date, i movimenti. O meglio non vuol dire solo questo! Parlare di arte ai bambini vuol dire introdurli in un mondo fatto di persone, di immagini si, ma anche di materiali, di colori, di tecnica, di errori, di tentativi, di scoperte. E’ un pretesto per mettersi in contatto con se stessi e con gli altri. E’ un’occasione per esplorare, per provarsi e per riflettere! Facciamoli familiarizzare con le varie tecniche, non per farne degli artisti, ma per lasciarli esprimere graficamente e non solo verbalmente. Proponiamo loro frequentemente un certo tipo di attività, non solo due volte l’anno portandoli ad un laboratorio didattico.
Pennarelli, cere e pastelli, tempere, gessi, carboncini, acquerelli, inchiostri. Proviamo ad usarli a casa con i nostri bambini! Vi sembra un’impresa titanica? Ecco l’elenco degli inconvenienti più ricorrenti, delle tecniche più comuni, e come arginare i danni con pochi piccoli gesti preventivi.

Acquerelli
Rischi: rovesciare l’acqua sul tavolo e bucare il foglio.
Rimedi: Utilizzare i fogli spessi e ruvidi (specifici per l’acquerello), oppure i più comuni cartoncini lisci. Per evitare il problema dell’acqua utilizzare ciotoline o piatti di carta riempiti a metà. Se i bambini sono più di uno mettere più di un contenitore con l’acqua dove intingere il pennello, meno incroci si fanno con le braccia meno possibilità c’è di rovesciarli.

Tempere
Rischi: Alta probabilità di sporcare mani, vestiti e ambente circostante. Immergere il pennello da un colore all’altro uniforma le tinte rendendole grigie.
Rimedi: circoscrivere l’angolo di un tavolo rivestendolo con una tovaglia in plastica o con del giornale fermato con lo scotch. Infilare addosso al bambino/a un grembiule o una maglia vecchia per proteggere i vestiti e tirare indietro le maniche. Mettere piccole quantità di tempera in contenitori bassi e larghi. Poi per eliminare il problema di mischiare i colori, usare un pennello diverso per ciascun colore.

Cere/Pastelli ad olio
Rischi: sfregare produce piccoli “trucioli” che si attaccano e si impastano creando piccole macchie con spessore.
Rimedi: lavorare con attenzione e utilizzare i vari residui per il disegno, controllare di non avere “truciolini” attaccati ai vestiti per evitare di portarli in giro.

Inchiostri
Rischi: macchiano mani e i vestiti (in maniera indelebile) ed essendo liquidi c’è difficoltà a governarli. Si possono usare pennini, pennelli o aerografo.
Rimedi: Proteggersi con grembiuli plastificati e con tele cerate per il tavolo. Utilizzare poco inchiostro alla volta per evitare, in caso si rovesci, di perderlo tutto.

Gessi
Rischi: producono polvere e non sono stabili, la maggior parte delle volte il disegno col tempo si perde, la durata dipende anche dal supporto su cui lo eseguiamo.
Rimedi: Ci sono gessi prodotti a posta per bambini che producono poca polvere. Per l’altro rischio esistono dei fissativi da usare con delle mascherine protettive.

Carboncino
Rischi: si sporcano le mani di nero e si rischia di lasciare impronte ovunque. Se si usano sotto forma di gessi o bastoncini rischiano di spezzarsi.
Rimedi: Tenere delle salviette imbevute o un tovagliolo bagnato, appena finito si tamponano le mani per eliminare il grosso del nero. Poi si lavano le mani. Dare ai bambini la

Pennarelli
Il tipo di colore più familiare in assoluto per i bambini. Si usano a scuola, a casa, in viaggio. Perché non hanno controindicazioni particolari. Sono comodi da trasportare, rapidi da utilizzare e sporcano poco, se non le mani dei bambini che basta sfregare energicamente col sapone, o lavare due volte non consecutive.

Matite colorate
Le matite si spezzano spesso le punte visto che i bambini li spingono forte sul foglio, in questo caso temperare la matita senza fare la punta…che punge!

Ci sono tecniche che presentano meno rischi rispetto alle altre, ma per tutte esistono piccoli accorgimenti che, se adottati, possono rendere l’esperienza molto appagante. Per gli adulti perché sentono di avere sotto controllo la situazione e per i bambini che vivono un momento sereno e creativo. Questo non vuol dire che non ci saranno incidenti!!!! Ma che saremo pronti per affrontarli.
Il come utilizzare questi colori e le sperimentazioni che si possono fare sono un’altra storia!

Leontina Sorrentino

www.didatticaartebambini.it

RAPPORTO GREENPEACE: SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE NELL’ALTA MODA, UN LUSSO CHE NON POSSIAMO PERMETTERCI

Con la Settimana della Moda di Milano alle porte, Greenpeace International lancia un nuovo rapporto che rivela la
presenza di sostanze chimiche pericolose nei vestiti per bambini di alcuni dei più famosi marchi dell’Alta Moda, tra cui Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana.

Le analisi degli indumenti e delle calzature mostrano che le stesse sostanze chimiche pericolose usate dai marchi di largo consumo sono impiegate anche per produrre capi esclusivi dell’Alta moda. Non solo,la concentrazione di una sostanza (nonilfenoli etossilati o NPEs) in capi etichettati come “Made in Italy” fa venire il dubbio che questi potrebbero non essere stati prodotti interamente in Europa.

“Il successo dei marchi dell’Alta moda è costruito interamente sull’esclusività e l’eccellenza dei loro prodotti. Il nostro rapporto, invece, dimostra che marchi come Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana illudono i loro clienti con vere e proprie bugie. E non è un problema che interessa solo chi può permettersi questi prodotti di lusso, perché l’inquinamento tocca ognuno di noi. Sta ora a questi marchi fare chiarezza sull’etichetta “Made in Italy” che esibiscono, ripulire le loro filiere e capire che noi consumatori non ci lasciamo prendere in giro facilmente” afferma Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel di Greenpeace Italia.

Sono stati testati 27 prodotti di otto case d’Alta moda; 16 di questi (8 dei quali Made in Italy) sono risultati positivi per una o più delle seguenti sostanze chimiche: nonilfenoli etossilati (NPEs ), ftalati, composti perflorurati e polifluorurati e antimonio. La più alta concentrazione di nonilfenoli è stata rilevata in una delle ballerine Louis Vuitton prodotte in Italia e vendute in Svizzera, mentre la concentrazione più elevata di PFCs in una giacca di Versace.

Alcune di queste sostanze, quando vengono rilasciate nei corsi d’acqua durante il ciclo di produzione oppure dagli stessi vestiti durante il lavaggio, hanno la proprietà di accumularsi negli organismi viventi e di interferire con il sistema endocrino.

“Ė ora che i marchi dell’Alta moda siano coerenti con la loro reputazione e passino dalla parte di coloro che lavorano per un futuro libero da sostanze tossiche. Assumendo l’impegno Detox per le loro filiere, marchi come Valentino e Burberry hanno già dimostrato che si può produrre un’Alta moda che non costi nulla al Pianeta. Cosa aspettano invece Versace, Louis Vuitton, Dior o Dolce&Gabbana?” conclude Campione.

Sono venti le aziende che hanno sottoscritto finora l’impegno Detox di Greenpeace, con l’obiettivo di assicurare la trasparenza della filiera, richiedendo ai propri fornitori di pubblicare i dati sugli scarichi delle sostanze chimiche pericolose e azzerare gli scarichi di sostanze chimiche pericolose entro il 2020.

Leggi la sintesi del rapporto “Piccola storia di una bugia fuori
moda”: http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/piccola-storia-di-una-bugia-fuori-moda/

Leggi il rapporto (in inglese) “A Little Story about a Fashionable Lie”:
http://www.greenpeace.org/international/a-fashionable-lie/

Hanno sottoscritto l’impegno Detox: Nike, Adidas Puma, H&M, M&S, C&A,
Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s
Secret, G-Star Raw, Valentino, Coop, Canepa, Burberry e Primark.

(Ufficio stampa Greenpeace Italia)

Nuovi orari della mostra… in attesa dell’asta!

Calimero
“E’ un’ingiustizia però!” – 1963-2013
13 dicembre 2013 – 9 marzo 2014
Milano, Palazzo della Permanente, via Turati 34

nuovi orari di apertura:

Da martedì a venerdì: dalle 14.30 alle 18.30

 

Sabato e domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30

 

Aperture settimanali al mattino riservate a scuole e gruppi su prenotazione al numero 02.89412141

 

Tantissimi hanno già visitato la mostra, grandi e piccini, nonni e nonne! Ci avviciniamo al giorno della GRANDE ASTA dei gusci in resina prodotti per l’occasione e utilizzati come mezzo espressivo da artisti, intellettuali e personaggi famosi. Verranno messi all’asta al termine della mostra e il ricavatosarà devoluto per finanziare il progetto “Diritti in campo” promosso dall’Organizzazione Save the Children in collaborazione con Ava e Reckitt Benckiser.

L’esposizione è l’occasione per far conoscere la genesi di un cartone animato dalla stesura del racconto alla traduzione in sequenze, alla successione dei disegni per permettere il movimento dei personaggi (50 disegni per ogni secondo di animazione), fino al montaggio e alla proiezione.

Il pubblico può ammirare una selezione di oltre 6 ore di cartoni animati: dai primi Caroselli in bianco e nero alle storie di Calimero e Priscilla, fino alle avventure di Calimero e Valeriano; decine e decine di personaggi, da Cesira a Gallettoni a Papero Piero, tutti scaturiti dalla felice matita dei fratelli Pagot.

 

 

Bimboinviaggio.com al servizio delle famiglie con bambini

Bimboinviaggio.com è il portale italiano dei migliori alberghi per famiglie e delle vacanze con i bambini.
Nato nel 2006, è diventato in breve il punto di riferimento per tutti i genitori che desiderano organizzare la propria vacanza in autonomia, certi di trovare un hotel di qualità e destinazioni family friendly.

Fanno parte del network di bimboinviaggio.com oltre 250 strutture ricettive in Italia ed Europa, tutte specializzate nell’accoglienza di famiglie con bambini e ragazzi e più di 80 tra Parchi tematici e musei. Il portale riceve fino a 280.000 visite al mese e contatta settimanalmente i 50.000 iscritti alla Newsletter “Bimbo In Viaggio Informa”. I suoi lettori sono dinamici, curiosi, costantemente alla ricerca di nuove informazioni, attenti alle esigenze dei bambini.

Grazie al contributo di giornalisti e reporter, bimboinviaggio.com è arricchito continuamente con suggerimenti sulle destinazioni e sulle attività adatte a tutta la famiglia.

Da novembre 2010 è stato approvato dall’Ordine dei Giornalisti come Rivista online: la contestuale registrazione presso il Tribunale di Firenze ha certificato la qualità di questo strumento e ha rafforzato la fidelizzazione di tutte quelle famiglie in cerca di partner autorevoli per pianificare al meglio le loro vacanze.
Nell’autunno 2013 è nato il “fratellino” di BIV – www.travellingbaby.com – la versione in lingua inglese del portale.

Così Chiara Rosati, ideatrice e Managing Director bimboinviaggio.com, racconta come è nato il portale: «Diventata mamma mi sono resa conto di quanto sia importante, per la riuscita di una vacanza, scegliere non solo un buon albergo, ma un albergo family friendly capace di accogliere la famiglia e soddisfarne le tante esigenze, meglio ancora se attrezzato con personale che possa dare anche un po’ di respiro ai genitori».

Cosa offre ai propri lettori:
• il portale presenta strutture ricettive family friendly (resort, hotel, residence, agriturismi, campeggi) in Italia e all’estero, classificate per Paese/regione o a tema (mare, montagna, città, campagna, wellness, baby hotel, teen hotel, luxury, corsi di lingua, camp estivi)
• offre spunti e idee su eventi e destinazioni adatte alle famiglie grazie alle sezioni Destinazioni/Parchi/Musei
• dal portale i visitatori possono inviare una richiesta di quotazione alla struttura di proprio interesse e questa risponderà direttamente, senza intermediazioni, offrendo la tariffa migliore nel periodo richiesto
• nella sezione “Offerte” mamme e papà possono trovare pacchetti convenienti e tante idee vacanza
• chi ama essere sempre connesso può tenersi aggiornato su proposte e iniziative iscrivendosi alle pagine FACEBOOK o TWITTER o consultando il BLOG.

Per maggiori informazioni su Bimbo In Viaggio consultare il sito Internet

http://www.bimboinviaggio.com/

LE SOSTANZE PERICOLOSE DALL’ABBIGLIAMENTO

LONDRA, 10.02.14 – La catena di negozi di abbigliamento britannica Primark si è unita ai grandi marchi della moda già impegnatisi con Greenpeace a eliminare le sostanze chimiche pericolose dalla propria filiera.

Dopo Burberry, Primark è la seconda grande azienda di abbigliamento a sottoscrivere l’impegno Detox nelle ultime due settimane. In tutto sono al momento venti le aziende impegnatesi finora. L’adesione arriva dopo la pubblicazione del rapporto di Greenpeace Asia “Piccoli mostri nell’armadio”, che ha rivelato la presenza di sostanze chimiche pericolose in vestiti e calzature per bambini in 12 grandi marchi.

“L’azienda dimostra così l’intenzione di seguire la nuova tendenza della moda di produrre capi di abbigliamento privi di sostanze chimiche pericolose. Dalle catene alle case di Alta moda come Burberry, i grandi marchi stanno aiutando a mettere la parola fine a quest’incubo tossico. Ora anche quelli che tardano a sottoscrivere l’impegno Detox, come Adidas e Disney, devono agire per eliminare questi pericolosi piccoli mostri una volta per tutte”, afferma Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel di Greenpeace Italia.

Primark ha accettato di eliminare le sostanze chimiche pericolose in tutti i suoi prodotti entro il 2020. Primak assicurerà inoltre la trasparenza della filiera richiedendo ai propri fornitori di pubblicare i dati sugli scarichi delle sostanze chimiche pericolose.
Questo darà alle popolazioni locali che vivono nei pressi delle fabbriche – ad esempio in Cina – il diritto di sapere cosa viene rilasciato nell’ambiente.

“L’impegno di Primark è una grande notizia non solo per clienti e lavoratori, ma anche per le comunità locali colpite dall’inquinamento dell’acqua. Il marchio deve ora dimostrare di saper trasformare queste promesse in azioni concrete, in modo che i bambini di tutto il mondo possano crescere in un futuro libero da sostanze tossiche” prosegue Campione.

Chiedendo la trasparenza delle filiere, Greenpeace pretende da Primark anche soluzioni credibili per migliorare le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti.
Con l’impegno Detox Greenpeace chiede ai grandi marchi di produrre una moda libera da sostanze chimiche pericolose e crede che la salvaguardia ambientale debba andare di pari passo con buone condizioni di lavoro.

Leggi il rapporto “Piccoli mostri nell’armadio”:
www.greenpeace.org/…/Piccoli_mostri_nellarmadio_GREENPEACE.pdf

Leggi l’impegno di Primark:
www.primark-ethicaltrading.co.uk/documents/greanpeace-commitment/primarks-detox-solution.pdf

FATTORIA ALLEGRIA, Teatro BINARIO 7 a Monza.

FATTORIA ALLEGRIA – 16 febbraio 2014, ore 16 – TEATRO BINARIO 7 Via Turati 8, 20900 Monza

(testo Stefania Pendezza – drammaturgia e regia Silvia Barbieri)

con: Max Brembilla e Giusi Marchesi
costumi e oggetti di scena: Marilena Burini
musiche originali: Daniele Ghisi

scenografia: Laboratorio scenografico Teatro Prova
luci: Dalibor Kuzmanic

produzione: Teatro Prova

età consigliata dai 3 agli 8 anni

Il contatto diretto con la terra e i suoi frutti è un eccellente punto per la costruzione di mentalità e comportamenti responsabili volti al rispetto di sé e dell’ambiente. Stefania Pendezza

Lo spettacolo è la riscrittura teatrale del libro di Stefania Pendezza “Le Agriavventure del Topino Pino” edito dalla Regione Lombardia- Direzione Generale Agricoltura, arricchita dai contributi tratti da diversi manuali agroalimentari della stessa autrice e da alcune suggestioni della favola di Esopo “Il topo di città e il Topo di Campagna”.
La scoperta della fattoria diventa un viaggio curioso e divertente nel mondo agricolo e nei suoi prodotti attraverso la vita ed i processi che vi si svolgono, invitando i giovani spettatori ad apprezzare e gustare i prodotti della terra. Il testo pensato per i piccoli, coniuga l’aspetto scientifico con quello della cultura e della tradizione, in un’esperienza dove la narrazione, l’animazione di oggetti, il canto e la danza si uniscono alla scoperta sensoriale della fattoria.
L’allestimento e gli oggetti di scena sono realizzati con la trasformazione di tovaglie, tovaglioli cuscini, presine, bavaglini, guanti da cucina, aghi, gomitoli di lana: attraverso la piegatura e il loro assemblaggio gli attori presenteranno gli animali della fattoria.
Piccoli arcolai della lana diventeranno le arnie delle api, il cesto di paglia si trasformerà in gallina, la cassetta della frutta in piccolo orto e i tovaglioli in colorati coniglietti: imparare giocando con la manualità e l’uso fantastico di oggetti della quotidianità domestica di antico sapore.

Dopo lo spettacolo saranno offerti, a tutti i bambini, golosi assaggi equosolidali a cura della cooperativa “Il villaggio globale di Monza”.

Biglietti: intero € 8, ridotto € 6 (under25, over65, allievi LSDA, abbonati altre stagioni, convenzionati), under14 € 4

prenota qui Ricordiamo che le prenotazioni on-line, dovranno essere effettuate entro le ore 18 di venerdì 14 febbraio. La prenotazione è da ritenersi valida solo dopo risposta di conferma.

Doveri verso i figli

Codice civile

LIBRO PRIMO. Delle persone e della famiglia – TITOLO SESTO. Del matrimonio – CAPO QUARTO. Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio

art. 147 Doveri verso i figli – Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

art. 148 Concorso negli oneri – I coniugi devono adempiere l’obbligazione prevista nell’articolo precedente in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli. In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l’inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell’obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all’altro coniuge o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione della prole.
Il decreto notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo (Cod. Proc. Civ. 474), ma le parti ed il terzo debitore, possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica. L’opposizione è regolata dalle norme relative all’opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.

Art. 155 Provvedimenti riguardo ai figli – Il giudice che pronunzia la separazione dichiara a quale dei coniugi i figli sono affidati e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. In particolare il giudice stabilisce la misura e il modo con cui l’altro coniuge deve contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dei figli, nonché le modalità di esercizio dei suoi diritti nei rapporti con essi. Il coniuge cui sono affidati i figli, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della potestà su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i coniugi. Il coniuge cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse. L’abitazione nella casa familiare spetta di preferenza, e ove sia possibile, al coniuge cui vengono affidati i figli. Il giudice dà inoltre disposizioni circa l’amministrazione dei beni dei figli e, nell’ipotesi che l’esercizio della potestà sia affidato ad entrambi i genitori, il concorso degli stessi al godimento dell’usufrutto legale. In ogni caso il giudice può per gravi motivi ordinare che la prole sia collocata presso una terza persona o, nella impossibilità, in un istituto di educazione (Cod. Proc. Civ. 710). Nell’emanare i provvedimenti relativi all’affidamento dei figli e al contributo al loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell’accordo fra le parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo, ed emessi dopo l’assunzione di mezzi prova dedotti dalle parti o disposti d’ufficio dal giudice. I coniugi hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della potestà su di essi e le disposizioni relative alla misura e alle modalità del contributo.

Noam CHOMSKY, Le dieci regole del controllo sociale

Noam CHOMSKY è nato a Filadelfia il 7 dicembre 1928 suo padre si chiamava William, era russo, era ebreo ed era fuggito dalla Russia nel 1913. Fin da ragazzo fu sempre attivamente coinvolto nell’attività culturale ebrea.


Le date della sua vita:
• nel 1945 cominciò a studiare all’Università di Pennsylvania (filosofia, matematica). Ben presto però iniziò ad essere coinvolto nei problemi della Palestina. Era contrario all’idea uno stato ebraico in Palestina e trovò interessante il movimento di lavoro cooperativo (in linea con gli impulsi cooperativi e libertari della gioventù sionista).
• Nel 1947 ebbe un incontro fondamentale con Zellig Harris, un professore della sua università e con il quale condivise idee interessi.
• Nel 1955 si laureò ed iniziò ad insegnare al Massachussets Institute of Tecnology, da dove arrivano la maggior parte dei Nobel scientifici degli States.
• Dal 1966 è titolare, presso la Massachussets Institute of Tecnology, della cattedra di lingue moderne e linguistica.
Chomsky è filosofo, linguista, teorico della comunicazione, è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale che ha avuto notevole influenza nell’ambito della ricerca psicologica, logica e filosofica; uno degli intellettuali più celebri e attivi del nostro secolo, ha posizioni molto critiche sull’uso strumentale dei mass media nelle democrazie occidentali che, secondo il suo pensiero, collegate alle lobby economiche, determinino una sorta di fabbrica del consenso, arrivando a creare un sistema di propaganda molto persuasivo per un efficace controllo dell’opinione pubblica.

Il suo pensiero sulla propaganda attraverso i media:
Le dieci regole del controllo sociale (tratto da http://psicologia.tesionline.it)

1) La strategia della distrazione.
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4) La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (“Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

 

Domenica 2 febbraio: Marco Pagot alla mostra di Calimero!

Calimero: “E’ un’ingiustizia però” 1963 – 2013

Marco Pagot, figlio di Nino, uno dei padri di Calimero, e autore egli stesso di tante avventure del nostro amato pulcino nero ci aspetta, domenica 2 febbraio, alla mostra, al Palazzo della Permanente.
Chi vorrà, potrà incontrarlo e fargli domande sulla nascita ed evoluzione di Calimero e visitare insieme a lui le 9 sezioni della mostra con oltre
150 disegni originali.

Marco Pagot mentre scrive la dedica per Il Portale dei Bambini… per tutti i nostri piccoli lettori!

I bambini potranno fermarsi nell’aria ludica appositamente studiata per loro e
guardare le serie TV. Vi aspettiamo numerosissimi!

 

Palazzo della Permanente via Turati 34 – Milano

Martedì – Domenica 10,00 – 13,00 – 14,30 – 18,30
Lunedì chiuso
www.calimerolamostra.it