LE 10 REGOLE PER IDENTIFICARE UN GIOCATTOLO SICURO


LE 10 REGOLE PER IDENTIFICARE UN GIOCATTOLO SICURO

Alcune indicazioni utili per identificare un giocattolo sicuro in fase di acquisto:

1 Sulla confezione devono comparire in maniera visibile, leggibile, indelebile e soprattutto in lingua italiana:

–MARCATURA CE rappresenta la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza del giocattolo. I giocattoli possono essere immessi sul mercato solo se provvisti della marcatura CE posta sul giocattolo stesso e/o sul suo imballaggio. La marcatura deve rispettare le specifiche e le proporzioni presenti e deve avere un’ altezza minima di 5 mm;

–IL NOME E INDIRIZZO DEL PRODUTTORE, DELL’IMPORTATORE O DISTRIBUTORE e i dati necessari per poterlo identificare, per poterlo contattare in caso di problemi;

–Le AVVERTENZE: indicazione della fascia di età alla quale il giocattolo è destinato e relativa motivazione, avvertenze d’uso per giocattoli che potrebbero presentare rischi particolari: giocattoli chimici, pattini, skateboard, biciclette e simili, giocattoli nautici, giocattoli funzionali che imitano apparecchiature elettroniche (es: ferro da stiro), giocattoli contenuti nei prodotti alimentari (es: sorprese), imitazioni di maschere e strumenti di protezione individuale, giocattoli da appendere a culle e simili, giocattoli contenenti fragranze.

2 Prestate attenzione alle indicazioni relative alla fascia di età dei bambini per la quale il giocattolo è stato progettato e si ritiene di conseguenza adatto.

–In assenza di un’età consigliata si presuppone che il giocattolo sia destinato a tutte le età (0-14 anni).

–SE ACQUISTATE GIOCATTOLI PER BAMBINI SOTTO I TRE ANNI, È BENE ASSICURARSI CHE NON CONTENGANO PICCOLE PARTI ACCESSIBILI: potrebbero causare rischio di ingestione. I giocattoli realizzati per bambini di età superiore a 3 anni, ma potenzialmente utilizzabili da bambini di età inferiore ai 3 anni, devono riportare la seguente avvertenza: “ATTENZIONE: NON ADATTO A BAMBINI DI ETÀ INFERIORE A 36 MESI” (oppure “3 anni”, oppure il pittogramma del viso del bambino con il segnale di divieto), seguita dalla motivazione di rischio, ad esempio: “CONTIENE PICCOLE PARTI CHE POTREBBERO ESSERE INGERITE O INALATE”.

3 I giocattoli e le loro PARTI SMONTABILI non devono presentare PUNTE O SPIGOLI APPUNTITI, BORDI TAGLIENTI O ANGOLI ECCESSIVAMENTE SPORGENTI.

4 I GIOCATTOLI MECCANICI devono essere costruiti in modo tale che gli INGRANAGGI NON SIANO ACCESSIBILI.

–FRECCE E ARCHI usati come giocattoli dai bambini devono avere adeguate protezioni che proteggano da possibili lacerazioni. Monitorate il gioco dei vostri bambini: un uso improprio può essere molto pericoloso.

–GIOCATTOLI CHE EMETTONO RUMORI E/O SUONI: per prevenire danni all’udito le norme stabiliscono specifici livelli di rumore producibili dai giocattoli che sono considerati sicuri. Se il suono di un giocattolo all’interno del negozio vi pare troppo elevato, non acquistatelo: i bambini sono molto più sensibili ai suoni rispetto agli adulti.

5 GIOCATTOLI che funzionano A BATTERIA destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi devono avere un vano batteria inaccessibile, realizzato in modo tale da richiedere l’intervento di un adulto per essere aperto (ad esempio il vano è chiuso da una vite). Nei giocattoli destinati a bambini di età superiore ai 36 mesi il vano deve essere inaccessibile solo per le batterie a bottone, in tutti gli altri casi può essere facilmente rimovibile. In questo ultimo caso prestate particolare attenzione al possibile surriscaldamento delle pile (derivante da errato posizionamento delle stesse) poiché potrebbero provocare gravi scottature al bambino.

6 Qualsiasi parte del giocattolo deve essere RESISTENTE ALLO STRAPPO. Prestate particolare attenzione alle parti sporgenti rispetto alla sagoma del giocattolo, quali occhi, naso e bottoni.

7 Eliminare sempre i palloncini rotti o sgonfi!

–I PALLONCINI IN LATTICE GONFIABILI SONO PERICOLOSI SE ROTTI O SGONFI poiché potrebbero essere ingeriti. La confezione deve riportare la dicitura: “Attenzione: non adatto ai bambini di età inferiore agli otto anni”.

8 I giocattoli progettati perché il bambino vi giochi all’interno (ad esempio tende da indiano o casette) DEVONO ESSERE ARIEGGIATI e PRIVI DI CHIUSURE AUTOMATICHE che impediscano il passaggio dell’aria o la possibilità al bambino di uscirne facilmente.

9 CORDE, STRINGHE, REDINI E LACCI IN GENERE non devono avere lunghezza e spessore tali da risultare pericolose: potrebbero causare rischi di strangolamento.

10 Una volta aperti, gli imballaggi dei giocattoli DEVONO ESSERE ELIMINATI. I sacchetti di plastica possono risultare PERICOLOSI SE INFILATI IN TESTA (rischio di soffocamento) e gli altri elementi dell’imballaggio potrebbero essere ingeriti.
CONSIGLI

Guardate le istruzioni dei giochi con i vostri figli, appurate che abbiano ben compreso il funzionamento.
Verificate periodicamente che i giocattoli non presentino rotture.
Tenete separati i giocatoli destinati a bambini di fasce di età differenti.
In caso di dubbi sulla sicurezza di un prodotto acquistato, rivolgetevi al vostro punto vendita di fiducia.
Trovate il tempo per giocare con in vostri bambini, farà bene anche a voi.

Per maggiori informazioni: www.giocattolisicuri.com

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Favola di Gino e Cecilia Strada

FAVOLA DI GINO STRADA SCRITTA INSIEME A SUA FIGLIA CECILIA, PER SPIEGARE AI BAMBINI IL SIGNIFICATO DI PAROLE COME ‘DIRITTI’, ‘PACE’, ‘UGUAGLIANZA’


C ‘era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta. Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco. Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano ‘volante’, anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo ‘guidante’, oppure’girante’, visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione. Si parlava spesso di ‘diritti’: il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola. Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l’eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. A volte, addirittura, i potenti della terra chiamavano ‘operazione di pace’ quella che, in realtà, era un’operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano.E poi, sulla Terra, non c’era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare. Quanta confusione!Tanta confusione che un giorno il mago Linguaggio non ne poté più. Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. All’inizio c’era stato un po’ di trambusto, perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo l’altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti l’altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti. Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c’era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro. Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato un bel po’ di fatica al mago Linguaggio. Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione. «Le parole sono importanti» amava dire «se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non si capisce più niente» Una notte, dunque, si mise a scombinare un po’ le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente. A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati…alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada. Alle torte invece aveva aggiunto una esse, erano diventate tutte storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia. Nelle scuole si era anche divertito ad anagrammare, al momento dell’appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate. Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era mai piaciuta. Così un grande capo della terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventavano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare. Quanta confusione! Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più.
Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo. «E va bene» disse Linguaggio «ma solo ad una condizione: che cominciate a usare le parole con il loro giusto significato. » «I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi.Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra…» «Per quanto riguarda la guerra» lo interruppero gli uomini «ci abbiamo pensato… tienitela pure: è una parola di cui vogliamo fare a meno».
(GimmyT)

L’amicizia

Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.
“Buongiorno”
“Buongiorno” rispose il guardiano.
“Che luogo è mai questo, tanto bello?”
“E’ il cielo”
“Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!”
“Puoi entrare e bere a volontà”.
Il guardiano indicò la fontana.
“Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete”
“Mi dispiace molto”, disse il guardiano, “ma qui non è permesso l’entrata agli animali”.
L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì.
Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
“Buongiorno” disse il viandante.
L’uomo fece un cenno con il capo.
“Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete”.
“C’è una fonte fra quei massi”, disse l’uomo, indicando il luogo, e aggiunse: “Potete bere a volontà”. L’uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
“Tornate quando volete”, rispose l’uomo.
“A proposito, come si chiama questo posto?”
“Cielo”
“Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!”
“Quello non è il cielo, è l’inferno”.
Il viandante rimase perplesso.
“Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!”
“Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici…”

Le cose che ho imparato…

– Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
– Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
– Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
– Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
– Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
– Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
– Che la pazienza richiede molta pratica.
– Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
– Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
– Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
– Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
– Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
– Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
– Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
– Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
– La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
– E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
– Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
– Non cercare le apparenze, possono ingannare.
– Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
– Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
– Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
– Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
– Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
– Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
– Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
– Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
– Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
– Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

Le persone…

Le persone vengono nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.
Quando saprai perché, saprai cosa fare con quella persona..Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno cha hai espresso. Sono venuti per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Possono sembrare come un dono del cielo e lo sono. Loro sono li per il motivo per cui tu hai bisogno che ci siano. Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o in un momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine. Qualche volta loro muoiono. Qualche volta se ne vanno. Qualche volta si comportano male e ti costringono a prendere una decisione. Ciò che dobbiamo capire è che il nostro bisogno è stato soddisfatto, il nostro desiderio realizzato, il loro lavoro è finito.
La tua preghiera ha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti. Alcune persone vengono nella nostra vita per una stagione, perché è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare. Loro ti portano un’esperienza di pace o ti fanno ridere. Possono insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Di solito ti danno un’incredibile quantità di gioia. Credici, è vero. Ma solo per una stagione! Le relazioni che durano tutta la vita ti insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere delle solide fondamenta emotive. Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni e aree della tua vita..
[Paulo Coelho]

AGLIO

Aglio, infiorescenza

Aglio, infiorescenza

ALLIUM SATIVUM

L’aglio è conociuto e utilizzato sin dall’antichità. Era già importante nell’alimentazione degli Egizi e degli Ebrei.

Si utlizza il bulbo.

Nella nostra alimentazione è importante per le sue proprietà:

  • antitrombotiche;
  • ipolipidemizzanti;
  • ipocolesterolemizzanti.

L’aglio è utile per:

  • la prevenzione dell’arteriosclerosi e delle sue complicazioni associate;
  • migliorare la circolazione sanguigna;
  • l’ipertensione arteriosa leggera;

Essendo un buon antimicotico, è un buon disinfettante intestinale.

VALERIANA OFFICINALIS

 

 

VALERIANA OFFICINALIS

Utilizzata già dai Greci, dai Romani e dai nativi Americani.

Cresce in tutta Italia e fiorisce da maggio ad agosto.

Si utilizza la radice da cui si ricava un olio essenziale che contiene acido valerenico e altri principi attivi.

La valeriana è utile per:

  • ridurre nervosismo e agitazione;
  • migliorare umore e concentrazione;
  • prendere sonno e migliorarne la qualità.

La valeriana ha proprietà anticonvulsive e viene usata per aiutare durante le cure per la dissuefazione dal tabacco.

ANANAS

ANANAS COMOSUS

Questo stupendo frutto non era conosciuto in Europa sino al 1943. Fu Cristoforo Colombo a portarlo da uno dei suoi viaggi dall’America tropicale (Brasile).

Le virtù curative dell’ananas sono concentrate nel gambo che contiene una grande quantità bromelina, un enzima proteolico che dividendo le proteine ne accelera la digestione e ne facilità la loro eliminazione.

Da queste informazioni deduciamo che l’ananas aiuta a non aumentare di peso accelerando l’eliminazione di ritenzione idrica. Ciò facilita la non comparsa di cellulite.

L’ananas aiuta a:

  • decongestionare i tessuti;
  • favorire lo scioglimento dei grassi depositati.

Grazie alle proprietà della bromelina, permette di:

  • riassorbire edemi localizzati;
  • evitare l’aumento di insulina nel sangue.

 

ARGILLA VERDE

 

 

ARGILLA VERDE

Possiamo definire l’argilla verde una “tera magica”; era già conosciuta dagli Egizi, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi… Era importante per i suoi principi purificatori ma anche perchè curava dolori e contusioni.

In natura l’argilla è una roccia tenera, composta da minerali e oligo-elementi. Contine silicato di alluminio e di potassio, sodio, magnesio, calcio, ferro, fosforo, rame, zinco, selenio, cobalto e manganese in proporzioni diverse e variabili e sono queste che ne determinano il colore.

L’argilla verde è utile alla pelle per:

  • purificarla;
  • pulirla e tonificarla;
  • aiutarla nella cicatrizzazione;
  • addocirla e pulirla da ogni impurità;
  • assorbire e regolarizzare l’eccesso di sebo.

L’argilla verde è un importante protettivo gastrico, infatti, tramite la sua azione anti acidità gastrica, cicatrizzante delle mucose digestive, disintossicante e rimineralizzante è efficace contro i disturbi digestivi.

ARGANIA

ARGANIA SPINOSA

L’argania è un albero originario del Marocco. E’ alto circa dieci metri, ha rami spinosi e può vivere anche 200 anni. Il suo legno è molto duro e buono da ardere mentre le foglie servono come nutrimento per i cammelli. La parte importante di questa pianta è il frutto: una bacca ovale, piccola (lunga circa 30 mm.) che contiene una noce durissima al cui interno troviamo tre noccioli.

Dalla spremitura dei noccioli si ottiene un olio prezioso sia per uso cosmetico (chiaro)che per uso culinario(scuro).

L’olio di argan cosmetico è efficace contro:

  • la disidratazione della pelle;
  • la caduta dei capelli;
  • gli eczemi;
  • le rughe;
  • le smagliature.

L’olio di argan alimentare è:

  • molto nutriente;
  • antiossidante;
  • un aiuto per il sistema nervoso e muscolare;
  • un aiuto per disturbi cardiovascolari;
  • allevia i disturbi reumatici;
  • un aiuto per le capacità celebrali;
  • un protettore dei tessuti connettivi.

Considerando che da 100 kg di frutti di ricava solo 1 litro di olio si capisce il motivo per cui sia così costoso.

L’olio di argan non può provocare allergie ed è adatto per tutti; riassumendo lo possiamo considerare:

  • un antiossidante;
  • un ipocolesterolemizzante;
  • un epatoprotettore;
  • un idratante per la pelle;
  • un antireumatico.

Pioggerella (Shinkichi Takahashi)

Un gatto percorre il recinto gocciolante

svanisce nella verde ombra,

vuota come un pensiero perduto.

Terra nell’artiglio di un gatto morto,

budella sparse sul selciato-

tempo, quegli occhi a spillo.

Nella soffitta tre gattini si leccano.

Una vecchia, simile a un becco ricurvo,

cerca di ricordarsi il nome del gatto.

 

Conchiglia (Shinkichi Takahaschi)

Nulla assolutamente nulla
è nato,
muore, la conchiglia ripete ancora
e ancora
dal profondo della sua cavità.

Il suo corpo
spazzato dalla marea – e allora?

Dorme
nella sabbia, asciugandosi al sole,
bagnandosi
sotto la luna. Nulla a che fare
con il mare
od altro. Ancora
e ancora

svanisce con l’onda.

I consigli della Maestra Sinforosa castoro

Con le Regole ci vuole Saggezza e Perseveranza

Con i bambini ci vuole, oltre che tanta pazienza ed entusiasmo, perseveranza nel dire, ridire e ribadire le regole. Perché? Perché i bambini e le bambine se le dimenticano troppo in fretta, le regole; e noi adulti, purtroppo, ci stanchiamo di ripeterle preferendo soprassedere.
Quante volte abbiamo detto a nostro figlio: «A tavola si sta seduti… Non si può volere ogni giorno un giocattolo nuovo… Non si getta la carta in terra…» e via discorrendo. Poi, però, quando nostro figlio si alza da tavola e noi, stanchi della giornata, facciamo finta di non vedere o quando fa i capricci davanti alla vetrina del giornalaio e non sappiamo più che pesci pigliare ci viene più facile accontentarlo. È vero, non è bello che nostro figlio pianga e si disperi davanti al giornalaio, tutta la gente poi si gira a guardare con quell’espressione interrogativa come se avessimo fatto chissà qual torto a quel ‘povero piccolo’ che proprio in quel momento si fa letteralmente trascinare via. Tuttavia, è qui che ci sbagliamo. Il bambino, anche se piccolo – soprattutto se piccolo -, capisce al volo quando un adulto è prossimo a cedere, ha un sento senso, e scatena tutte le sue armi più sofisticate per farvi impietosire; ne approfitta è ovvio, non facciamo così anche noi in certe circostanze? Davanti all’argomento REGOLE, alcuni potrebbero obiettare che inculchiamo ai nostri bambini troppe regole e che invece sarebbe meglio che i bambini crescessero liberi, senza alcuna regola. In un certo qual modo non hanno torto, costoro, uno psicologo diceva sempre a noi insegnanti che “il troppo e il niente danno lo stesso risultato”.
Ecco allora gli ingredienti necessari: saggezza nel discernere bene quali e quante regole dare al bambino e perseveranza nel mantenere fede a quelle regole, costi quel che costi.
Solo così faremo di quel bambino, bambina un adulto di spessore.
Sinforosa castoro